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lunedì 2 marzo 2015

300: Guido Crepax – Justine


Olympia Press Italia, 1979
(Italia, Justine, 1979)
Servire... Signore... Non chiedo che questo...”
I servizi di una bambina pari vostra sono poco utili! Non avete ne l'età ne il fisico... Ma potete, mostrando un rigore meno ridicolo, ottenere una sorte migliore assecondando i desideri dei libertini... Comprendete?”
Dunque non esiste più un po' di benevolenza tra gli uomini?”
Per quanto ne so assai poca... I piaceri della bontà non sono altro che le voluttà dell'orgoglio!”
(Dialogo tra Justine e Dubourg)

Guido Crepax al lavoro.
L'erotismo, come lo concepisce Guido Crepax, forse non lo concepisce nessuno. Perché nessuno è riuscito ad arrivare ai suoi livelli. E quando parliamo di Crepax possiamo tranquillamente farlo su larga scala e non solo a livello nazionale, perché di fatto l'autore milanese è stato un vero e proprio innovatore del fumetto erotico e del fumetto in genere. Fin dai suoi esordi nella grafica pubblicitaria e come copertinista di riviste, egli si avvalse di uno stile assolutamente nuovo. Poi arrivò la rivista Linus e su questa fece il suo debutto il suo personaggio più famoso, Valentina; fu così che Crepax raggiunse una popolarità internazionale, soprattutto grazie alle continue evoluzioni grafiche che l'autore era solito apportare negli anni. Dal punto di vista visivo e narrativo, era un artista completamente libero e il suo stile era estremamente ricercato così come la composizione delle sue tavole; per lui ogni dettaglio, anche quello ritenuto insignificante in qualsiasi altro fumetto, era estremamente importante, e difatti è proprio grazie ai dettagli che Crepax trasmetteva al lettore lo stato emotivo dei suoi personaggi.
E i personaggi di Crepax non si dimenticano, anche quelli meno noti come Bianca e Anita.
Un bel primo piano di Justine
Ma Guido Crepax era anche un uomo molto colto. Una cultura, la sua, che era possibile percepire nelle storie di Valentina, nelle citazioni intellettuali di cui i suoi fumetti sono disseminate. E questo suo gusto per la cultura non poteva non renderlo particolarmente sensibile alle maggiori opere letterarie che ben si sarebbero adattate al suo stile; ecco quindi che dalla sua matita nascono gli adattamenti di opere come I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, Dracula di Bram Stoker e altri prodotti della letteratura gotica di Edgar Allan Poe, da cui Crepax era molto affascinato.
Non solo, da maestro indiscusso del fumetto erotico, Crepax non poteva non cimentarsi con le opere più trasgressive e scabrose della letteratura erotica. Da Venere in visone di Leopold Sacher-Masoch a Emanuelle di Emanuelle Arsan, dalla saga dell'Histoire d'O di Pauline Réage alle opere del Marchese de Sade. Ed proprio da quest'ultimo che Crepax trae la sua opera più bella e complessa.
Adattando il romanzo di Sade, Justine, l'autore realizza quello che per molti è il suo capolavoro artistico; un fumetto imponente e complesso, raffinato e ricercato in ogni tavola e in ogni vignetta.
Nelle tavole di Justine il gusto estetico di Crepax, l'amore per i dettagli e per il corpo femminile raggiungono il loro massimo livello. E la trasposizione del mondo di Sade non poteva trovare nell'arte di Guido Grepax un miglior alleato. Perché è proprio la sua grande attenzione per ogni singolo dettaglio a fare di ogni tavola di Justine un grande lavoro compositivo. Differentemente dai suoi altri lavori, in Justine Crepax grande importanza agli ambienti e li fotografa con delle inquadrature per lui abbastanza inusuali; le tavole a tutta pagina (in cui la protagonista viene ripresa dall'alto, mentre cammina verso il convento, o quando è sofferente per le sevizie in mezzo alla boscaglia) sono di una bellezza visiva da togliere il fiato, così come assolutamente strabilianti sono le tavole in cui Crepax “denuda” la tavola della classica gabbia, per lasciar libera la sua capacità compositiva.
Una delle splendide tavole di Crepax.
Ma non è solo l'originale capacità grafica a fare di
Justine un capolavoro del fumetto erotico; c'è anche la capacità del Crepax narratore, capace di far immedesimare il lettore in quello spirito morboso e sadico, catturando perfettamente la filosofia di Sade. I dialoghi non sono mai pesanti e il fumetto, per la maggior parte dell'opera, mostra le brutalità subite da Justine: ogni sequenza riporta dettagli scabrosi che Crepax mostra senza cadere mai nella banalità e questo perché l'artista ha sempre sfoderato, per ogni sua opera, un talento visivo eccezionale, che ha sempre mantenuto ad un livello altissimo per gran parte della sua carriera, cedendo solo verso la fine. Ma non conta; quello che conta veramente è il lavoro di un autore che ha dato un contributo fondamentale al fumetto erotico (e non), sempre un passo avanti rispetto ai suoi colleghi e sempre pronto a stupire con le sue innovazioni grafiche.
E Justine è il vertice artistico di un autore unico e imprescindibile.
Lo stile grafico di Crepax rappresenta una personalissima distorsione della realtà. 

Curiosità

Il fumetto è tratto dal libro Justine o le disavventure della virtù seconda versione del libro originario, intitolato Justine le sventure della virtù, scritto dal conte Donatien-Alphonse-François de Sade (più noto come Marchese de Sade). La terza versione del romanzo, La nuova Justine, ovvero le sciagure della virtù, fu quella definitiva.

Edizione consigliata

Splendida l'edizione della Olympia Press che presenta l'opera di Crepax in grande formato, con cover in tela cartonata e stampa su carta di ottima qualità e grammatura pesante. Precedono il fumetto lo splendido saggio dello scrittore Guido Piovene, Il demone della coerenza, dedicato al romanzo di Sade e la presentazione di Virginia Finzi Ghisi.

Altre edizioni

Sicuramente quella della ES pubblicata nel 2000 nella collana Ars Amandi. Recentissima invece quella della Mondadori nella collana Guido Crepax - erotica vol.4: Justine - la lezione di de Sade. Anche la Blue Press realizzò delle edizioni economiche di Justine: la prima nel 1993 in un unico volume, Justine – Opera integrale e la seconda, presumo più recente, divisa in due volumi.
Le varie edizioni di Justine. Da sinistra: quella della ES, la più economica realizzata dalla Blue Press e quella recente pubblicata dalla Mondadori



lunedì 23 febbraio 2015

Il gusto degli altri n. 14

Alessandro Nespolino


Alessandro Nespolino al lavoro nel suo studio. 
All'inizio degli anni '90 le scuole di fumetto erano solo due: quella storica di Milano (Scuola del fumetto) e la Scuola Internazionale di Comics di Roma. Nel 1991 mi iscrissi al primo anno a Roma e, nella mia stessa classe, c'era un ragazzo alto che veniva appositamente da Napoli, due volte a settimana, per frequentare il corso. Ma non era solo questa la caratteristica di Alessandro Nespolino (caratteristica non poco importante visto che era segno di grande passione per il fumetto): Alessandro  era già molto bravo. Ma non solo: era un ragazzo umile con una gran voglia di apprendere tutti i segreti del mestiere di fumettaro. Era molto portato per il fumetto realistico di genere avventuroso e ricordo che le sue tavole all'esame finale del primo anno, bellissime, già indicavano una predisposizione al dinamismo e all'azione. 
Il suo esordio risale al 1994 quando disegna il personaggio Lazarus Ledd per la casa editrice Star Comics; poi, nel 2000, viene reclutato dalla Sergio Bonelli Editore per la quale disegna Nick Raider, poi Brad Barron e Volto Nascosto; lo stile di Alessandro migliora di albo in albo e questo non sfugge ai francesi, da sempre affascinati da chi sa ben destreggiarsi tra avventura e storia.
Tex sarà l'imminente prova artistica di Alessandro Nespolino.
E per la casa editrice francese Soleil , dal 2008, Alessandro disegna la biografia del serial killer Ed Gein e due avventure della serie Sherlock Holmes - Crime Alleys
Ma la consacrazione definitiva del suo talento avviene quando la Sergio Bonelli Editore e lo sceneggiatore Gianfranco Manfredi gli affidano la creazione grafica della nuova serie mensile, Adam Wild. Il personaggio esordisce nell'ottobre del 2014 con la prima storia, Gli schiavi di Zanzibar firmata proprio da Alessandro. Infine, nella sua carriera non poteva certo mancare l'eroe simbolo del fumetto italiano: Tex, di cui vedremo presto una sua storia a riconferma di un artista la cui bravura riecheggia quella dei maestri del fumetto italiano.

Una bellissima vignetta da Sherlock Holmes - Crime Alleys.

I gusti di Alessandro Nespolino

1 - Mort Cinder
di H. G. Oesterheld e Alberto Breccia




"La prima volta che ho visto e letto Mort Cinder, è stato come inserto della rivista Lanciostory.
Poche pagine per volta, ma che divoravo e che rileggevo in attesa di quelle successive.
Un fumetto in bianco e nero, capace con quel tratto unico, di restituire l’angoscia e la cupezza della storia.

Come ho potuto constatare in tanti anni da lettore e da disegnatore, raccontare con un fumetto storie del genere non è facile, per cui quello di Oesterheld e Breccia resta, per me, un vero capolavoro del racconto a fumetti."


2 - La casa degli uomini perduti (Dylan Dog) di T. Sclavi e G. Casertano

3 - Batman- Anno Uno di F. Miller e D. Mazzucchelli

4 - I condannati (Ken Parker) di Berardi-Mantero e Frisenda-Zuccheri

5 -Tarzan di Burne Hogart

6 - Watchman di Alan Moore e Dave Gibbons 

7 - Senza legge (Criminal) di Ed Brubaker e Sean Phillips

8 - Cinder e Ashe di Gerry Conway e J.L.Garcia Lopez

9 - Morbus Gravis 2 di Paolo Eleuteri Serpieri

10 - Quattrini a palate (Torpedo) di E. S. Abulí e J. Bernet



Per conoscere meglio il lavoro di Alessandro visitate la sua pagina Facebook in cui vi sono spesso anticipazioni dei suoi lavori. 

Il suo lavoro più bello: Gli schiavi di Zanzibar (Adam Wild)


Alessandro caratterizza bene tutti i personaggi: il suo tratto si evolve di continuo e i disegni si sposano perfettamente con la bella storia di Gianfranco Manfredi

venerdì 20 febbraio 2015

300: Chuck Dixon e Jorge Zaffino - WinterWorld

Editoriale Cosmo, 2014
(USA, Eclipse Comics, 1987)
Jorge Zaffino è un grande innovatore, unico e irripetibile. Scopro, quasi per caso, la sua opera nella redazione di Comic Art e, rapito dalla sua arte, fotocopio tutta la storia che stava andando in stampa: le sue pennellate veloci e il suo tratteggio sapiente hanno fatto scuola.”
(Corrado Mastantuono)

Chuck Dixon e Jorge Zaffino
Dice bene il bravissimo Corrado Mastantuono: Jorge Zaffino è un artista unico e irripetibile.
Se dovessimo elencare i dieci disegnatori di fumetti più grandi di tutti i tempi, non ci sarebbero dubbi sulla sua inclusione accanto ad artisti come Milton Caniff, Alex Toth, Jack Kirby, Moebius. Il segno di Zaffino ha qualcosa di magico e quando lo vedi per la prima volta ha un impatto devastante; è come se tutto ciò che è stato realizzato precedentemente nei comics si disintegrasse in una frazione di secondo, per spianare la strada alla forza dirompente dei suoi disegni. In essi è racchiuso tutto quello che serve a fare di un qualsiasi fumetto un capolavoro visivo, a cominciare dal segno che è come un marchio di fabbrica; poi c'è l'uso del bianco e nero, con quelle pennellate date con la stessa forza di chi batte con un martello su un incudine; poi c'è il tratteggio che si amalgama perfettamente con le pennellate creando un impatto visivo “unico e irripetibile”, proprio come diceva Mastantuono. Ogni volto disegnato da Zaffino sembra un'opera d'arte; alcuni primi piani dei suoi personaggi vengono da lui delineati con un uso del bianco e nero che ha fatto scuola tra gli artisti odierni: oltre al già citato Mastantuono, possiamo citare Massimo Carnevale, Luigi Siniscalchi o i fratelli Cestaro, per non parlare di artisti americani come Tommy Lee Edwards e Sean Murphy o inglesi come Sean Phillips: tutti debitori nei confronti dell'arte di Jorge Zaffino. Un artista simile non può non entrare nel cuore di chi ama il disegno a fumetti, perché Zaffino sembra nato con matita e nutrito con inchiostro di china al posto del latte. Del resto la sua vita parla chiaro: talento precoce fin dall'adolescenza, trascorsa ad imparare il mestiere nello studio dei fratelli Villagràn; neanche ventenne già lavora a personaggi storici del fumetto argentino come Nippur di Lagash. Ma è negli anni '80 che il giovane artista argentino incontra lo sceneggiatore Chuck Dixon nel cui curriculum figuravano collaborazioni con la Marvel Comics. Dixon rimane colpito dalle tavole di Zaffino e più in là così ricorderà l'amico artista:Volevo lavorare con questo ragazzo. Dovevo lavorare con questo ragazzo. C'era questa... "forza" sotto la sua tecnica di disegno, già di suo impressionante... una forza cruda, cupa... era perfetto per me e per quello che volevo raccontare".
Splendida tavola in cui ammirare lo splendido tratteggio che
caratterizza lo stile di Zaffino.
E i due uniscono le loro forze;
Dixon scrive una storia ambientata in uno futuro post apocalittico in cui la terra è completamente ricoperta di ghiaccio: la trama è bella, il ritmo non cede mai ma Dixon sa che ci vuole quella marcia in più, quell'ingrediente segreto che gli chef usano per rendere unico il loro piatto.
E “l'ingrediente segreto” non poteva che essere Jorge Zaffino; Dixon pensa la storia per i suoi disegni e l'artista non si fa certo pregare e, tavola dopo tavola, disegna con la consapevolezza di chi sta realizzando qualcosa che resterà per sempre. WinterWorld è un capolavoro grafico in cui il talento di Zaffino è presente in ogni singola tavola, con tutte quelle innovazioni che lo hanno portato ad essere (e tutt'ora continua ad essere) un artista di grande riferimento per la generazione odierna di cartoonist; la costruzione della tavola è perfetta, la caratterizzazione dei personaggi viene esaltata dal suo segno energico (e sarà fonte d'imitazione negli anni a venire) e il tratteggio, che caratterizza il suo disegno assume, tavola dopo tavola, un aspetto sempre più importante.

La pennellata magica che si amalgama perfettamente con il tratteggio incrociato e disordinato per una delle più famose e potenti immagini di Zaffino.
E WinterWorld è solo l'inizio di una breve ma grandissima carriera in cui il segno del geniale disegnatore argentino si evolverà in maniera sbalorditiva, lasciando davvero attoniti gli addetti ai lavori. Un esempio su tutti: la saga del Punitore, in cui Zaffino dà prova del suo talento per molti versi davvero unico e, oserei dire, inarrivabile. Ricorda l'editor Carl Potts: Mi ricordo che rimanevo sempre spiazzato ogni volta che Jorge mi spediva un nuovo gruppo di tavole. Altri colleghi, o sceneggiatori e disegnatori, quando venivano a trovarmi, cercavano sempre di dare uno sguardo al suo lavoro".
E non c'è da stupirsene vista la popolarità di cui Zaffino gode tra gli addetti ai lavori; minore, invece, è stata la sua popolarità tra il pubblico. Come ha scritto giustamente Pasquale Frisenda in un articolo dedicato al maestro argentino: “...i lettori americani non lo amarono mai troppo, abituati, all'inizio degli anni '90, ormai ad un disegno stilizzato e quasi pagliaccesco, lontano dall'idea di naturalismo che Zaffino metteva in scena, invece, con una sensibilità quasi completamente assente nei fumetti americani di oggi, fatta di sottigliezza del linguaggio grafico, di corpi umani sapientemente ritratti, mai rigidi e sempre espressivi...”.
Al di là di tutto Jorge Zaffino rimane comunque un artista unico, un innovatore che ha fatto scuola (per riallacciarci alle parole di Corrado Mastantuono): il suo disegno, la sua sintesi e la sua pennellata tutt'oggi rischiano di non avere eguali.

Il segno del genio: Jorge Zaffino.


Curiosità

WinterWorld venne pubblicata per prima volta in tre volumetti dalla Eclipse Comics nel 1988. Dixon e Zaffino realizzarono anche un sequel WinterSea. Recentemente è stata annunciata l'uscita di WinterWorld come serie regolare con i testi dello stesso Dixon e i disegni di Butch Guice.
Jorge Zaffino, purtroppo, ebbe una carriera davvero breve; si spense nel luglio del 2002 a soli 42 anni per un attacco cardiaco. Tra le sue opere da ricordare (oltre WinterWorld e il già citato Punisher): Seven Block (sempre su testi di Dixon), il bellissimo Hoover (testi di Carlos Trillo) e la bella short story, realizzata sempre in coppia con Dixon, per la serie Batman: Black and White.

Il caratteristico volto di Jorge Zaffino: la parte anteriore in ombra e quella superiore illuminata una delle caratteristiche (in seguito molto imitate) del suo personalissimo stile. 

Edizione Consigliata

Premetto che è doveroso ringraziare i tipi della Cosmo per averci fatto questo grande regalo: WinterWorld e il suo seguito WinterSea in un unico albo al vantaggiosissimo prezzo di 5 euro. Detto questo la qualità dell'edizione lascia un po' a desiderare in quanto ricalca la classica struttura del fumetto seriale da edicola. Non sarebbe stata una cattiva idea realizzare un albo di formato leggermente più grande soffermandosi soprattutto sulla qualità di stampa per valorizzare i disegni di Zaffino. Ma l'importante è leggere e possedere quest'opera imprescindibile per una biblioteca essenziale sul fumetto.

Altre edizioni

Nessuna in Italiano ovviamente data la recentissima edizione del volume consigliato.
Tuttavia per chi volesse leggere l'opera di Dixon e Zaffino in lingua originale, può prendere il volume edito dalla IDW Publishing o per i più nostalgici l'edizione originale della Eclipse Comics

A sinistra: il primo albo della prima edizione di WinterWorld.
A destra: Il ritorno di WinterWorld a opera dello stesso Dixon con i disegno di Butch Guice. 


giovedì 19 febbraio 2015

300: Darwyn Cooke – Il Cacciatore (Richard Stark's Parker)

Edizioni BD, 2009
(USA, IDW Publishing, 2009)

“Non sono una sgualdrina Parker. Lo sai.”
“Lo so. Infatti hai venduto il mio corpo.”
(Dialogo tra Lynn e Parker)

Darwyn Cooke mentre autografa un suo volume. 
L'inizio della storia vale da solo l'acquisto del volume: non vediamo mai Parker in volto, ma capiamo immediatamente la sua personalità: brutta, cinica e cattiva. Il personaggio creato nel 1962 dallo scrittore Richard Stark si muove completamente in soggettiva per le prime undici tavole; lo vediamo aggirarsi, con la sua personalità ingombrante e spavalda, nella New York degli anni '60, buttando cartacce e sputando per terra, non pagando l'ingresso nella metropolitana, rubando l'elemosina e falsificando documenti per fregare chiunque gli capiti a tiro. E lo fa senza remore o compassioni. Parker non ha rispetto per nessuno, soprattutto se i suoi vecchi compari, con cui condivideva la sua attività criminale, l'hanno ingannato. E non solo: gli hanno anche sparato credendolo morto, fino a quando Parker non è ritornato per sistemare i conti con la potente Organizzazione che gli ha fregato i suoi soldi e la sua donna.
La prima apparizione di Parker.
Inizia così una lunga caccia che porterà Parker a commettere azioni degne del peggior bastardo, eppure chi legge il libro e segue le sue gesta non può che tifare per questo grande bastardo. Ed è sicuramente questo uno dei motivi che hanno affascinato Darwyn Cooke, artista canadese classe 1962, famoso soprattutto per il suo lavoro su personaggi come Batman e Catwoman: far muovere una sorta di antieroe cinico e disilluso con la stessa violenza di una falciatrice che sradica qualsiasi tipo di erbaccia. Nelle sue tavole Cooke trasmette tutta la potenza e la crudeltà del romanzo di Stark; rispetto ai suoi lavori precedenti lo stile si fa più raffinato e le figure vengono spesso delineate usando una bicromia bianca e blu che dà all'opera quel gusto retrò, soprattutto nella parte in cui Parker rievoca il tradimento ordito ai suoi danni (che forse pecca in verbosità, è vero, ma si tratta di una verbosità necessaria a far quadrare la storia).
A questo vanno aggiunte le inquadrature dinamiche che si alternano con i primissimi piani del protagonista, grazie alle quali Cooke conferma le sue abilità di eccellente autore completo. Il ritmo della storia è costantemente serrato e il protagonista è sempre sul punto di esplodere; la violenza e l'aggressività di Parker sono palpabili in ogni vignetta e in ogni gesto: quando scaraventa su un muro una bottiglia di whiskey frantumandola in mille pezzi, quando pesta chiunque lo ostacoli nella sua caccia spietata, e perfino nei rapporti con le donne in cui non traspare amore ma solo brutalità.
Le donne di Parker splendidamente caratterizzate da Darwyn Cooke
Lo stile di Cooke mischia sintesi grafica e grottesca ironia, ed ogni oggetto o personaggio è curato e caratterizzato nei minimi particolari. I personaggi femminili, come la bella Lynn con look alla Marylin Monroe e la spregiudicata e sensuale Rose, sono un perfetto esempio della bravura di Cooke e della personalità del suo stile coinvolgente e sempre più personale.
Un'ultima attenzione va sicuramente alla ricreazione grafica di New York nel 1962, anno in cui si svolge l'azione: i ponti, le strade, le auto, i sottovia, i grattacieli, le tavole calde, i palazzi con le scale antincendio e i complementi di arredo sono tratteggiati con la stessa capacità di chi sa tracciare la personalità di un personaggio.
Parker è un grande personaggio, una vera icona criminale scaturita dalla genialità dello scrittore Richard Stark; e Darwyn Cooke ha saputo catturarne lo spirito trasportandolo in una serie di splendide tavole.
Una bellissima sequenza in cui Cooke sfoggia la su bravura. 

Curiosità

Il Cacciatore è l'adattamento del primo romanzo della quarantennale saga del personaggio di Parker, The Hunter, creata dallo scrittore Richard Stark a partire dal 1962, pseudonimo sotto cui si cela il grande giallista Donald E. Westlake. Oltre alla graphic novel di Cooke, il romanzo di Stark ha avuto due adattamenti cinematografici: Senza un attimo di tregua (1967) di John Boorman con Lee Marvin e Payback – La rivincita di Porter di Brian Helgeland con Mel Gibson.
Il romanzo uscì in Italia nel 1964, nella collana I neri Mondadori, col titolo Anonima Carogne.

Edizione consigliata

Niente da dire sull'edizione curata dalla BD che ricalca quella originale della IDW Publishing: edizione cartonata formato romanzo letterario, con sovracoperta e buona qualità di stampa.

Altre edizioni

Nessuna, visto che comunque l'opera è stata pubblicata nel 2009.
Tuttavia val la pena leggere anche gli altri due capitoli della saga, sempre pubblicati dalle Edizioni BD: L'organizzazione e Il Colpo.
Gli altri due volumi del personaggio di Richard Stark realizzati da
Cooke: L'organizzazione e Il colpo.


Il gusto degli altri n. 13

Giuseppe De Luca

Splendida tavola, ancora
inedita di Dragonero.
Giuseppe De Luca
Ecco un grande esempio che la generazione di nuovi aspiranti fumettari dovrebbe seguire.
Giuseppe De Luca, classe 1963, inizia la sua carriera di disegnatore nel 1995, pubblicando sulla rivista Intrepido. Giuseppe, per mantenersi, lavora come operaio presso un'azienda del suo paese. Ma non demorde: lavora sodo e apprende le tecniche dei grandi maestri. La sua dedizione e la sua passione gli infodono il coraggio di fare il grande passo: dedicarsi completamente al fumetto e così, alla bella età di quarant'anni, abbandona il classico 'lavoro sicuro'.
E mai scelta fu più azzeccata: nel 2006, dopo una collaborazione con la rivista amatoriale Cronaca di Topolinia, Giuseppe viene scelto per disegnare due numeri de L'insonne, il bel personaggio creato da Giuseppe Di Bernardo. L'anno dopo lavora per la Image Comics disegnando il primo numero della serie New World Order. Dal 2008 inizia la sua collaborazione con la casa editrice Star Comics per cui disegna le serie mensili Nemrod, Pinkerton s.a. (di cui è anche copertinista) e successivamente San Michele.
Il talento di Giuseppe De Luca cresce sempre di più e di certo non passa inosservato in un paese come la Francia; nel 2010 inizia la sua collaborazione con la casa editrice Zephyr Editions per cui disegna le serie a fumetti Les enragés du Normandie-Niemen e Blackbirds, entrambe colorate dalla moglie, la disegnatrice e colorista Ketty Formaggio.
E nel 2013 ha inizio la sua collaborazione con la Sergio Bonelli Editore, con i disegni di una storia completa del personaggio Dragonero, pubblicata nel gennaio 2015, degno coronamento di un artista che ha appena iniziato a stupirci. Stupirci per la sua umiltà, per la continua ricerca unita alla passione per questo lavoro e, naturalmente, per la sua immensa bravura: tutte le qualità dei grandi maestri. 

 Vignetta tratta dal fumetto francese LES ENRAGÉS DU NORMANDIE-NIEMEN N°3. Colori: Ketty Formaggio.


I gusti di Giuseppe De Luca

Superman vs The Amazing Spider-Man
di Gerry Conway e Ross Andru


"Perché mi ha fatto sognare..."


2 - Agente speciale alfa (Nathan Never n. 1) di A. Serra e C.Castellini

3 - Conan di Roy Thomas e John Buscema

4 - Mort Cinder di H. G. Oesterheld e A. Breccia

5 - Blacksad  di J.D. Canales e J. Guarnido

6 - Orizzonti perduti di Juan Zanotto

7 - Silver Surfer di Stan Lee e John Buscema

8 - Alan Ford di Max Bunker e Magnus (solo le storie dei due autori)

9 - Spiderman daily strip di Stan Lee e John Romita Sr.

10 - Il profumo dell'invisibile di Milo Manara


Per conoscere meglio il lavoro di Giuseppe visitate il suo blog: Giuseppe De Luca Art


Il suo lavoro più bello: Faccia d'osso (Dragonero n. 20)



Una cura del dettaglio che non sminuisce la profondità di campo delle singole vignette; le sequenze d'azione sono spettacolari e si integrano perfettamente con le sequenze più intime. Visivamente splendido. 

mercoledì 18 febbraio 2015

Ritornano le "Avventure di carta"


Dopo un bel periodo d'assenza, finalmente ritorno al mio amato blog a cui ho dedicato e, spero, dedicherò un bel po' d'energie. 
Elencare i motivi di questa assenza prolungata è inutile, preferisco sprecare due parole sul restyling del mio blog. 
Prima di tutto il nome: da Over the roofs - le avventure di carta di Ned, il blog si chiamerà solo Avventure di carta. Questo perché desidero non dilungarmi in titoli e sottotitoli e soprattutto ci tengo a ridare al blog il nome di una canzone scritta dal mio amico cantautore Alessio Lega e dedicata proprio al fumetto. 
La parte artistica del blog è completamente mutata: ho disegnato la nuova immagine della Home Page e tutti i vari pulsanti.  
Ho preferito suddividere il blog in tre parti: una centrale che ha sempre la stessa funzione, cioè quella di ospitare i vari post; una colonna a sinistra in cui ho inserito tutta la mia carriera artistica, partendo dagli esordi con Jacovitti fino ai disegni realizzati di recente; e infine la colonna a destra che continua ad ospitare le varie rubriche di cui mi curerò settimanalmente. 
L'intento è quello di arricchire il blog sempre di più, cercando di non perdere di vista uno dei principali obiettivi: aiutare gli aspiranti fumettari ad avere una piccola guida che gli permetta di conoscere il fumetto con tutti i suoi autori e le sue opere più rappresentative. 
Spero di aver fatto e di continuare a fare un buon lavoro. 

Ned




martedì 11 novembre 2014

Un uomo un’avventura


Su sito Lo Spazio Bianco, viene pubblicata oggi la mia personale classifica dei migliori 11 volumi della storica collana Un uomo un'avventura. 
Potete leggerla nella rubrica ESSENTIAL 11