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martedì 6 novembre 2012

300: Guido Buzzelli – La rivolta dei Racchi



Alessandro Editore, 1998
(Italia, La rivolta dei Racchi, 1967)
Unitevi, racchio con racchio e annientate il potere dei belli su di voi! Diciamo basta allo sfruttamento, basta alle guerre fratricide!!”
(Incitamento di Spartak alla ribellione dei racchi).
Guido Buzzelli. © Grazia Buzzelli De Stefani

Nel 1992 ero a Roma, a una mostra del grande Gianni de Luca.
Rinaldo Traini, nell'introdurre l'evento, usò la definizione di genio per riferirsi esclusivamente a due artisti italiani: Gianni De Luca, naturalmente, e Guido Buzzelli.
Non è difficile capire il perché di questa definizione dell'ex editore e patron delle più belle e riuscite manifestazioni di Lucca; basta sfogliare l'opera riproposta in questa prestigiosa edizione da Alessandro Editore.
La rivolta dei Racchi è un capolavoro assoluto del fumetto italiano, il primo di Buzzelli, il primo esempio di graphic novel in Italia e il primo vero esempio di “fumetto d'autore”.
Un “number one” in tutto.

Un esempio dell'eccellente profondità di campo di Buzzelli© Grazia Buzzelli De Stefani
Peccato che, al tempo, sembra se ne sia accorto solo Rinaldo Traini (quanto mancano questi editori che sapevano riconoscere i geniacci del fumetto!) che nella terza edizione del Salone di Lucca volle pubblicare questa meraviglia artistica sul catalogo ufficiale della manifestazione, nel lontano 1967. Poi fu pubblicata su un mensile negli anni settanta, oserei dire tra l'indifferenza del pubblico, fino a quando i francesi (sempre loro) non la scoprirono decretando il successo di Buzzelli.
La rivolta dei Racchi ci porta in un mondo primitivo suddiviso in due classi: i belli e i racchi appunto.
Quest'ultimi vivono sotto il costante dominio dei belli che passano il loro tempo tra bagni, cibo e orge e che usano i acchi come schiavi da lavoro, da compagnia (come cani legati al guinzaglio) e per la guerra.
Ma uno di loro, Spartak (uno dei tanti alter ego di Buzzelli), furbo e intelligente, gli incita alla rivolta, non tenendo conto delle possibili conseguenze.

Buzzelli: Plasticità e composizione nella figura. © Grazia Buzzelli De Stefani
Bellissima e ironica metafora sulla lotta di classe, sul potere e sull'autoritarismo, l'opera dell'artista romano è un'illuminante apologo sulla società, sulla violenza e la brutalità dei vari ceti sociali (l'ironica cattiveria dei belli contrapposta alla brutale cattiveria dei racchi), ma è allo stesso tempo un'allarmante profezia sulla post ribellione e insieme un messaggio sull'inutilità della violenza e sull'imbarbarimento dell'essere umano come conseguenza di essa. Il tutto narrato dal tratto personalissimo dell'autore, realista e grottesco allo stesso tempo, capace di alternare sequenze ironiche ad altre crudeli con la medesima capacità narrativa rivoluzionaria.
Perché La rivolta dei Racchi fu una rivoluzione nell'allora mondo dei comics dominato esclusivamente dal fumetto seriale e non abituato a storie che non avessero una continuità narrativa rassicurante per il lettore.
All'artista romano, invece, non interessa rispettare le regole; esce dai rigidi schemi imposti in quel periodo e realizza questo capolavoro senza alcuna commissione da parte di terzi, solo per il gusto e la passione di raccontare. Sembra che Buzzelli sia uno dei pochi ad accorgersi delle infinite potenzialità narrative che un mezzo come il fumetto offre e in sole 45 tavole crea un'opera che dovrebbe essere conservata tra i libri più importanti della nostra storia. Come ha giustamente detto Traini: “Guido Buzzelli aveva rappresentato se stesso come testimonial in questo viaggio nel profondo mondo dei nostri deliri e delle nostre angosce.”
Non resta quindi che procurarsi questa storia, leggerla e, se vogliamo, rimpiangere un periodo in cui ai veri talenti veniva offerta la possibilità di esprimersi, di raccontare, di rischiare e d'uscire fuori dagli schemi. Guido Buzzelli ha fatto tutto questo. Continuerà a farlo anche quando avrà a che fare con un personaggio come Tex.
Quando, nel 1989, andai in edicola a comprare il primo mitico Texone da lui disegnato, avevo solo 14 anni. Ma erano sufficienti a capire che mi trovavo davanti a un artista rivoluzionario.
E non conoscevo ancora tutta la rivoluzione attuata da Buzzelli nei precedenti vent'anni.

Spartak incita alla rivolta i racchi. © Grazia Buzzelli De Stefani

Curiosità

Rinaldo Traini fu il primo a capire il genio di Guido Buzzelli e cercò di promuoverlo nel terzo salone di Lucca. Ecco un suo ricordo estratto dalla prefazione del volume consigliato: "Quando l'amico Romano (Romano Calisi uno dei collaboratori delle prime edizioni di Lucca) mi mise tra le mani la classica cartellina immaginavo di ritrovarmi già davanti al solito un velleitario apprendista. Aprii il cartoncino e guardai la prima tavola. Non credevo ai miei occhi, le grandi tavole erano realizzate da uno straordinario artista che faceva immediatamente sfoggio, al primo sguardo, di grande sapienza figurativa. Ma anche le inquadrature, i controcampi, le prospettive stavano a dimostrare che l'autore era uno che aveva la perfetta padronanza del mezzo.”

Edizione Consigliata

Un volume imperdibile che rende giustizia al capolavoro di Guido Buzzelli; grande formato, cartonato con sovracoperta, stampa su pagine patinate e galleria di studi e bozzetti realizzati dal grande artista. Prefazione di Rinaldo Traini. 
Il volume realizzato da Alessandro Editore è in tiratura limitata di 500 esemplari. 

Altre edizioni

Quella consigliata è l'unica vera edizione che renda giustizia a un simile capolavoro. Oltre alla pubblicazione sul Catalogo del Salone di Lucca nel '67, La rivolta dei Racchi fu pubblicata nel 1970 sul n. 6 della rivista Psyco e fu ripresa nel volume I classici del fumetto di Repubblica n. 57, dedicato a Buzzelli.

La grande arte di Guido Buzzelli. Il geniale artista romano fu anche soprannominato il Goya italiano© Grazia Buzzelli De Stefani

3 commenti:

  1. Oltre a quello pubblicato su PSYCO ho un'edizione ANAFI del 1970 recuperata in un mercatino ( ma a memoria non so essere + preciso ... ); Buzzelli è stato uno dei + sottovalutati artisti del fumetto Italiano ,capacità tecniche ENORMI , ma non solo questo : se a qualcuno capitasse di leggere questa storia senza sapere che è stata fatta 40 anni fa potrebbe pensare che è sta scritta ieri ...

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    Risposte
    1. tra parentesi leggenda (o realtà) vuole che il sul txone non fosse stato apprezzato da Gianluigi Bonelli... invece è un'opera bellissima...

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  2. Lessi in una intervista che Bonelli lo trovava un pò troppo violento ...

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I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!

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