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domenica 10 novembre 2013

Il gusto degli altri – 9: Raul Cestaro

Raul Cestaro


Raul Cestaro
Devo dire che l'era dei blog, dei social network e annessi vari è davvero prodigiosa. In passato per conoscere un fumettaro bisognava intraprendere i viaggi della speranza (almeno per me che vivo nel Salento) per partecipare ad una fiera dove sperare di poter trovare un disegno di un artista famoso e se, con un po' di fortuna, scambiare con lui quattro chiacchiere. Personalmente da questo punto di vista sono stato fortunato: di grandi artisti ne ho conosciuti e con uno di loro ho anche collaborato per diversi anni.
In seguito nell'era tecnologica, grazie ai blog, ho avuto modo di conoscere degli artisti formidabili, di quelli con l'inchiostro nelle vene. Quando aprii il mio primo blog nel 2007, il primo con cui ebbi modo di parlare fu Raul Cestaro.
Cover per il Dylan Dog Color Fest n. 7
realizzata insieme al fratello Gianluca.
Raul (insieme al fratello Gianluca con cui lavora in coppia da sempre) ha avuto la fortuna di conoscere uno dei più grandi fumettisti del mondo: Attilio Micheluzzi. Da lui e da altri maestri ha come assorbito la passione per il disegno a fumetti. Ha lavorato parecchio, esordendo con Giancarlo Alessandrini ed entrando alla Sergio Bonelli Editore prima nella testata Zona X e poi nello staff di Nick Raider. E questo mi porta alla prima volta in cui lessi il nome di Raul, essendo io un grande fan di Nick Raider. E lo ricordo bene quando sfogliai il loro primo albo illustrato, “Appuntamento con l'assassino”, (ne realizzeranno anche un secondo: Sotto tiro) perché i disegni erano di quelli che, come dire, hanno stoffa. E la conferma non poteva essere più evidente, visto che subito dopo Raul venne arruolato (ancora una volta con il fratello Gianluca) nello staff di Tex, il più importante e famoso eroe del fumetto italiano. Da quel primo numero, “Pioggia”, in poi, Raul Cestaro non smette di stupire.
Perché storia dopo storia il suo disegno si evolve; i tratteggi, il chiaroscuro, le ombre, le espressioni dei personaggi, i panneggi e soprattutto il grande dinamismo che è presente non solo nel volto di Tex ma in tutti i personaggi caratterizzati dal suo pennello.
Nei disegni di Raul c'è la passione di un uomo che ama il fumetto e i suoi grandi protagonisti. E soprattutto dei suoi grandi maestri ne ha compreso la lezione.

Splendida illustrazione di Tex realizzata da Raul per l'ultimo Napoli Comicon.


I gusti di Raul Cestaro

1 - Tom's Bar di G. Berardi e I. Milazzo




“Sono rimasto da subito incantato dalla grazia di queste storie, dalla capacità di Giancarlo Berardi di raccontare vicende di persone qualsiasi o di disgraziati qualunque, con grande efficacia e sensibilità. In tutto ciò non si può mettere in secondo piano la formidabile abilità grafica di un Ivo Milazzo in grande spolvero. Lo metto al primo posto anche perché, non a caso, fu questa opera a farmi realizzare la mia prima tavola a fumetti, debitrice in tutto e per tutto di questo libro, che portai a Lucca '90 alla visione di Berardi e Milazzo.”

2 - Attraverso lo specchio di T. Sclavi e G. Casertano

3 - Cenerentola '87 (Zanardi) di Andrea Pazienza.

4 - La spada di Ghiaccio (Topolino) di Massimo De Vita

5 - Vacanze fatali (storie brevi) di Vittorio Giardino

6 - Dry week end (Air Mail) di Attilio Micheluzzi

7 - La Mummia di Dino Battaglia

8 - Torpedo di E.S. Abuli e J. Bernet

9 - Arzach di Moebius

10 - Alack Sinner di J. Muñoz e C. Sampayo

“È stata durissima... lasciare fuori qualcosa di Toppi, Cavazzano e tanti altri, non è stato facile.”


Per conoscere meglio il lavoro di Raul visitate il suo blog: Raul Cestaro Art Blog


Il suo lavoro più bello: Sotto scorta-I valorosi di Fort Kearny (Tex n. 616 e 617)

Le due cover della storia di Tex da cui è tratta la tavola al centro interamente realizzata da Raul Cestaro. 

È l'ultima storia di Tex realizzata da Raul ed è, artisticamente, il suo lavoro migliore perché si vede sempre di più il distacco dai modelli artistici degli esordi per approdare a uno stile del tutto personale.


sabato 5 gennaio 2013

300: Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo – Tom's Bar

Le Mani, 1999
(Italia, Tom's Bar, 1977)

“Ti aspetterò. Ogni... Ogni Natale... al Blue Dahlia...”
“È un'idiozia romantica, Iris! Non ci vedremo più!...”
(dialogo tra Iris e Tommy Steele)

L'ex gangsters Tommy Steele.
Berardi e Milazzo tra Mort Walker e Luciano Bottaro.
Si può tranquillamente affermare che Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo abbiano creato un loro universo. Certo, non grande e famoso come quello di Walt Disney o della coppia Stan Lee – Jack Kirby, ma senza ombra di dubbio della medesima importanza nella storia dei comics.
In questo piccolo universo creato dai due autori liguri, la stella più visibile, quella più luminosa, più studiata, ammirata e amata risponde al nome di Ken Parker. Attorno a quest'immensa stella, ruotano diversi pianeti per alcuni versi minori ma per altri della stessa grandezza della stella Ken. C'è il pianeta di Tiki ragazzo guerriero, poi anche quello del detective Marvin, di Giuli Bai, dell'uomo delle Filippine, di Welcome to Springville e delle tante piccole storie brevi che aleggiano sempre intorno alla stella madre.
E poi c'è anche Tom's Bar.
I quattro racconti che vedono protagonista Tommy Steele sono quanto di meglio la super coppia del fumetto italiano sia riuscita a creare, nel periodo post Ken Parker. Quattro storie brevi, che si leggono in un un tempo relativamente ridotto ma che invece sembrano durare un'eternità.
In poco meno di cinquanta tavole ci immergiamo nella Chicago degli anni '40, vista in centinaia di film hollywoodiani, in cui vive Tommy Steele ex gangsters in pensione che gestisce il Tom's Bar, un tranquillo locale in cui sorseggiare drink e caffè e ascoltare del buon blues.
A sinistra, tavola da Lady bee good e a destra tavola da Bianco Natale: Berardi e Milazzo al vertice della  loro carriera.
Ma a volte a rovinare la mite atmosfera di Tommy c'è un balordo che osa chiedergli il pizzo, o un amico che gli chiede rifugio in quanto ricercato da una gang rivale. Nella quiete della sua vita, di uomo vissuto, Tommy cerca sempre di arrotondare i magri guadagni del suo locale vendendo vecchie armi a giovanotti in cerca di guai; e pur conscio della saggezza che la sua vita movimentata gli ha donato, non si permette mai di giudicare o dare consigli: “... la gente la giudico dalla faccia non da quello che dice.” esclama con ferma certezza. E come tutti gli uomini anche lui possiede nel cuore le ferite lasciategli da un amore impossibile, Iris, donna del suo ex capo da sempre amata e che rincontra ogni anno a Natale, reo di vivere solo un'illusione giovanile e consapevole della triste realtà che la vita gli ha riservato.
Quasi Sempre, Delta Blues, Lady be good e Bianco Natale formano un affascinante affresco storico che parte dai giorni precedenti l'attacco di Pearl Arbur, fino al 1943; periodo centrale della seconda guerra mondiale in cui povertà e fallimento ruotano intorno a un'umanità disillusa dalle tristi vicende del conflitto (la marcia della morte di Bataan).
Il passato ritorna e ogni anno riapre una vecchia ferita nel cuore di Tommy Steele. L'amore l'ha abbandonato da tempo.
Berardi e Milazzo riescono a trasmetterci la nostalgia dei tempi andati, il senso di colpa, l'amicizia, il tradimento e l'amore costruendo un un personaggio che purtroppo ha avuto una vita editoriale troppo breve e che avrebbe meritato di essere approfondita come il suo degno fratello maggiore Ken Parker. Perché che ci crediate o no, Tommy Steele non ha nulla da invidiare al biondo antieroe, anzi; con solo quattro racconti il rivoluzionario duo è riuscito a compiere un vero e proprio prodigio artistico, un capolavoro che nell'edizione consigliata assume quell'epicità che spetta solo alle grandi opere.
Le parole di Berardi suonano con la stessa poesia e durezza usate da autori come Chandler e Hammet; i disegni di Milazzo sono quanto di più bello si possa desiderare da un artista; la sua Chicago, avvolta nell'oscurità e immersa nella neve, è un capolavoro di impressionismo artistico che ha pochissimi eguali nel fumetto.
Tutto è perfetto in Tom's Bar e sono disposto a usare qualsiasi aggettivo, dal più banale al più articolato, pur d'invogliarvi ad acquistare questo fumetto. È un capolavoro e scusatemi se lo ribadisco ma non conosco un'altra parola che possa andare oltre.
Se esiste, allora va accostata a Tom's Bar.
Chicago immersa nella neve e nella notte ricreata in maniera suggestiva da Ivo Milazzo. 

Curiosità: nello splendido volume consigliato, dopo aver letto i quattro racconti immergetevi nella bella postfazione in cui viene raccontata l'America di quegli anni tra musica e cinema.
In alcune tavole di Milazzo sono visibilissime le tracce a matita dell'artista.

Altre edizioni: diciamo subito che quella consigliata non ha eguali e quindi se riuscite a trovarla non esitate. Tuttavia le avventure di Tommy Steele furono ristampate in un volume dalla Parker editore (casa editrice degli stessi Berardi e Milazzo) nel 1991. È possibile trovare le avventure di Tommy anche nel volume Ken Parker Collection n. 43 pubblicato nel 2006 da Panini Comics.