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mercoledì 29 maggio 2013

300: Luca Vannini – Tu che m'hai preso il cuor


Montego, 2001
(Italia, Tu che m'hai preso il cuor, 2001)

Quella notte io amai... Quella notte divenni uomo...”
(Diego)

Autoritratto di Luca Vannini.
Patricia e Diego: sogno o realtà?
Che fine ha fatto Luca Vannini? È una domanda che viene spesso posta nei vari forum ma le risposte sono piuttosto vaghe: c'è chi dice che abbia abbandonato il fumetto, chi dice che se la passa maluccio, chi dice che non voleva aver più a che fare con i fumetti per non essere più angustiato da scadenze di qualsivoglia genere; secondo le ultime notizie, vive nella capitale, sua città natale, a fare non so cosa. Io mi sono fatto una mia idea: Luca Vannini se n'è andato in uno di quei villaggi del sud nelle vicinanze di Tehuantepec, dove ha ambientato la sua prima (e finora unica) storia a fumetti come autore completo; si, Vannini potrebbe essere lì, sotto il sole del Messico, a vendere i suoi splendidi disegni a qualche turista o vivendo avventure come quella del suo piccolo protagonista, Diego, adolescente squattrinato e sognatore che evade dalla miseria sognando avventure cariche d'azione, mistero, spionaggio e malizia.
Tu che m'hai preso il cuor è una di quelle piccole perle che il fumetto riesce a regalarci. Senza essere (né avere la pretesa di esserlo) un capolavoro, è un'opera che ti prende e ti sorprende, che regala emozioni vere come la polvere che invade lo scenario in cui il piccolo Diego vive la sua avventura. In una manciata di tavole assistiamo a una di quelle storie a cui non eravamo più abituati; in un paese in cui, all'inizio del terzo millennio, l'autobiografismo a fumetti stava già prendendo il sopravvento e le “graphic novel” invadevano librerie e fumetterie, Luca Vannini ci ha regalato qualcosa che eravamo abituati a leggere in riviste come Corto Maltese, Comic Art, Orient Express: un giovane piccolo “eroe”, un paio di gringos che vogliono fargli la pelle, una bellissima donna di cui innamorarsi, armi, soldi, sudiciume e qualche altro ingrediente che Vannini usa sapientemente sfornando una di quelle storie dal sapore avventuroso come non se ne vedevano da parecchio.

La sintesi di Luca Vannini nel suo tratto dinamico in cui viene messo in risalto il movimento. 
Fuori dalla routine seriale, completamente libero d'esprimersi, l'autore usa un tratto dotato di una sintesi formidabile, in cui i personaggi vengono appena tratteggiati con un segno che calza a pennello ad una simile storia; Vannini usa primi piani e campi lunghi con la maestria di chi sa raccontare l'avventura, dimostrandosi un artista dotato di un talento davvero notevole nel racconto. Le tavole sono ricche di luce ma anche le ombre incalzano in maniere predominante, quasi a preannunciare un triste epilogo o la fine di un incubo. Tu che m'hai preso il cuor si lascia andare a libere interpretazioni. Come ha giustamente sottolineato il grande Gustavo Trigo: “... è come un racconto di vite che s'intrecciano. Oppure un'incursione, in chiave moderna, del genere picaresco. Oppure come un giallo brutale e spietato. Oppure come un racconto di dolorosa iniziazione. Oppure come un insieme di echi di romanzi neri, che portano a una serie di epiloghi concatenati fra loro, nella loro inattesa grandezza.”
Ma forse è tutto questo. E forse anche altro. Di sicuro è un'opera che ha qualcosa di unico nel panorama italiano, che si stacca nettamente da tutta la produzione italiana degli ultimi quindici anni e che, credetemi, una volta letto non lo dimenticherete più.
Restiamo nella speranza che Luca Vannini, autore di fumetti e unico vero erede (insieme a Pasquale Frisenda) del grande Ivo Milazzo, ci sorprenda nuovamente con altre sue avventure, che tratteggi nuovamente personaggi come il piccolo Diego o l'ambigua Patricia e che riprenda matita, pennelli e pennarelli senza porre limiti alla sua bella fantasia.

Bellissima vignetta che descrive perfettamente il tipico paesino messicano fatto di sudore, miseria e polvere.

Curiosità: L'opera è dedicata a Gustavo Trigo disegnatore di fumetti argentino morto prima dell'uscita del fumetto.
Luca Vannini è stato ideatore grafico del bel fumetto BillieBand nonché creatore grafico di Julia, serie a fumetti di Giancarlo Berardi edita da Sergio Bonelli Editore.

Edizione Consigliata e altre edizioni: Per il momento quella della Montego è l'unica edizione. La stampa fu realizzata in modo da far intravedere (non si sa se per volere dello stesso Vannini) gran parte delle tracce a matita sotto l'inchiostrazione. Le pagine hanno un leggero color avorio, quasi a voler sottolineare ancora di più il gusto avventuroso della storia.