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sabato 15 febbraio 2014

300: Tomaž Lavrič (TBC) – Racconti di Bosnia

Magic Press, 2000
(Slovenia, Fables de Bosnie, 1998)
"Non nevica sulla campagna per coprire la montagna, ma nevica perché le bestie feroci possano lasciare le loro tracce".
(proverbio bosniaco)

Tomaž Lavrič in arte TBC.
TBC possiede l'arte di saper trascrivere l'amaro gusto della vita...”. Ha ragione il critico Zlato Dizdarevic quando parla di Tomaž Lavrič, non è una frase di circostanza, tanto per scrivere un'introduzione ad un volume assolutamente imperdibile. L'autore sloveno sa davvero descrivere le amarezze della vita, anzi fa di più: attraverso le amarezze, la disillusione ma anche l'umanità dei vari personaggi, Lavrič riesce a raccontare la guerra in Bosnia quasi senza spari o guerriglie varie ma solo con la complicità di uomini, donne e bambini protagonisti di questi nove racconti pieni di follia, umanità e ironia.
Splendida tavola in bianco e nero tratta dal racconto Il cane.
Perché alla fine una guerra assurda, come quella combattuta in Bosnia, può essere raccontata facendone vedere le gratuite quanto bestiali atrocità che solo i conflitti bellici possono generare ma può anche essere raccontata attraverso le persone comuni, quelle che vivono il conflitto con la stessa drammaticità di chi lo vive in prima linea.
Lavrič descrive la guerra con l'umore dei suoi personaggi e riesce a raccontare con grande originalità artistica e narrativa; valga per tutti il bellissimo racconto La Mosca in cui l'autore sa descrivere perfettamente l'assurdità politica che si nasconde dietro la guerra, ma senza usare la classica retorica già presente in altre opere del genere; lui racconta tutto questo sfoderando un'ironia che nella sua assurdità è maledettamente divertente. Tomaž Lavrič non punta il dito contro qualcuno, non emette sentenze ma si limita a farci vedere gli effetti che una guerra sporca e ingiusta può avere sugli esseri umani; non vediamo azioni di guerra ma azioni ed emozioni di uomini che cercano di sopravvivere a tutto questo come nei racconti L'uccello, in cui un vecchio stanco e disilluso è costretto a un'azione disperata per procurare un po' di cibo alla moglie malata, oppure Il mulo in cui Lavrič racconta la vita di due giovani amici tra turni di guardia in trincea, desiderio di evasione e spensieratezza, la quale, di fatto, dovrebbe rappresentare la loro unica preoccupazione.
La politica e gli accordi di pace per certi uomini valgono poco...
Storie di ordinaria quotidianità in tempo di guerra in cui Lavrič esalta il suo modo di raccontare con uno stile grafico netto ed essenziale che sembra fondere la sintesi di Jaques Tardi con i giochi di luce di José Muñoz; esemplare in questo senso il racconto Il Cane, in cui l'autore creando un gioco di ombre e luci riesce a dare un senso quasi horror alla storia.
"Non è un conflitto tra nazioni o stati, né una guerra che si gioca sulla geostrategia o la politica, e neanche uno scontro tra eserciti e popolazioni civili...” dice Zlato Dizdarevic nella sua breve ma efficace prefazione al volume. “È un dramma assurdo che ha colpito l'uomo in quanto individuo. È il trionfo dell'irrazionalità, degli istinti primitivi e del cinismo. È una guerra contro l'individuo ed i suoi diritti a rimanere unico e distinto. È l'imbecillità collettiva e la sua violenza che si abbattono contro l'umanità".
Affermazioni queste che trovano piena conferma nel lavoro di Tomaž Lavrič; un insieme di storie che hanno per trait d'union l'assordante suono di un caccia bombardiere americano che compare nei cieli in quasi tutte le storie, tra la rabbia di alcuni: “FIGLIO DI UN CANE...!” e l'euforia di altri: “Portatemi con voi in America, sono uno dei vostri!! Lanciateci Sharon Stone...” a testimonianza di una rassegnazione ma anche di una gran voglia di mettere la parola fine a una guerra del tutto irrazionale.
Spensieratezza e allegria nei due giovani protagonisti del racconto Il mulo.

Curiosità

I racconti che formano il volume consigliato sono: Il pesce, La vipera, La mosca, L'uccello, Il cane, Il mulo, Il porco, La gatta, Il topo.
Racconti di Bosnia ha vinto il Grand Prix al Festival di Sierre (Svizzera) e il Lion D'Argent a Bruxelles.
L'opera è dedicata al giornalista e fumettologo Ivo Standeker, amico dell'autore, rimasto ucciso a Sarajevo.

Edizione consigliata

Una bella edizione questa realizzata dalla Magic Press, in puro stile francese: cartonato di grande formato, buona stampa patinata in bianco e nero.
Prefazione del giornalista Zlato Dizdarevic.

Altre edizioni

Al momento non sono disponibili altre edizioni nel nostro paese.  

lunedì 8 ottobre 2012

300: Garth Ennis e Steve Dillon – Fino alla fine del mondo (Preacher)


Magic Press, 1997
(USA, Until the end of the world, 1995)

Lasciatemi assicurare a coloro che ritenessero spiritualmente discutibile questo libro, che io so, anima e cuore, che il Signore è giusto, amorevole ed imparziale... ed è un grandissimo fan di Preacher.”
(dall'introduzione di Kevin Smith)

Garth Ennis e Steve Dillon in una foto di circa quindici anni fa. 

Ecco il personaggio che ha dato una bella sterzata al fumetto americano e che non ci ha fatto rimpiangere la fine di Torpedo. Infatti il personaggio creato da Garth Ennis e Steve Dillon possiede le stesse dosi di brutalità, violenza e ironia del personaggio di Abulì e Bernet e soprattutto la stessa originalità narrativa, nonostante alla fine siano due opere completamente diverse.
Jesse e Tulip: gli orrori di Angelville sono finiti.
La saga del reverendo Jesse Custer è uno di quei fumetti che una volta letti non si dimenticano facilmente, anzi vorresti leggerlo ogni giorno perché senti di trovarti davanti a qualcosa che, purtroppo, ogni giorno non si può avere.
L'irlandese Garth Ennis crea un universo in cui convivono svariati temi come la religione, il razzismo, il misticismo, la violenza, il vampirismo, i superpoteri, ma non aspettatevi di trovarvi davanti a un fumetto di supereroi. Perché Preacher è un fumetto brutalmente e fottutamente vero. Parla di vita, di famiglia, anzi,di come può essere bastarda e assurda sia la vita che la famiglia, soprattutto quella del nostro protagonista.
L'educazione del giovane Jesse da parte del brutale Jody, killer psicopatico al servizio della nonna.
Fino alla fine del mondo racchiude il ciclo dedicato al passato di Jesse; in cui in un lungo amarcord assistiamo all'incontro dei suoi genitori, alla sua nascita, alla morte di suo padre per mano della spregevole nonna materna, che comanda la piccola cittadina degli orrori di Annville in Texas, alla fuga, all'incontro con Tulip (la sua compagna) che verrà uccisa e risorgerà per aiutare Jesse a porre fine alla sua malefica stirpe.
Man mano che leggiamo, assistiamo a un campionario di personaggi e di orrori quotidiani che non hanno eguali nella storia dei comics: dalla spaventosa nonna ai suoi due killer psicopatici, Jody, un personaggio la cui violenza è radicata fin nelle ossa e T.C. la cui perversione verso gli animali ne fa in assoluto l'uomo più vicino alla bestia; e in quest'universo di brutalità c'è il piccolo freak Billy Bob, amico d'infanzia di Jesse, cresciuto in una famiglia in cui da generazioni ci si sposa tra fratelli e sorelle.
L'infanzia di Jesse con l'amico orbo Billy Bob.
E chi fosse convinto di aver visto tutto, rimarrà certo sorpreso leggendo la seconda parte del volume, in cui Jesse e Tulip incontrano Cassidy, un loro amico vampiro e un'altro campionario di personaggi al limite della degenerazione umana: Gesù de Sade, un ricco miliardario annoiato aperto a ogni genere di perversione, la coppia d'investigatori sessuali Glover e Allen e Herr Starr, una specie di megalomane capo del Graal con un'inclinazione per le prostitute.
Preacher non è un semplice fumetto; è forse lo sguardo più lucido e profondo di un'America buia e perversa, ma è anche un fumetto divertente (le sequenze splatter sono al limite del parodistico) e provocatorio e, come ha ben sottolineato Kevin Smith nell'introduzione a volume, “...Preacher vanta il miglior dialogo a fumetti d'oggi...”.
Ma soprattutto quello che contraddistingue il fumetto di Ennis, coadiuvato perfettamente dal tratto “sporco” di Steve Dillon, é il parlare di fede, spiritualità e religione in maniera così spudorata da risultare abbastanza fastidioso per chi è credente. Ma non cadete nell'errore di ritenere Preacher un fumetto blasfemo, perché in realtà contiene numerosi spunti interessanti sulla natura di Dio e sul radicamento della fede religiosa negli esseri umani, anche quando questi tali non sono.
E c'è anche tanto amore nel nostro protagonista, quell'amore assente fin dalle sue radici e che è pronto a esplodere in maniera tenera e passionale grazie all'incontro con Tulip, ideale compagna di vita e di viaggio in quest'agghiacciante avventura.
Un modo di fare fumetti raro a trovarsi oggi e sicuramente l'opera migliore del formidabile scrittore irlandese, che aveva già sfoderato il suo talento (sempre con il fidato Dillon) sulle pagine di Hellblazer e che ha continuato a centrare grandi opere, come il bellissimo The Boys o il divertente Hitman; ma è con la saga di Preacher e soprattutto con questo volume che Ennis e il suo compagno di squadra Dillon hanno centrato il capolavoro e scolpito per sempre i loro nomi... Fino alla fine del mondo.
Il reverendo Jesse Custer.

Curiosità

Il capolavoro di Ennis e Dillon ha avuto grandi elogi dalla critica americana e non; questo in virtù delle trame sempre molto originali ed accattivanti, che pescano a piene mani dal cinema soprattutto quello western. Molti degli scenari di Preacher sono li stessi dei film di John Ford con John Wayne come protagonista. Ed è proprio “The Duke” (nomignolo con cui veniva chiamato Wayne) a fare diverse apparizioni nelle storie, come una sorta di grillo parlante del reverendo Jesse Custer.
A lungo si è vociferato di un adattamento cinematografico, a cui pare fossero interessati il regista Kevin Smith e l'attore Samuel L. Jackson ma alla fine il progetto pare che sia sfumato.
Recentemente invece (dopo vari tira e molla tra HBO, Columbia ecc...) Seth Rogen ed Evan Goldberg hanno adattato Preacher per una serie TV trasmessa dalla rete televisiva AMC, ancora inedita in Italia.

Edizione consigliata

Un volume brossurato dal tipico formato americano con l'introduzione di Kevin Smith, grandissimo fan della serie.
In appendice al volume si possono ammirare le illustrazioni realizzate dall'artista inglese Glenn Fabry, per le cover della serie regolare uscita negli Usa in settantacinque albi.

Altre edizioni

In Italia Preacher è arrivato grazie alla Magic Press che ha pubblicato tutta la serie e i vari speciali in volumi brossurati (credo siano 9 in tutto).
La Planeta de Agostini, ha ripubblicato le avventure del reverendo Custer in due volumi da circa 800 pagine l'uno: Preacher antico testamento n. 1 e 2, titolo perfetto vista la mole del volume.


Oltre 300: dello stesso autore non perdere...