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mercoledì 27 marzo 2013

300: Alan Moore e David Lloyd – V for Vendetta

Magic Press, 2005
(Gran Bretagna-USA, V for Vendetta, 1982)

Tutti questi disordini e tumulti, V... è questa l'anarchia? È questa la terra del fa – come – ti - pare?”
No. Questa è la terra del prendi – ciò – che – vuoi. Anarchia vuol dire “senza capi”; non “senza un'ordine”.
(Dialogo tra Eve e V)

La maschera di V
Alan Moore e david Lloyd
Il grande regista Billie Wilder, dopo aver visto il film di Sergej M. Ejzenstejn La corazzata Potëmkin affermò: “Uscito dal cinema ero un rivoluzionario!”.
Credo che la stessa cosa possa affermarla chiunque legga V for Vendetta: una volta letto questo fumetto cresce in noi un sentimento rivoluzionario; abbiamo il desiderio di cambiare il mondo, di renderlo migliore, di strappare tutte le ricchezze ai potenti e distribuirle in egual misura a tutta la popolazione terrestre.
Il futuro dell'Inghilterra immaginato da Alan Moore e David Lloyd è inquietante. Un regime fascista governa l'isola britannica; tutto è sotto controllo: l'arte è stata abolita, qualsiasi tipo di omosessualità e tutte le minoranze etniche sono state sterminate con una brutalità tipica di un regime totalitario.
Se la popolazione sembra ormai abituata a vivere nel terrore, un misterioso personaggio con il volto coperto da una maschera che riproduce le fattezze di Guy Fawkes si oppone a tutto questo e cerca vendetta per i soprusi subìti durante la sua prigionia in un campo di concentramento, rinchiuso come cavia per test medici. All'inizio della sua crociata, V salva una ragazza, Evey, che diventa l'unica persona con cui V interloquisce e che lui stesso sottopone a dure prove affinché la ragazza possa comprendere le ragioni della sua vendetta.

V non perdona.
Vi basti sapere questo della lunga e complessa trama di questo capolavoro assoluto. Una storia che sembra fantascientifica ma che nasconde una realtà allarmante; l'immagine di un paese sotto regime totalitario è assolutamente sconcertante: poliziotti aguzzini, preti pedofili, uomini potenti dall'oscuro e perverso passato costituiscono la società combattuta da V, una società che per molti versi assomiglia a quella in cui viviamo.
Alan Moore prende ispirazione da autori come Thomas More e il suo concetto di utopia e George Orwell e il suo 1984 e accentua parecchio la parte anarchica del personaggio: non sappiamo niente del suo passato (a parte il fatto di essere stato una cavia per esperimenti immorali), non conosciamo il suo nome ma di sicuro sappiamo che è un anarchico: “Abbiamo avuto una sfilza di malversatori, imbroglioni, bugiardi e maniaci che hanno preso una sfilza di decisioni catastrofiche. È un fatto assodato. Ma chi li ha eletti? Sei stato tu! Tu che hai nominato queste persone! Tu che hai dato loro il potere di prendere decisioni per te! Per quanto ammetto che si possa fare un errore una volta, fare gli stessi errori letali un secolo dopo l'altro mi sembra pura e semplice premeditazione.” dice V rivolgendosi al popolo e cercando di risvegliare quel sentimento ribelle capace di creare un nuovo modello di società priva di gerarchie e totalitarismi.
E lo spirito anarco-battagliero di V lo si vede fin dall'inizio, quando il misterioso “uomo mascherato” fa esplodere in aria i simboli del potere britannico come il Big Ben, la statua della giustizia e Downing Street con lo stesso metodo usato dagli anarco-individualisti nei secoli scorsi: “Nient'altro che l'anarchia si aggira per il mondo. Dall'ordine involontario nasce lo scontento, padre del disordine e progenitore della ghigliottina.”

Il terribile regime di stampo fascista in cui è caduta L'Inghilterra descritta da Moore e Lloyd.
Uno spirito anarchico che si contrappone a qualsiasi forma di regime (al tempo della realizzazione del fumetto l'Inghilterra era sotto il governo conservatore di Margaret Thatcher); davvero forti, nel fumetto, le scene nei campi di concentramento per minoranze discriminate dal punto di vista razziale e sessuale, forte anche la resa della privatizzazione della libertà del cittadino, monitorato e intercettato continuamente.
Un fumetto rivoluzionario, che illustra gli orrori della società capitalistica; Moore con V for Vendetta crea la sua opera più cupa e, forse, il suo lavoro migliore, un gradino più in alto dell'altro suo capolavoro, il santificato e osannato Watchmen. Merito anche degli strepitosi disegni di David Lloyd che sono da gustare prevalentemente in bianco e nero per poter assaporare l'incredibile e sapiente uso delle ombre con cui l'artista inglese costruisce un'Inghilterra in cui anche la luce del giorno è immersa in quell'oscurità di cui tutto il paese è vittima.
Lloyd sembra quasi non disegnare le sue figure; raramente ne delinea i contorni lasciando alla sua capacità di giocare con il bianco e nero il compito di far arrivare le immagini al lettore.
V for Vendetta è senza dubbio uno dei fumetti più importanti di sempre, al pari di opere come L'Eternauta o La ballata del mare salato; senza dubbio una di quei capolavori che resterà sempre attuale anche dopo cento, mille anni, conservando sempre quella carica rivoluzionaria tipica solo delle grandi opere.
Opere che fanno la storia e non solo dei comics: e che soprattutto la storia ce la fanno conoscere da un altro punto di vista.

Evey e V: un amore messo a dura prova.

Curiosità: la storia, realizzata da Moore e Lloyd tra il 1982 e il 1985, è ambientata in un'ipotetica Inghilterra nell'anno 1997/98. In realtà nel 1985 la rivista che pubblicava a puntate il fumetto chiuse i battenti e la storia rimase incompiuta fino al 1987 anno in cui fu ripresa dai due autori per la DC Comics che la ripubblicò tutta in una collana di dieci numeri.
Guy Fawkes era un rivoluzionario inglese vissuto tra il 1500 e il 1600 che tentò di assassinare i membri del parlamento inglese.
La canzone Un vile cabaret che introduce la seconda parte dell'opera è scritta dallo stesso Moore con la collaborazione del bassista dei Bauhaus David J. e fa parte di un EP inciso dallo stesso sceneggiatore nel 1984 e che porta lo stesso titolo del noto fumetto.
Diversi riferimenti anche all'occultismo, di cui Moore è un profondo conoscitore: dalla citazione di Aleister Crowley, alle allusioni al satanismo (come la stella a cinque punte formata dalle pieghe del copriletto del prete pedofilo e la frase di Charles Manson “sono il diavolo e sono venuto a fare il lavoro del diavolo”).
Nell'opera compaiono spesso riferimenti al n. 5 che in numeri romani corrisponde proprio a V; l'azione spesso si svolge il 5 novembre, la stanza dove V era tenuto prigioniero nel campo di concentramento era la n. 5, così come è la quinta sinfonia di Beethoven che viene citata, e via dicendo.
Nel 2006 i fratelli Wachowski hanno prodotto e sceneggiato l'omonimo film diretto da James McTeigue.

Edizione consigliata e altre edizioni: Quella consigliata della Magic Press è la migliore pubblicata finora in Italia. Grande formato (quello originale voluto da Moore e Lloyd), ottima stampa e ricco apparato critico con introduzione e postfazione dello stesso Moore. In essa, grazie alla stampa in bianco e nero, è possibile ammirare con la massima fedeltà i disegni di David Lloyd.
La prima pubblicazione italiana di V for Vendetta fu ad opera della Milano Libri sulla rivista Corto Maltese nel 1991: 6 albi a colori racchiusi in un cofanetto.
La stessa Magic Press, oltre all'edizione consigliata, ha realizzato una versione del capolavoro di Moore e Lloyd in formato comic book a colori. Anche la Planeta DeAgostini ha pubblicato un'edizione “absolute”, correlata con otto pagine di sketch ma pur sempre a colori.
Pare che sia imminente una nuova edizione a opera della Lion.



4 commenti:

  1. E' un'opera imprescindibile!
    Non dovrebbe mancare nella LIBRERIA di nessuno e, tutto sommato, anche il film (e la colonna sonora) non mi è dispiaciuto.
    Il fatto che sia, come dici anche tu, un'opera ancora attuale e che ancora oggi, indipentemente dal tipo di regime che vige in ogni paese del mondo, ci sia bisogno di una spinta rivoluzionaria per ristabilire giustizia ed eguaglianza è però ciò che mi preoccupa di più!!!

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    1. un po' come disse il grande Monicelli: In Italia ci vorrebbe una bella rivoluzione....

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    2. Bè, non so se e quando la gente del web leggererà questo mio messaggio, ma sappiate che se c'è una cosa giusta da dover fare qui in Italia, considerato che non c'è più una giustizia certa che assicuri la condizione di sicurezza e libertà del singolo individuo, è proprio un atto rivoluzionario. Certo, dovrebbe essere una cosa mirata e non caotica (di certo non si può sparare nel mucchio), ma la rivoluzione sarebbe un passo che spingerebbe chi ci governa a ripartire da zero e lo farebbero alle 'nostre' condizioni. Quelle della gente comune, che per la prima volta vedrebbe messi in luce i propri diritti.

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  2. Probabilmente è uno di quei fumetti che rimarrà sempre attuale e facilmente applicabile
    a diverse situazioni politiche (nostra compresa, purtroppo!). Il bianco è nero di Lloyd è di forte impatto e
    senza ombra di dubbio ne esalta i disegni e la sua tecnica. Oltre a fatto che il bianco e nero, IMHO, si sposa meglio
    con i toni cupi di tutta la storia a tal punto da sentirti dentro la storia (ma ovviamente il merito di questo è anche di Alan Moore :)).
    Il processo evolutivo che compie la protagonista in parte viene condiviso dal lettore che sino alla fine parteggia per loro,
    pur rendendosi conto dei loro atti estremi e di estrema violenza...
    Ho avuto modo di sfogliare l'edizione Lion e devo a mettere che la ritengo molto ben fatta, la copertina cartonata è d'effetto e anche la qualità della carta all'interno si presenta bene,
    anche se da questo punto di vista preferisco l'edizione planeta che posseggo; in ogni caso l'edizione della Lion la consiglio a chiunque sia alla ricerca di una bella edizione senza svenarsi!!

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I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!

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