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venerdì 16 maggio 2014

Il rumore del mare: le magie artistiche di Franco Caprioli


Quanti artisti dovrebbero conoscere gli aspiranti fumettari odierni; forse riuscirebbero meglio a comprendere la magia grafica che si cela dietro un artista. 
Il nome di Franco Caprioli forse dirà poco a tutti quei giovanotti che vogliono lavorare nel mondo dei fumetti. Eppure i disegni di quest'uomo toccavano vette artistiche incredibili; come Renzo Calegari per il West, Franco Caprioli viveva un'alchimia con il mare. Davanti alle sue tavole a fumetti e nelle sue illustrazioni in cui veniva raffigurato il mare c'è davvero da rimanere a bocca aperta. Franco Caprioli non aveva bisogno dei colori; a lui bastava un po' d'inchiostro e un pennino per ricreare l'impetuosità delle onde, la violenza con cui queste si infrangono sugli scogli e la conseguente spuma bianca che le contraddistingue. Ogni tratto (e ogni "puntino" perché Caprioli era celebre per il suo tratto puntinato che usava per delineare gli esseri umani e i mare) è al suo posto, con una precisione grafica invidiabile; e dalla moltitudine di questi segni veniva sempre fuori un disegno, un'illustrazione o una tavola che difficilmente riuscivano a non stupire. 
I suoi disegni sono un esempio artistico unico e raro, per molti versi ineguagliabile; in ognuno di essi vi sono perizia e pazienza, forza e passione; ognuno di essi è il risultato di un talento che tutt'oggi non smette di stupire e che andrebbe rivalutato e fatto conoscere alle nuove generazioni che oggi, purtroppo, sembrano prive di passione.
La passione genera il talento. E il talento genera artisti come Franco Caprioli
Per usare le parole di Gianluigi Bonelli:Ci metteva parecchio tempo a finire una tavola, ma, una volta conclusa... bisognava veramente togliersi il cappello. Io lo invidiavo: nessuno sapeva disegnare come lui!”

Per chi volesse conoscere più da vicino l'arte di Franco Caprioli vi consiglio di visitare  il gruppo di Facebook a lui dedicato dalla figlia Fulvia Maria.



Due foto che ritraggono Franco Caprioli in due momenti della sua vita: a sinistra, giovanissimo a bordo di un battello nel porto di Civitavecchia. A destra nella redazione del Vittorioso all'inizio degli anni '60.


        Il rumore del mare: tavole a fumetti

Evoluzione dello stile di Franco Caprioli: a sinistra una tavola de L'isola Tabù, 1945. A destra una tavola tratta dalla storia I corsari del Rio Grande del Sud, 1971.
Tavole tratte dalla storia L'elefante sacro, sceneggiata dallo stesso Caprioli su soggetto di Luigi Motta. 1949.


Tre splendide tavole dalla storia Il tesoro di Tahorai-Tiki-Tabù, 1954.
Tavole da Una strana avventura. 1954-1955. 

Franco Caprioli e Jules Verne

Verso la fine della sua carriera, Franco Caprioli realizza a fumetti quattro romanzi di Jules Verne. Il risultato è straordinario soprattutto per quanto riguarda L'isola Misteriosa uno dei suoi capolavori artistici. Gli altri tre romanzi sono Un capitano di 15 anni, Michele Strogoff e I figli del Capitano Grant, purtroppo rimasto incompiuto e terminato da un altro grande del fumetto italiano: Gino D'Antonio.

Tavola da L'isola misteriosa: esistono parole che possano descrivere un simile prodigio
artistico ed espressivo?

Quattro tavole tratte da L'Isola Misteriosa. Adattamento di Claudio Nizzi. 
L'esplosione finale dall'ultima tavola de L'isola misteriosa, resa magistralmente da Franco Caprioli

Tavola da Michele Strogoff. Adattamento di Roudolph.
Tavole da Un capitano di 15 anni. Adattamento di Claudio Nizzi. 
Una delle riduzioni del romanzo Moby Dick di Melville realizzato da Franco Caprioli per il
mercato inglese. Inedito in Italia. 1966

Il rumore del mare: illustrazioni

Franco Caprioli era un grande appassionato di storia e preistoria. Perciò dedicò parecchi anni della sua vita, in collaborazione col professor Alberto Carlo Blanc docente di paleontologia, ad un progetto sulla realizzazione di un libro che raccontasse la preistoria attraverso le sue immagini. Ma con la morte del professor Blanc Caprioli è costretto a cercare un editore disposto a pubblicare questo progetto ambizioso. Finalmente il libro vede la luce pubblicato dall'editore Armando Curcio ma i risultati sono deludenti soprattutto per i disegni di Franco Caprioli, assurdamente deturpati da una colorazione che ne cela la straordinaria bellezza. Eccovi alcuni esempi. 



Progetto Preistoria. Anni '50. 
Progetto Preistoria. Anni '50. 
Progetto Preistoria. Tavola inedita.

Progetto Preistoria: Caprioli e il mare hanno in comune la completa libertà espressiva. Splendida illustrazione in cui l'artista rappresenta le origini del nostro pianeta. 1947.   






Nel 1951 la casa editrice Mondadori pubblica la versione italiana del romanzo Moby Dick di Melville con il titolo Il Mostro Bianco. Il volume venne corredato di 17 illustrazioni affidate a Franco Caprioli. Libero dalle "gabbie" fumettistiche, il talento dell'artista esplode letteralmente: tecnica ed espressività si fondono splendidamente. 

Il Mostro Bianco, 1951
Il Mostro Bianco, 1951
Il Mostro Bianco, 1951
Il Mostro Bianco, 1951



Varie
Il mare è simbolo di avventura; ed i pirati sono spesso temuti avventurieri del mare.
Franco Caprioli sapeva stupire anche nelle sequenze d'azione.
Copertina per il settimanale Il Giornalino. 1966

Illustrazione per un'edizione de La Bibbia. 1968.
Altro splendido esempio della maestria artistica di Franco Caprioli. Estratto dalla storia Una discesa nel Maelström, adattata da Alfredo Castelli da un racconto di E. A. Poe. 1971.


"Ho sempre giudicato Caprioli un grande del fumetto: la sua capacità grafica può essere considerata vera e propria pittura, e in ogni caso sempre caratterizzata da un grande valore illustrativo: è uno dei pochi disegnatori dei quali si può a ragione affermare che abbia nobilitato il fumetto. Le sue tavole costituiscono un vero e proprio romanzo per immagini, dotate di grande stimolo per la fantasia del lettore."

Guido Buzzelli


2 commenti:

  1. Un disegnatore immenso, anche se come fumettista lo si potrebbe considerare un Greg Land ante litteram visto che partiva da fotografie che ogni tanto sembrava scegliere più per la posa del soggetto che per la sua espressività (ma Caprioli non aveva il computer ma "solo" tantissimo talento!). Anche nel volume della Pattuglia Bianca edito dall'ANAFI si intuisce la sua grandissima abilità nonostante la serie fosse fatta solo per ragioni alimentari e i committenti francesi avessero posto dei limiti al pointillisme - o forse era stato lo stesso Caprioli a ripiegare su uno stile più classico perché gli scarsi emolumenti gli fecero privilegiare la rapidità di esecuzione, ammetto di non ricordarlo con precisione.
    Non mi ricordo nemmeno se fu su un Diva o su un IF che vennero ospitate delle sue illustrazioni di argomento satanico che non mi sarei mai aspettato avesse realizzato. Chissà per quale progetto le aveva fatte.
    Purtroppo, come giustamente sottolinei, di Caprioli è stato ristampato poco o nulla (e i pochissimi volumi anni '40 che ho visionato avevano dei colori inadatti), vorrei proprio vedere la faccia che farebbero molti giovani disegnatori ad ammirare le sue tavole! Secondo me cadrebbe loro la mandibola, come cadde a me quando estasiato vidi L'Isola Giovedì su Comic Art.

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    Risposte
    1. Un artista dotato di quell'unicità riservata solo a maestri del calibro di Battaglia, Micheluzzi, Jacovitti Pazienza e pochi altri; Caprioli con le sue tavole e il suo stile ha dato davvero tanto al fumetto ma all'arte in genere. Il mare nessuno e dico nessuno l'ha mai disegnato con tanta passione e suggestione.
      Magari qualche editore coraggioso si facesse avanti per pubblicare PER BENE il suo sogno di un volume sulla preistoria... sarebbe un modo per farlo conoscere a tutti dal bambino all'adulto e soprattutto per rimanere ancora una volta stupiti del suo immenso talento.

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