Jac e ned

martedì 11 novembre 2014

Un uomo un’avventura


Su sito Lo Spazio Bianco, viene pubblicata oggi la mia personale classifica dei migliori 11 volumi della storica collana Un uomo un'avventura. 
Potete leggerla nella rubrica ESSENTIAL 11

giovedì 7 agosto 2014

300: Hugo Pratt – Corte sconta detta arcana

Milano Libri Edizioni, 1977
(Italia, Corte sconta detta arcana, 1974)

...Oggi mi sono nascosto mentre mi parlavi e poi mi sono fatto una piccola ferita per farti credere che mi era successo qualcosa. Ho voluto regalarti un'emozione, Corto, perché ti voglio bene... Dio solo sa quanto è brutto vivere in un mondo senza avventure, senza fantasia, senza allegria... Dimmi che mi capisci Corto!...”
Ti capisco Rasputin... Ma so anche che sei ogni volta più matto!...”
Potrei ucciderti per questo.”
(Dialogo tra Rasputin e Corto Maltese)

Uno degli acquarelli di Hugo Pratt
Un giovanissimo Hugo Pratt.
Protagonista indiscusso del fumetto mondiale e artista dal segno sintetico moderno e dalla narrazione colta e struggente, HugoPratt non ha certo bisogno di presentazioni e, presumo, neanche di un ennesimo articolo dedicato al suo personaggio più famoso: Corto Maltese. Ma naturalmente in un'ideale ed essenziale biblioteca che raccoglie il meglio del fumetto, il bel marinaio nomade e libertino non può mancare, soprattutto quando lo si vede protagonista di storie che (mi si passi il gioco di parole) hanno fatto la storia.
Fin dal suo epocale debutto con la storia Una ballata del mare salato, nel lontano 1967 (quasi cinquant'anni fa), Corto Maltese è uno di quei rari personaggi su cui l'autore ha costruito delle storie che mettono tutti d'accordo: dal lettore popolare fino all'intellettuale più esigente; le storie di Corto son sempre riuscite a conquistare i lettori e il merito va sicuramente al grande maestro veneziano che nel personaggio di Corto Maltese è riuscito a far confluire tutte le sue grandi passioni quali la storia, i viaggi, l'occultismo e naturalmente l'avventura. Perché se c'è una cosa che accomuna tutte le storie di Pratt (che vedano o no protagonista Corto Maltese) è proprio quel meraviglioso senso d'avventura. E in questo Corte sconta detta arcana resta a tutt'oggi, forse, il miglior esempio d'avventura a fumetti di Pratt.
Ma non solo.
Corte sconta sembra quasi rappresentare un nuovo inizio per le avventure di Corto, reduce (se si esclude l'esordio della Ballata) da una serie di indimenticabili storie brevi; in primis per la durata importante della storia (oltre 170 pagine) e poi, soprattutto, per lo straordinario risultato artistico e narrativo. Credo si possa dire che con Corte sconta detta arcana Pratt raggiunge il momento più alto della sua carriera grazie a una sintesi grafica perfetta e ad un racconto che rappresenta un'ottima miscela d'azione e intrigo.
Un rilassato Corto Maltese osserva Hong Kong. 1918.
Vi dico subito che è praticamente impossibile non rimanere ammaliati da questa storia, ma soprattutto dal fascino di alcuni personaggi; se da un lato Corto mantiene sempre quel suo aspetto seducente e sognatore e se il suo amico/nemico Rasputin è sempre pronto a dimostrare la sua “amabile” crudeltà, d'altra parte è anche vero che l'artista veneziano crea una serie di comprimari tra i più riusciti della sua carriera e credo, personalmente, che l'attenzione cada in particolare su due di questi: la bella e rivoluzionaria Shangai Lil, che a tratti rischia di rubare la scena al buon Corto, e l'aristocratica duchessa Marina Seminova, affascinante e triste proprio come Corto e con un sogno inseguito da tutta una vita. Questi personaggi insieme ad atri come Bocca Dorata, Jack Tippit, il barone Von Ungern e il generale Semenov, sono delineati da Pratt con una personalità che lo ha reso il maestro tutt'oggi ricordato e acclamato e la storia che li vede protagonisti è quanto di meglio un lettore di fumetti possa desiderare.
Rasputin, nemico/amico di Corto fin dalla sua prima avventura.
Si parte dalla Hong Kong del 1918 (dopo un brevissimo prologo veneziano) ottimamente rappresentata nelle tavole introduttive, e qui avviene il rincontro tra Rasputin e Corto Maltese. Quest'ultimo viene ingaggiato da una società segreta rivoluzionaria, denominata Lanterne Rosse, per rubare da un treno l'oro imperiale russo. E così Corto e Rasputin si ritrovano catapultati in zone come la Cina, la Mongolia, la Manciuria e soprattutto la Siberia, in un crescendo di ritmo e di azione che porterà a delle conseguenze che potrebbero cambiare il destino del mondo. Qui Corto non ha il mare come compagno e alleato (che appare fugacemente in qualche tavola) bensì un paesaggio siberiano innevato e freddo, che rappresenta un ostacolo per il nostro protagonista ma, al contempo, un elemento suggestivo per il lettore; un paesaggio, quello siberiano, in cui Pratt costruisce alcune delle sequenze d'azione migliori della sua fortunata carriera, tra aerei, treni blindati e duelli corpo a corpo. Ma ciò che contraddistingue Hugo Pratt e il suo modo di fare fumetti è proprio il fatto di rendere una storia ricca d'intrigo e carica di riferimenti storici, perfettamente apprezzabile da qualsiasi tipo di lettore; quando si legge una sua storia l'attenzione del lettore resta sempre desta anzi, si tenta di continuo di cogliere tutti i riferimenti storico-culturali letteralmente disseminati nelle sue avventure, come un vero e proprio marchio del suo lavoro.
Del resto fu lo stesso Pratt a coniare l'espressione “letteratura disegnata” parlando del fumetto e delle sue grandi potenzialità narrative. E non esiste definizione più azzeccata per le opere del maestro veneziano, instancabile uomo di viaggi e d'avventura, discendente da un grande cartoonist americano come Milton Caniff e che a sua volta innovò profondamente il mondo dei comics con le sue fiabe a fumetti per tutte le età.
E Corte sconta detta arcana è ancora negli scaffali di tutte le librerie e a distanza di quarant'anni, e dopo le varie ristampe in volume, non ha perso neanche un briciolo di quella freschezza innovativa degli esordi, anzi è uno di quei fumetti che più si legge e più acquista il fascino dell'opera immortale. Come solo sanno fare i grandi capolavori.

Due bellissime tavole in bianco e nero tratte da Corte sconta: a destra il toccante addio tra Shangai Lil e
Corto Maltese romantico avventuriero.

Curiosità

La principale fonte d'ispirazione per il titolo della storia fu una corte realmente esistente a Venezia, Corte Botera, che oggi è più nota proprio come Corte Sconta; questa corte si trova verso Calle Lunga Santa Maria Formosa ma essendo privata non è possibile visitarla (a meno che chi vi abita dentro non ve lo consenta). A tal proposito Pratt ebbe a dire: “le cancellate che sbarrano la strada cancellano la possibilità di ritrovare importanti memorie e ci precludono la possibilità di ammirare e apprezzare questi angoli della città.” La parola sconto deriva dal dialetto veneziano e sta a intendere qualcosa di nascosto, mentre l'aggettivo arcano implica qualcosa di occulto e misterioso.
Il nome della protagonista Shangai Lil richiama quello dell'eroina a fumetti compagna di Jim della Giungla, famoso personaggio dei fumetti creato da Alex Raymond negli anni '30.
Come spesso accade nelle opere di Pratt, alcuni personaggi sono ispirati a personaggi storici realmente esistiti: il personaggio del barone Von Ungern è ispirato al Barone Roman Nicolaus von Ungern-Sternberg detto anche il Barone Nero mentre il generale Semenov al Capitano Grigorij Michajlovič Semënov. Stesso discorso vale per il personaggio di Rasputin (compagno praticamente onnipresente nelle avventure di Corto) che Pratt ricalca, fisicamente, sul vero Rasputin ma attribuendogli un carattere completamente differente dal modello originale.
In merito alle tavole in cui compaiono veicoli quali treni, aerei e armature varie, queste furono realizzate dall'amico e collaboratore di Hugo Pratt, Guido Fuga, architetto con cui Pratt collaborerà per tutto il resto della sua carriera. Altri storici collaboratori di Pratt furono il disegnatore Lele Vianello (che affiancherà il maestro nelle sue ultime opere importanti come La casa dorata di Samarcanda e Mu) e Franco Ressa che svolgeva l'attività di documentarista.
Da Corte sconta detta Arcana il regista francese Pascal Morelli realizzò l'omonimo lungometraggio animato distribuito nelle sale nel 2002.
Negli ultimi anni della sua vita Pratt si dedicò ad adattare in forma letteraria alcune sue opere; dapprima con Una ballata del mare salato, uscito nel 1995 e poi con Corte Sconta pubblicato postumo e portato a termine da MarcoSteiner.

Edizione Consigliata

Trattandosi di un'opera così importante e bella (e partendo dal presupposto che una biblioteca debba essere varia) scelgo la prima edizione che la Milano Libri Edizioni pubblicò nel 1977 in una un'elegante formato orizzontale cartonato in una tiratura limitata di 5000 esemplari. Prefazione del grande Oreste Del Buono e colori della brava Anne Frognier all'epoca moglie di Pratt.
Una bella foto di Anne Frognier e Hugo Pratt. Anne ha colorato la prima versione di
Corte sconta detta arcana

Altre edizioni

Trattandosi di Corto Maltese bisogna dire che le riproposte in volume delle sue storie non sono certo rare, tutt'altro.
Da segnalare l'ottima edizione cartonata realizzata dalla Lizard nel 2000 (che, come per tutte le opere di Corto ha realizzato anche una versione economica brossurata in bianco e nero); una volta acquisita dalla Rizzoli sotto il marcio Rizzoli-Lizard Corte sconta è stata ristampata in un volume praticamente uguale che si differenzia solo per la veste grafica.
Da menzionare sicuramente le varie edizioni allegate ai periodici: Gruppo editoriale L'Espresso (volume n. 6), Mondadori-Panorama (prima uscita della collana I grandi maestri del fumetto), La Gazzetta dello Sport (seconda uscita della serie Corto Maltese) e la recente collana Tutto Pratt realizzata da Il Corriere della sera e La Gazzetta dello sport (volume n. 9).
Per i collezionisti sicuramente da segnalare i due volumi cartonati editi sempre dalla Milano Libri che seguono quella consigliata: la prima pubblicata nel 1982 e la seconda nel 1989. Di quest'ultima (che riprende la cover dell'edizione consigliata) venne realizzata un'edizione economica nella collana BUR.
Degna di nota anche l'edizione brossurata realizzata dalla Mondadori nel 1980.

Alcune edizioni del capolavoro di Hugo Pratt: da sinistra: la seconda edizione della Milano Libri, quella della Mondadori, l'elegante edizione della Lizard e una delle ultime edizioni allegate ai periodici. 



mercoledì 23 luglio 2014

Omaggio a Rodolfo Valentino!

Su richiesta del cartoonist Alessio Fortunato, il mio personale omaggio a Rodolfo Valentino. Questo disegno si aggiunge agli oltre 90 omaggi artistici dedicati al grande divo hollywoodiano, primo vero sex symbol della storia del cinema. 
Il tutto verrà raccolto in una mostra realizzata dal Castellaneta Film Fest, La banda dei Valentino, che verrà inaugurata il 29 luglio alle ore 18:00 presso il Palazzo Baronale di Castelaneta. 
QUI tutte le info. 

Di seguito il disegno completo e le varie fasi di realizzazione. 

... e con il colore e i vari piccoli dettagli il disegno è finito. 
... le ombre realizzate con la tecnica della mezza tinta... 
...Il disegno modificato rispetto all'idea di partenza e inchiostrato...
Lo sketch iniziale...

giovedì 12 giugno 2014

300: Giuseppe Palumbo – Ramarro

Primo Carnera, 1989
(Italia, Ramarro, 1986)
A proposito di vomito, indovinate cosa ha vomitato per voi l'inferno, stanotte? Risposta esatta! Zio Ramarro!”
(Dalla storia The Hell in my mind)

Giuseppe Palumbo
La prima apparizione di Ramarro nella
short story Tosca la mosca.
Credo di aver associato spesso il nome di Giuseppe Palumbo alla parola 'miracolo', perché a mio parere quest'artista ha davvero qualcosa di miracoloso. Come spiegare, altrimenti, un simile talento a soli ventidue anni, quando nel 1986 dava alle stampe il suo personaggio più famoso: Ramarro.
E da allora ne ha fatta di strada, questo artista dal talento infinito; dalle pagina della rivista più rivoluzionaria degli anni '80 direttamente alla Sergio Bonelli Editore per disegnare Martin Mystère; poi, alle soglie del nuovo millennio, viene invitato a cimentarsi con un altro grande personaggio del fumetto italiano, Diabolik, di cui disegna un remake de Il re de terrore, e al quale tutt'oggi dedica parte del suo lavoro come disegnatore.
Quello di Palumbo è un talento davvero raro, che gli ha dato la possibilità di collaborare con case editrici come Mondadori e Feltrinelli, per essere poi addirittura pubblicato in Giappone dalla casa editrice Kodansha; Palumbo ha realizzato fumetti in veste di autore completo (Vorrei cantarti una canzone d'amore, Eterna Artemisia, Uno si distrae al bivio) e disegnato storie di autori come Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo. Ma il suo esordio è di quelli che non si dimenticano. Così come indimenticabile resta il personaggio che lo ha reso famoso: Ramarro, il primo supereroe masochista.
Intendiamoci: quello di Ramarro non è un personaggio semplice, tutt'altro; le sue storie sono un vero concentrato psichedelico di azione e ironia, in cui emerge quella immediatezza e spontaneità del racconto tipica del periodo in cui il comics indipendente prendeva piede. Ricordiamoci che siamo poco dopo la metà degli anni '80 e gli autori che più influenzano Palumbo sono gli stessi che stanno rivoluzionando il fumetto italiano (Magnus e Andrea Pazienza, tanto per fare due nomi). E il giovane Palumbo coglie al volo la possibilità di avere una libertà espressiva senza limiti e, letteralmente, si scatena in una serie di tavole in cui un segno fresco e dinamico si contrappone a un uso del colore violento ma efficace. Nel suo demenziale personaggio confluiscono tutte le passioni fumettistiche e narrative del giovane autore lucano che si diverte a creare una serie di storie a metà tra sogno e realtà; con testi a volte colti a volte ingenui, che citano la filosofia di Voltaire e ricorrono all'ironia di Oscar Wilde e con delle immagini che sembrano un incrocio di surrealismo e pop art fuse in un videoclip alla MTV.
Due splendide tavole di Ramarro tratte dalla storia La Vergine delle tempesta.  
E permettetemi di dire che le ultime tavole de La Vergine della tempesta, a distanza di quasi trent'anni, suscitano ancora una buona dose di stupore, per la grazia artistica con cui furono realizzate. In quelle tavole, e in tutte le altre racchiuse in questo epico volume brossurato della Primo Carnera, c'è tutta la grinta iniziale di un autore che negli anni si sarebbe imposto come uno dei migliori nel panorama del fumetto italiano; un vero camaleonte artistico, capace di stupire disegnando storie con i personaggi più popolari del fumetto nostrano e arrivando a vertici tecnici altissimi, come nella storia Miracoli scritta da Massimo Semerano in cui Palumbo realizza delle vignette degne di un vero fuoriclasse.
Una classe che Giuseppe Palumbo ha sempre dimostrato, in un percorso intrapreso fin da giovanissimo e che tutt'oggi continua grazie a una costante ricerca di nuove soluzioni artistiche.
Ma credo che l'intraprendenza con cui l'autore realizzò questo primo ciclo di storie di Ramarro rimanga unica nel panorama del fumetto italiano; quella magia artistica, quella fermezza che a soli ventidue anni lo portò a disegnare come un collaudato professionista con anni di carriera alle spalle sarà, forse, difficile ricrearla.
Verrebbe da dire: C'era una volta il fumetto italiano... ma in realtà c'è ancora, grazie ad autori come Onofrio Catacchio, Sebastiano Vilella e altri che continuano a credere e ad amare il fumetto.
E come, naturalmente, Giuseppe Palumbo che, con alle spalle una carriera quasi trentennale, non smette mai di stupire e conserva ancora quella straordinaria energia che sprigionava in quelle mitiche tavole del suo personaggio più amato.
Lo sguardo malefico di Ramarro

Curiosità

La prima apparizione di Ramarro risale ad una short story intitolata Tosca la mosca, pubblicata sulla rivista Tempi Supplementari.
Le avventure contenute nel volume consigliato furono tutte pubblicate sulla rivista Frigidaire dal 1986 al 1989 ad eccezione della prima avventura, Il mio nome è Ramarro, pubblicata sulla rivista Tempi Supplementari.
Giuseppe Palumbo tornò a disegnare Ramarro su testi di Daniele Brolli con le storie Seconda pelle e Doppelganger entrambe pubblicate nel 1992 dalla rivista Cyborg. Mentre nel 1994 il personaggio ritorna in Ramarro nell'inframondo e nella miniserie di quattro numeri Terre desolate disegnata da Maurizio Rosenzweig.

Edizione Consigliata

Di certo non eccelsa, visti i limiti della stampa negli anni '80, ma al momento è l'unica che raccoglie questo primo ciclo di storie di Ramarro.
Introduzione al volume consigliato di Giuseppe R. Ferri.

Altre edizioni

Come dicevo al momento nessuna e sarebbe ora di dedicare una bella edizione a questo surreale personaggio del fumetto italiano. Imperdibile comunque anche il secondo volume sempre di Primo Carnera Edizioni, Ramarro 2, pubblicato nel 1991 in cui è possibile ammirare altre storie di Ramarro.

La storia La vergine della tempesta è stata pubblicata nel volume n. 28 della collana 100 anni del fumetto italiano pubblicato nel 2010 in allegato al Corriere della Sera.  
Da sinistra: il volume Ramarro 2 pubblicato da Primo Carnera.
A destra: il volume 100 anni del fumetto italiano.