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| Rizzoli Lizard, 2009 (Italia, Tutto ricominciò con un'estate indiana, 1983) |
“Zitta...
Non dire più niente demone incestuoso!”
“Incestuosa...
Ma che vuol dire? Cosa importa? Le sacre scritture sono piene di
personaggi incestuosi: Ahah, Noah, Jehoiakim, Haran, Abraham, Lot con
le sue due figlie... e come se non bastasse... Cain e Abel con chi
hanno fatto l'amore se non con le loro due sorelle gemelle...”
(dialogo
tra Elijah e sua sorella Phillis)
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| Hugo Pratt e Milo Manara negli anni '70. |
Milo
Manara è un disegnatore su cui è ormai inutile spendere
parole, tanta è la fama che lo accompagna in tutta Europa. Nel
nostro paese poi è diventato forse l'artista più famoso e pagato,
grazie ai suoi racconti erotici (su tutti: Il Gioco), al suo
incontro con Federico Fellini, (con cui realizzerà il
mediocre Viaggio a Tulum) e a una serie di pubblicità che
hanno visto le sue donnine dominare le riviste e i cartelloni
stradali di mezza Italia. Eh già, Milo Manara, l'artista
delle donne alle quali deve la sua fama e che ha fatto sognare mezza
Italia con i disegni delle sue eroine dalle provocanti forme.
Personalmente
non lo ritengo un grande artista. Anzi, credo che sia molto
sopravvalutato; e questa mia opinione è maturata negli anni,
soprattutto negli ultimi anni e leggendo le sue ultime produzioni. Ma
vi posso garantire che quando lessi il fumetto da lui disegnato nel
1983 su testi del grande Hugo Pratt, il mio parere era
molto diverso, opposto potrei dire, e tale continua ad essere oggi
relativamente a quest'opera.
Tutto
ricominciò con un'estate indiana è a tutt'oggi il miglior
fumetto di Milo Manara. L'artista veronese ha trentotto
anni e un curriculum che vanta collaborazioni con sceneggiatori del
calibro di Mino Milani e Alfredo Cartelli, e ha già
all'attivo un personaggio interessante come Giuseppe
Bergman, oltre al suo esordio nel fumetto per adulti.
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| Gli splendidi paesaggi disegnati da Manara, perfetta cornice di questa bellissima avventura. |
In
seguito l'incontro con Pratt si rivela fondamentale. Infatti
il grande autore veneziano ha in serbo una delle storie più belle
del fumetto italiano e affidare i disegni a Manara è
una delle tante carte vincenti. Con Tutto ricominciò con
un'estate indiana, Pratt ritorna ai temi storici delle prime
colonie americane a lui tanto cari e già magistralmente narrati nel
suo capolavoro Wheeling.
In
questa storia siamo nel XVII secolo e assistiamo alle varie avventure
tra i coloni inglesi, i pellerossa della tribù di Squando e
la famiglia Lewis. Il clima tra coloni e indiani è abbastanza
pacifico fino alla mattina in cui due pellerossa violentano una
ragazza bianca e subito dopo vengono uccisi da Abner,
uno dei membri della famiglia Lewis la cui madre, Lilith,
è marchiata con una lettera L
sul volto che la identifica come peccatrice. La famiglia
si prende cura della ragazza, il che scatena le ire dello zio, il
reverendo Black, che mette l'intero villaggio sulle sue
tracce; nel frattempo anche i pellerossa cominciano a dare la caccia
a chi ha ucciso i loro amici; scoppia così una sanguinosa battaglia
al termine della quale vengono a galla i numerosi intrighi di una
società morbosa fatta di legami incestuosi e perversi ma capace
anche di amicizie sincere e profonde.
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| Le sequenze di massa sono uno dei punti più alti dell'opera, con un Milo Manara in forma smagliante. |
Una
lettura intensa, emozionante, in cui Pratt dissemina il
suo smisurato amore per la storia, per l'avventura e per la
letteratura citando autori e romanzi da lui amati: in primis
Nathaniel Hawthorne
e la sua Lettera Scarlatta, passando per i racconti di James
Curwood, senza dimenticare la frontiera descritta da Fenimore
Cooper. Ma quello che impreziosisce il racconto (a differenza
delle precedenti storie di Pratt) è l'esplicita
componente erotica, mai gratuita e sempre funzionale al racconto che
così assume un'aurea sensuale e morbosa. Manara è
perfettamente a suo agio e disegna delle tavole che rappresentano una
gioia per gli occhi di qualsiasi esteta del disegno, a cominciare
dalla caratterizzazione dei personaggi, espressivi come non saranno
mai nella carriera di Manara e tra cui spiccano
tutti quelli femminili, dotati di una sconvolgente carica erotica; ma
l'artista non si ferma qui e ci stupisce con una serie di immagini
suggestive, splendidi scenari, sequenze d'azione degne dei migliori
film in costume e una minuziosa ricostruzione storica che rendono
quest'opera indiscutibilmente bella e importante, nonché
irripetibile: importante per la collaborazione con l'amico e mentore
Hugo Pratt; irripetibile nella sua lunga carriera.
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| Uno studio acquerellato di Manara raffigurante Phillis Lewis. |
Curiosità
Manara e Pratt torneranno a collaborare insieme nel 1992 con la storia El Gaucho.
Manara
si è avvalso di parecchio materiale fornitogli da Pratt
soprattutto del suo Wheeling di cui riprende alcune
vignette. Lo stesso artista aveva già dedicato un fumetto a Hugo
Pratt: HP e Giuseppe Bergman.
Altre
edizioni
Il volume consigliato è l'ultimo uscito dopo quello della Rizzoli Milano Libri negli anni '80 e quello de Il Sole 24 ore pubblicato nel 2006. Esiste anche un'edizione economica pubblicata dalla Nuova Frontiera in bianco e nero.




