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domenica 15 marzo 2015

Il gusto degli altri n. 15

Nicola Mari

Una bellissima foto di Nicola Mari nel suo studio.

L'uscita del numero 1 di Nathan Never, nel giugno del 1991, fu un evento senza precedenti nel panorama del fumetto italiano; 250.000 copie vendute, record, credo, tutt'ora imbattuto per un personaggio della Sergio Bonelli Editore. Nathan Never fu anche una buona fucina di nuovi talenti artistici, ma il numero 7, La zona proibita (seguito da Uomini ombra), segnava l'esordio di un disegnatore insolito per il "panorama bonelliano": Nicola Mari. L'artista, allora ventiquattrenne, dimostrava già un talento eccezionale e la cosa interessante è che questo talento cresceva di albo in albo. 
Due stili a confronto: a sinistra una tavola tratta da Nathan Never n. 18 L'abisso delle memorie (1992). A destra: tavola tratta da Trash Island (2013) una recente storia di Dylan Dog (n. 328).

Il suo stile iniziale era debitore all'arte di Mike Mignola, ma l'artista ferrarese riuscì a distaccarsene quasi subito; Mari non imitava lo stile di Mignola, ma, intelligentemente, lo reinterpretava, così come Mignola aveva reinterpretato lo stile di Jack Kirby e Alex Toth. Già nella splendida storia doppia L'abisso delle memorie - L'undicesimo comandamento (NN n. 18 e 19), in cui si narra il passato di Nathan, Mari diede prova della sua abilità che non accennava a stabilizzarsi, ma continuava ad evolversi con un'incredibile velocità. Ed ecco quindi le prodezze artistiche di storie come I figli della notte (NN. n. 38) e lo splendido La biblioteca di Babele (NN. n. 50), in cui Mari ormai ha acquisito uno stile personalissimo, fino ad arrivare al 1996, anno del suo esordio sulle pagine di Dylan Dog con la storia Phoenix scritta da Tiziano Sclavi
Evoluzione di uno stile: tavola tratta da La giovinezza di Nathan Never. Lo stile di Nicola Mari è sempre più ricercato e azzardato. L'uso del bianco e nero esalta notevolmente l'espressività del suo segno. 
Sono passati solo 5 anni dal suo esordio in Bonelli eppure sembra che Mari abbia alle spalle una carriera ventennale; lo stile è ancora più personale, ardito, azzardato per un fumetto popolare, anche se stiamo parlando di Dylan Dog. Il suo segno è nuovo, fortemente espressivo e l'uso del bianco e nero è strepitoso. Ovviamente un simile stile non può che dividere i lettori, abituati a un disegno molto più classico e concreto, di facile immediatezza; eppure Mari non si accontenta e continua la sua personale ricerca; nel 2000 esce Il sorriso dell'oscura signora in cui Nicola (dopo aver realizzato 80 tavole con il suo stile dalla fortissima personalità) ridisegna la storia dando inizio ad una nuova fase artistica della sua carriera, che andrà avanti fino al recente Spazio Profondo storia in cui avviene il restyling di Dylan Dog.
Nathan Never in un'illustrazione del 1994 e Dylan Dog in una recente illustrazione. 
Nicola Mari è un artista che non ha mai voluto smettere di sperimentare, di cercare soluzioni grafiche nuove. E' uno di quegli artisti che "trama" in mezzo alle luci e alle ombre del suo ambiente di lavoro; conosce bene i grandi maestri, li ha sempre studiati, dimostrando intelligentemente di non fare "quello che avevano fatto loro", ma di fare "come avevano fatto loro"
Il suo modo di disegnare i personaggi, i loro corpi, le mani (bellissime), le varie parti del volto, lo rendono uno dei pochissimi disegnatori italiani che possa vantare uno stile personale. 
La personalità ha da sempre contraddistinto la sua arte.
Bellissimo sketch da Il principe di Persia (collana Le Storie, Sergio Bonelli Editore).


I gusti di Nicola Mari



1 - L' alba dei morti viventi (Dylan Dog)
di Tiziano Sclavi e Angelo Stano


"Il genio di Tiziano Sclavi annulla la distanza tra fumetto d'autore e fumetto popolare, è la rivoluzione del fumetto italiano."

2 - Jeremiah di Hermann
3 - Gotham by Gaslight di Brian Augustin e Mike Mignola
4 - Black Jack di Osamu Tezuka
5 - The long tomorrow di Moebius
6 - Torpedo di E. S. Abulí e J. Bernet
7 - Visione d'inferno di Hideshi Hino
8 - Lo sconosciuto di Magnus
9 - Batman: The Killing Joke di Alan Moore e Brian Bolland
10 - The dark knight returns di Frank Miller

Per conoscere meglio il lavoro di Nicola visitate la sua pagina Facebook.

Il suo lavoro più bello: 
La biblioteca di Babele (Nathan Never)


Dico subito che avrei potuto scegliere Il sorriso dell'oscura signora. Tuttavia sono fermamente convinto (da lettore e artista che segue Nicola Mari fin dal suo esordio) che in questa storia i disegni di Mari hanno toccato un livello d'espressività artistica davvero eccelsa: le inquadrature sono ardite, i personaggi caratterizzati molto bene (soprattutto July Frayn, assassina allo stesso tempo spietata e sensuale ), e il gioco di luci e ombre dà un sapore malinconico a tutta la storia. 

2 commenti:

  1. E' solo una mia impressione o effettivamente Magnus e Abulì & Bernet ritornano spesso tra i gradimenti degli autori di cui riporti i gusti?

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    Risposte
    1. Ciao Luca,
      Magnus, Abulì e Bernet e il Mort Cinder di Breccia sono tra gli autori più amati...
      Direi che sono ottime scelte!!!

      Elimina

I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!

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