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Rizzoli - Lizard, 2011 (Belgio, Objectif Lune e On a marché sur la Lune, 1953) |
“Ci
sono! Ho fatto qualche passo! Per la prima volta nella storia
dell'umanità, ci sono degli UOMINI SULLA LUNA!”
(Tintin)
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La meticolosità artistica di Hergé. |
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Georges Prosper Remi in arte Hergé. |
Con
questa esclamazione il giovane Tintin metteva piede
sulla luna, quindici anni prima di Neil Armstrong e tre prima
del lancio dello Sputnik. Naturalmente non è solo per questo
che il giovane protagonista delle avventure disegnate da Hergé
viene ricordato; in realtà Tintin è un vero e proprio
simbolo del fumetto francese, un'icona mondiale della bande
dessinée
e sicuramente il personaggio grazie al quale la famosa ligne
claire
ha raggiunto la sua massima espressione divenendo uno dei modi di
disegnare più amati dai fumettari (Vittorio Giardino in
primis).
Ma,
soprattutto, Tintin è uno di quei fumetti che mette
d'accordo il pubblico di tutte le età, le cui avventure entusiasmano
ed emozionano sia l'adolescente che il lettore adulto più esigente,
grazie a una sapiente miscela di avventura, azione e humor che in
tutti gli anni di pubblicazione non ha mai perso un solo colpo.
E
il merito non può che essere del suo geniale creatore, Georges
Prosper Remi,
in arte Hergé,
e del suo meticoloso e passionale lavoro proferito in ogni singola
tavola; l'artista belga definì con Tintin
lo stile della linea chiara attraverso l'essenzialità del tratto,
pulito e privo di tratteggi, unito al carattere preciso e dettagliato
degli scenari che poi sarebbe divenuto una sorta di biglietto da
visita della scuola franco-belga.
Difficile
scegliere di quale storia trattare, perché le avventure di Tintin
sono tutte belle; avrei potuto scegliere Lo
scettro di Ottokar o Il segreto del Liocorno; ma
anche Il tempio del sole o Il granchio d'oro sono delle
splendide avventure vissute dal nostro giovane eroe. Però la gioia
di vedere finalmente Obiettivo Luna e Uomini
sulla luna in un unico volume ha scelto al mio posto, ed
offre l'occasione di farvi conoscere Tintin in una
delle sue avventure più belle e famose.
Difatti
la doppia storia è un vero caposaldo della cronologia del noto eroe
di Hergé; una storia che alla sua uscita fu
classificata come fantascienza e che col passare del tempo divenne
realtà, pur con tutte le incongruenze e le squisite licenze tecniche
e scientifiche prese da Hergé.
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Il mitico razzo a scacchi su cui viaggiano Tintin e i suoi abituali compagni d'avventure. |
Insieme
al fido Milù e all'inseparabile e burbero Capitan Haddok,
Tintin si ritrova in Syldavia dove l'amico
scienziato Trifone Girasole
sta conducendo degli studi misteriosi. L'intento del professore è
quello di far sbarcare il primo uomo sulla luna e nonostante una
potenza straniera sia interessata a impossessarsi del progetto a
tutti i costi, la missione andrà in porto.
Momenti
di suspanse si alternano a gag divertenti, soprattutto grazie al
Capitano Haddok ma anche all'ingenua e tenera sbadataggine dei
due poliziotti Duponte e Dupond, personaggi che
adornano in maniera costante le avventure di Tintin.
Unica
storia suddivisa da Hergé in due distinti volumi, è
anche quella che in qualche modo vanta alcune delle immagini più
belle e ormai divenute veri e propri simboli della bande dessinée:
da antologia il razzo a scacchi bianchi e rossi con cui i nostri eroi
partono alla conquista dello spazio e le sequenze spaziali con Tintin
e compagni nelle celeberrime tute spaziali arancioni; tutte
immagini che ancor oggi rimangono vive nella memoria, grazie anche
alla miriade di gadget di cui il personaggio di Hergè
è indiscusso protagonista.
Tintin
è un fumetto immortale. Dopo la morte di Hergé,
avvenuta nel 1983, il personaggio non fu più ripreso da nessun altro
artista. Eppure Tintin vive dentro il popolo belga (e
francese, ovvio) con una tale intensità che a tutt'oggi rappresenta
sicuramente l'emblema stesso del fumetto d'oltralpe. Tintin
dovrebbe essere sempre presente in tutte le librerie, le fumetterie
di ogni paese, perché rappresenta una vera e propria porta
d'ingresso per tutti quei giovanissimi aspiranti fumettari totalmente
presi dai mediocri Naruto e compagnia bella e rispetto ai quali
ancora oggi Tintin rappresenterebbe una valida
alternativa.
Un
grande modo per conoscere la bellezza del fumetto.
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Nell'anno 1953, ben 15 anni prima dell'equipaggio dell'Apollo 11, Tintin è il primo essere umano a mettere piede sul suolo lunare. |
Curiosità:
la realizzazione della doppia storia ha impegnato Hergé
per ben tre anni, dal 1950 al 1953. La lettera d'addio dell'ingegner
Wolf (uno dei personaggi secondari della storia) fu rivista e
ammorbidita da Hergé in seguito alla pressione degli
ambienti cattolici, poco inclini a tematiche come il suicidio.
La
Syldavia è stata immaginata da Hergé come un
paese immaginario dei Balcani.
Dalla
storia fu anche tratto un lungometraggio animato adattato da Charles
Shows e diretto da Ray Goosens nel 1962.
Edizione
consigliata e altre edizioni: il volume pubblicato dalla
Rizzoli-Lizard oltre alle due storie consigliate contiene
anche Tintin nel paese dell'oro nero. Il formato è più
piccolo rispetto a quello delle precedenti pubblicazioni italiane
(che rispettavano il modello francese) ma la qualità della stampa è
buona e l'ottima confezione vanta una nuova traduzione. Il costo del
volume è contenuto, tenendo conto che per 15 euro si hanno tre
storie di Tintin.
Naturalmente val la pena accaparrarsi tutti gli otto volumi che
compongono lintera saga.
Diversamente,
potete cercare sul web o nelle fumetterie che trattano l'usato e il
collezionismo le edizioni di Obiettivo Luna e Uomini
sulla Luna edite da Gandus Editore e Comic Art
tra gli anni '70 e '80 in volumi separati, cartonati e a colori.
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I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!
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