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martedì 29 aprile 2014

300: J. D. Canales e J. Guarnido – Arctic Nation (Blacksad)


Rizzoli-Lizard, 2003
(Francia/Spagna, Artic Nation, 2003)


"...Non sempre abbiamo l'onore e la fortuna di parlare d'un fumetto così elegante... Come disegnatore posso dire che ne ho la vista appagata, e vi garantisco che mi fa molto piacere..."
(Règis Loisel a proposito dei disegni di Juanjo Guarnido).
J. D. Canales e J. Guarnido.

È giusto che un nuovo millennio (l'inizio del 2000) venga inaugurato col botto. Sotto tutti i punti di vista e in qualsiasi campo artistico o scientifico che sia. Il fumetto (soprattutto quello italiano) alle soglie del 2000 non è che stesse producendo chissà quali perle per il nostro palato esigente, tanto che la nostalgia di un periodo florido come gli anni '80 si faceva sentire con sempre più forza.
Tanto più che con l'invasione/moda delle “Graphic novel” molti autori hanno dato vita a sperimentazioni artistiche non sempre all'altezza della parola 'arte'. Se poi ci mettiamo autobiografismi e varie storie quotidiane...Insomma diciamocela tutta: ci mancava (e forse ci manca tutt'ora) il gesto di aprire un albo a fumetti e vedere le prodezze artistiche di un Magnus, un Pazienza o di un Dino Battaglia; artisti che raccontavano con la forza delle loro immagini e che spesso ci lasciavano basiti. E poi ci mancavano (e ci mancano) anche quelle belle storie avventurose, piene di azione, giallo e mistero che non abbiano per protagonista unicamente un super eroe.
Quando verso la fine del 2000 uscì il primo volume di Blacksad fu come sentire quella forza avventurosa che molti eroi dei fumetti ci avevano regalato. E la forza questa volta era quasi completamente nelle matite e nei colori di un giovane artista trentatreenne le cui tavole avevano qualcosa di veramente sorprendente.
 Gioco di sguardi ed espressioni, una delle molte abilità artistiche di Guarnido
I disegni di Juanjo Guarnido una volta visti non si dimenticano più. Ma forse sbaglio a chiamarli semplicemente disegni perché ogni vignetta di ogni tavola di ogni volume di Blacksad rappresenta un vero, concedetemi il termine, orgasmo artistico. Se poi ci unite una bella, classica storia poliziesca con evidenti richiami alla letteratura hardboiled di Dashiell Hammett, allora state certi che vi troverete tra le mani qualcosa che vale davvero la pena leggere e soprattutto guardare. Spalancando gli occhi per lo stupore; perché di fronte a tanta grazia artistica gli occhi rimangono sbarrati. Le tavole di Guarnido sembrano un puzzle dove ogni cosa è al suo posto; a cominciare dalla città in cui sono ambientate le storie: New York negli anni '50. Ogni tassello è al suo posto: le strade con le auto, gli alberi, i lampioni, i palazzi con le loro finestre, gli oggetti, dai più imponenti a quelli meno insignificanti. E soprattutto la grande varietà di personaggi che si trovano all'interno di questa saga. Perché in effetti mi stavo quasi dimenticando di dirvi che tutti i personaggi sono animali antropomorfi; è questo ha permesso a un artista come Guarnido (che vanta una decorosa carriera nel cinema d'animazione) di dimostrare la sua incredibile padronanza del mezzo fumetto con una serie di caratterizzazioni che, lasciatemi essere prolisso di complimenti, sono davvero quanto di meglio ci si aspetti da uno che fa il mestiere del fumettaro. Se nel primo volume di Blacksad, Da qualche parte nelle ombre, il talento di Guarnido era già spaventoso a discapito della storia dello sceneggiatore Juan Dìaz Canales, buona ma dall'impianto classico, è con la seconda avventura, Arctic Nation, che la storia subisce un notevole salto di qualità e i disegni arrivano a essere a dir poco sublimi; la trama diventa più intricata e riesce a trasmettere il difficile clima di malessere che dominava in un paese post seconda guerra mondiale. Nella tensione razziale (che dilaga fortemente) si muove il nostro protagonista, il detective privato John Blacksade (che nel fumetto è rappresentato con il volto di un gatto nero) chiamato a investigare su un anonimo rapimento di una bambina di cui neanche la madre ha denunciato la scomparsa; tra sette segrete (un'organizzazione razzista sulla falsariga del Ku Klux Klan chiamata appunto Arctic Nation), intrighi, misteri, e azione, il caparbio detective giungerà a delle verità amare e scottanti, in perfetta linea con la crime story tosta e violenta.
Tavole da Artic Nation: due magistrali esempi della sublime arte di Juanjo Guarnido

E come dicevo Guarnido supera se stesso con una galleria di personaggi davvero unici: per i bianchi gli autori scelgono animali come le volpi bianche, gli orsi polari o le tigri bianche; al contrario per rappresentare la razza nera vi sono cavalli, tori, cani e altri animali. Indimenticabili sono allo stesso modo i personaggi della bambina rapita, della bellissima Dinah e del ladruncolo Lukas genialmente rappresentato con le sembianze di una gazza ladra.
Un'opera e una saga assolutamente imperdibili. Chi ha voglia di regalare ai propri occhi delle perle artistiche non deve far altro che sfogliare l'intera opera di Blacksad; davanti ad ogni vignetta rimarrete stupiti dall'incredibile minuziosità artistica capace di cogliere a fondo ogni dettaglio, dalla rigorosa ricerca storica che non rallenta mai il ritmo e l'andamento della storia.
Con questo personaggio, Juan Dìaz Canales ci ha riportato indietro nel tempo con una storia classica ma grintosa; Juanjo Guarnido... beh c'è bisogno d'aggiungere altro? Del resto come già scritto in altri post di 300, gli artisti che hanno lavorato nel campo del disegno animato hanno una marcia in più.
E di marce l'artista spagnolo ne ha davvero tante.
Il protagonista con la bella Dinah

Curiosità

Entrambi gli autori, prima di Blacksad, lavoravano nel cinema d'animazione presso uno studio di Madrid. Lì si sono incontrati e Canales ha proposto a Guanido di lavorare al progetto di Blacksad.
Guanido lavora nel campo dell'animazione presso gli studi Disney in Francia; ha collaborato al film animato Tarzan, nelle vesti di animatore capo, creando il personaggio di Sabor.
Gli altri volumi di Blacksad sono (in ordine cronologico): Da qualche parte fra le ombre, Anima Rossa, L'inferno, il silenzio e il recente Amarillo.

Edizione consigliata

Al momento l'unica in Italia; formato cartonato, buona qualità di stampa, insomma rende abbastanza giustizia ai disegni di Guarnido.

Altre edizioni

Nessuna al momento; ma, cosa alquanto inusuale, la Rizzoli-Lizard ha reso disponibile i volumi nei formati digitali eBookReader e iPad, fermo restando che consiglio vivamente l'acquisto di tutti i volumi pubblicati finora da Rizzoli-Lizard. Inoltre, sempre dallo stesso editore, vale la pena l'acquisto del volume dedicato al dietro le quinte della realizzazione di Blacksad: Making of Blacksad, i retroscena dell'inchiesta, pieno zeppo di sketch, studi preparatori in bianco e nero ed a colori con in più interviste ai due autori.

I quattro volumi della saga di Blacksad e il volume dedicato al making of.



5 commenti:

  1. Mi vergogno ma confesso di non aver ancora letto niente di Blacksad. E' una lettura che devo recuperare il prima possibile.

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    1. e credimi Luca ne vale la pena: le storie sono quelle classiche stile hardboiled alla Dashiell Hammett... ma i disegni sono qualcosa di quasi unico nel panorama del nuovo millennio.
      Fidati!

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    2. Mi fido, mi fido. Devo decidermi a farmelo prestare da un mio amico che me lo aveva magnificato.

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  2. È stato amore a prima vista, li ho tutti e lo sketchbook è strepitoso. L'impostazione delle vignette deve tantissimo alla tecnica cinematografica e anche lo stesso editing dello sketchbook sfrutta la pellicola cinematografica non a caso credo. Laura

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    1. Blacksad è fortemente cinematografico sopratutto nei tagli e nelle inquadrature... difficile non innamorarsi di un simile fumetto comunque: l'espressività dei personaggi, le sequenze d'azione, ecc... tutto semplicemente fantastico!

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