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| Marvel Italia - Panini Comics, 2009 (USA, The Silver Surfer, 1968) |
“...
è sempre così in ogni parte del pianeta! L'odio, la paura e
un'irragionevole ostilità si sono impossessati del cuore degli
uomini!”
(Silver
Surfer)
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| La trasformazione di Norrin Radd in Silver Surfer per mano di Galactus. |
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| John Buscema e Stan Lee. |
“
La trama era già
stata decisa ma quando Jack (Kirby) ha consegnato le tavole ho visto
un tizio sopra un surf volante. Ho chiesto chi fosse e Jack ha
risposto che Galactus doveva avere un araldo che lo precedesse.”
Questo
ebbe da dire Stan Lee a proposito della creazione di
Silver Surfer, quasi casuale, voluta dal grande Jack
“the King” Kirby. Il noto scrittore americano poi ebbe a dire
anche che il supereroe ricoperto d'argento che svolazza per le
galassie su una tavola da surf era il suo preferito tra tutti quelli
da lui creati; e a giudicare dal suo curriculum, che vanta personaggi
come Spiderman e I Fantastici Quattro, viene
immediatamente voglia di tuffarci nel mondo galattico di Silver
Surfer, curiosi delle sue origini, delle sue imprese ma
soprattutto per scoprire cos'ha di speciale questo viaggiatore dello
spazio dall'animo nobile e tormentato allo stesso tempo, cosa che gli
conferisce un fascino del tutto nuovo.
In
questo bel volumone pubblicato dalla Marvel Italia (Panini
Comics), viene racchiusa tutta la prima serie di avventure (dal
n. 1 al n. 18) che vedono Silver Surfer assoluto
protagonista. Sfogliando le pagine del libro, iniziamo a conoscere le
sue origini, quando con il nome di Norrin Radd viveva felice
nel pianeta Zenn-La con l'amata Shalla Ball fin quando
non sacrificò la sua vita al divoratore di mondi Galactus per
salvare il suo mondo altresì destinato a essere distrutto;
successivamente intrappolato sulla terra come punizione di Galactus
per essersi voluto unire ai Fantastici Quattro, lo vediamo
difendere il pianeta che lo ospita dagli alieni Badoon per poi
successivamente incontrare uno dei suoi nemici più acerrimi, quel
Mefisto che pur di sconfiggerlo rapirà la sua amata Shalla
Ball, che in seguito ritornerà per cercarlo ritrovando il suo
amato nel corso di una guerra civile; lo vedremo coinvolto con
l'inganno dal malvagio Dio Loki e combattere contro il mitico
Thor; accettare l'amicizia di uno scienziato che potrebbe
creare un congegno che lo renderebbe libero dalla sua prigionia sulla
Terra e infine, in un ennesimo tentativo di penetrare la barriera che
lo imprigiona nel pianeta, compiere un balzo temporale per ritrovarsi
in un futuro in cui molti pianeti tra cui la Terra e il suo pianeta
natale sono sull'orlo della rovina.
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| La plasticità di Silver Surfer e la sua carica energica si rispecchiano perfettamente negli strepitosi disegni di John Buscema. |
Leggendolo
non possiamo che restarne avvinti e stupirci per l'ennesimo gran
colpo messo a segno dal vecchio Stan che delinea un
personaggio che ha l'elegia di un cavaliere e la cupezza di un
antieroe ferito nell'anima e che si sente un diverso; lo vediamo
intrappolato sulla Terra con una gran voglia interiore di libertà,
conscio di non essere accettato e capito dalla gran parte dei suoi
abitanti, inerme e tenero come un eroe romantico, mentre abbandona
con la tristezza nel cuore la sua amata Shalla Ball,
unicamente per salvarla dall'oscura malvagità dei suoi nemici.
Ma
quello che davvero ci stupisce più di qualsiasi pianeta o galassia
visitati da Silver Surfer sono i disegni dell'immenso
John Buscema. Artista tra i più grandi e imitati in
casa Marvel, “Big John” rende le tavole presenti in queste
prime storie veri capolavori che sembrano contenere la stessa carica
energica del suo protagonista: in oltre cinquecento pagine
(cinquecento, non so se mi spiego) restiamo a bocca aperta davanti
alla fluidità del suo tratto a pennello, al virtuosismo compositivo
ed espressivo e alla caratterizzazione dei personaggi (Mefisto
non si scorda tanto facilmente) che rendono Buscema, al
pari di Neal Adams e John Romita (dopo Jack Kirby,
ovviamente), il miglior artista del genere supereroistico che sia mai
comparso nel mondo dei comics. Come disse lo stesso Stan Lee
a proposito del lavoro di “Big John”: “... se c'è in
attività un artista migliore di Jonh Buscema,
questo mi è nuovo!”.
In
verità tutto è nuovo in questo splendido fumetto epico che
concludeva in maniera egregia il decennio dei '60, particolarmente
fondamentale e decisivo per la casa editrice delle meraviglie che con
Silver Surfer aggiungeva un nuovo e importante tassello
in un mosaico che negli anni non avrebbe smesso di stupirci, nel bene
e nel male.
Proprio
come il nostro eroe dalla corazza luccicante ma dal cuore ferito.
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| Il doloroso ritorno di Silver Surfer a quello che era il suo mondo, il pianeta Zenn-La. |
Curiosità:
I primi diciotto episodi furono realizzati tra l'agosto del 1968 e il
settembre del 1970.
Incredibilmente
la serie ebbe uno sfortunato successo. Troppo originale e troppo
avanti ma col tempo il suo indubbio valore storico e artistico è
sempre aumentato.
Buscema
per le rifiniture si è avvalso della collaborazione di Joe
Sinnot, del fratello Sal, di Dan Adkins e di Chic
Stone.
John
Buscema ha origini italianissime: sia il padre che la madre
erano siciliani. Per la plasticità del suo tratto, “Big John”
è stato spesso definito il Michelangelo del fumetto.
Introduzione
e commenti vari al volume consigliato sono di Stan Lee.
Altre
edizioni: Quest'edizione della Panini si trova facilmente,
anche a buon prezzo se avete pazienza e costanza, su internet.
Tuttavia anche la Comic Art pubblicò nel 1992 un volume nella
serie Grandi Eroi Marvel: Silver Surfer vol. 1, in cui
venivano racchiuse le prime 6 avventure; ottima edizione e stampa da
parte della casa editrice romana. Se trovate questo invece del volume
consigliato vi garantisco che farà la stessa bella figura nella
vostra biblioteca di “300”.
Anche la Play Press ha racchiuso la saga in quattro volumi brossurati: Play Book Silver Surfer classic.Inoltre è possibile trovare i racconti di Lee e Buscema nel volume Silver Surfer Classic della serie Le grandi saghe in allegato al Corriere della sera.




