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martedì 27 novembre 2012

300: Milo Manara e Hugo Pratt – Tutto ricominciò con un'estate indiana

Rizzoli Lizard, 2009
(Italia, Tutto ricominciò con un'estate indiana, 1983)

Zitta... Non dire più niente demone incestuoso!”
Incestuosa... Ma che vuol dire? Cosa importa? Le sacre scritture sono piene di personaggi incestuosi: Ahah, Noah, Jehoiakim, Haran, Abraham, Lot con le sue due figlie... e come se non bastasse... Cain e Abel con chi hanno fatto l'amore se non con le loro due sorelle gemelle...”
(dialogo tra Elijah e sua sorella Phillis)

Hugo Pratt e Milo Manara negli anni '70.
Milo Manara è un disegnatore su cui è ormai inutile spendere parole, tanta è la fama che lo accompagna in tutta Europa. Nel nostro paese poi è diventato forse l'artista più famoso e pagato, grazie ai suoi racconti erotici (su tutti: Il Gioco), al suo incontro con Federico Fellini, (con cui realizzerà il mediocre Viaggio a Tulum) e a una serie di pubblicità che hanno visto le sue donnine dominare le riviste e i cartelloni stradali di mezza Italia. Eh già, Milo Manara, l'artista delle donne alle quali deve la sua fama e che ha fatto sognare mezza Italia con i disegni delle sue eroine dalle provocanti forme.
Personalmente non lo ritengo un grande artista. Anzi, credo che sia molto sopravvalutato; e questa mia opinione è maturata negli anni, soprattutto negli ultimi anni e leggendo le sue ultime produzioni. Ma vi posso garantire che quando lessi il fumetto da lui disegnato nel 1983 su testi del grande Hugo Pratt, il mio parere era molto diverso, opposto potrei dire, e tale continua ad essere oggi relativamente a quest'opera.
Tutto ricominciò con un'estate indiana è a tutt'oggi il miglior fumetto di Milo Manara. L'artista veronese ha trentotto anni e un curriculum che vanta collaborazioni con sceneggiatori del calibro di Mino Milani e Alfredo Cartelli, e ha già all'attivo un personaggio interessante come Giuseppe Bergman, oltre al suo esordio nel fumetto per adulti.
Gli splendidi paesaggi disegnati da Manara, perfetta cornice di questa bellissima avventura.
In seguito l'incontro con Pratt si rivela fondamentale. Infatti il grande autore veneziano ha in serbo una delle storie più belle del fumetto italiano e affidare i disegni a Manara è una delle tante carte vincenti. Con Tutto ricominciò con un'estate indiana, Pratt ritorna ai temi storici delle prime colonie americane a lui tanto cari e già magistralmente narrati nel suo capolavoro Wheeling.
In questa storia siamo nel XVII secolo e assistiamo alle varie avventure tra i coloni inglesi, i pellerossa della tribù di Squando e la famiglia Lewis. Il clima tra coloni e indiani è abbastanza pacifico fino alla mattina in cui due pellerossa violentano una ragazza bianca e subito dopo vengono uccisi da Abner, uno dei membri della famiglia Lewis la cui madre, Lilith, è marchiata con una lettera L sul volto che la identifica come peccatrice. La famiglia si prende cura della ragazza, il che scatena le ire dello zio, il reverendo Black, che mette l'intero villaggio sulle sue tracce; nel frattempo anche i pellerossa cominciano a dare la caccia a chi ha ucciso i loro amici; scoppia così una sanguinosa battaglia al termine della quale vengono a galla i numerosi intrighi di una società morbosa fatta di legami incestuosi e perversi ma capace anche di amicizie sincere e profonde.
Le sequenze di massa sono uno dei punti più alti dell'opera, con un Milo Manara in forma smagliante.
Una lettura intensa, emozionante, in cui Pratt dissemina il suo smisurato amore per la storia, per l'avventura e per la letteratura citando autori e romanzi da lui amati: in primis Nathaniel Hawthorne e la sua Lettera Scarlatta, passando per i racconti di James Curwood, senza dimenticare la frontiera descritta da Fenimore Cooper. Ma quello che impreziosisce il racconto (a differenza delle precedenti storie di Pratt) è l'esplicita componente erotica, mai gratuita e sempre funzionale al racconto che così assume un'aurea sensuale e morbosa. Manara è perfettamente a suo agio e disegna delle tavole che rappresentano una gioia per gli occhi di qualsiasi esteta del disegno, a cominciare dalla caratterizzazione dei personaggi, espressivi come non saranno mai nella carriera di Manara e tra cui spiccano tutti quelli femminili, dotati di una sconvolgente carica erotica; ma l'artista non si ferma qui e ci stupisce con una serie di immagini suggestive, splendidi scenari, sequenze d'azione degne dei migliori film in costume e una minuziosa ricostruzione storica che rendono quest'opera indiscutibilmente bella e importante, nonché irripetibile: importante per la collaborazione con l'amico e mentore Hugo Pratt; irripetibile nella sua lunga carriera.
Uno studio acquerellato di Manara raffigurante  Phillis Lewis.

Curiosità

Manara e Pratt torneranno a collaborare insieme nel 1992 con la storia El Gaucho.
Manara si è avvalso di parecchio materiale fornitogli da Pratt soprattutto del suo Wheeling di cui riprende alcune vignette. Lo stesso artista aveva già dedicato un fumetto a Hugo Pratt: HP e Giuseppe Bergman.

Altre edizioni

Il volume consigliato è l'ultimo uscito dopo quello della Rizzoli Milano Libri negli anni '80 e quello de Il Sole 24 ore pubblicato nel 2006. Esiste anche un'edizione economica pubblicata dalla Nuova Frontiera in bianco e nero.