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lunedì 2 luglio 2012

Jac e Ned 8° capitolo: 70 volte Jac!

Ned e Jac brindano!! Un bel bicchierino di sambuca per festeggiare i 70 anni del maestro. 
Il giorno 23 marzo del 1993 Jacovitti compì 70 anni. Non credetevi chissà cosa. Franco non era uno da grandi festeggiamenti con torte, regali ecc... almeno non negli ultimi anni. Preferiva starsene nella sua casa in via Egidio Albornoz, uscire la mattina presto, farsi la sua bella passeggiata, rientrare a casa, accendersi un bel sigaro e mettersi al lavoro. Lavorava davvero tanto, a suo dire, fin quando la luce glielo permetteva. Il suo tavolo da lavoro era posizionato di fronte a un grande finestrone, in modo che prendesse tutta la luce del sole. Ma Franco, da vero genio qual'era, lavorava anche al buio. Avete capito bene: AL BUIO! Solitamente gli portavo i disegni finiti nel pomeriggio in un'orario compreso tra le 16:00 e le 18:00. Nei mesi invernali (soprattutto novembre) come ben sapete la luce solare ha una durata breve e quindi già verso le 17:00 scendeva il buio. Beh, quando arrivavo nel suo studio verso quell'ora lo vedevo ancora lavorare praticamente senza luce, credetemi sulla parola, tanto che ero costretto a chiedergli di accendere una lampada perché quasi non vedevo.

Stranezze e follie di un genio che non finiva mai di stupire.
Jacovitti con la sua bevanda preferita: sambuca "Molinari".
Come dicevo marzo era il mese in cui Franco compiva gli anni e quello del 1993 fu anche quello in cui il suo amico Federico Fellini ritirava il suo quinto Oscar alla carriera. Festa grande per l'Italia, che come disse un noto giornalista, è stata “creata” da tre illustri personaggi: Alberto Sordi, Federico Fellini e Benito Jacovitti, accumunati tutt'e tre da saper raccontare le assurdità dell'italiano medio.
La rivista 'Il Grifo', curata da Vincenzo Mollica, interpellò tutti i più grandi autori e disegnatori di fumetti per un loro personale omaggio all'arte del regista riminese. Fu così che sul numero 22 della rivista comparivano gli omaggi artistici a Fellini da parte di artisti del calibro di Milo Manara, Vittorio Giardino, Giorgio Cavazzano e altri e, naturalmente, di Jacovitti. E indovinate a chi toccò il compito di realizzarlo? Eccomi qua, sempre presente e pronto all'azione!
Contemporaneamente stavamo lavorando alle vignette sul tema medico cui vi accennavo prima. Più o meno ne realizzammo una quarantina, naturalmente parlo di quelle a cui ho partecipato come inchiostratore. Il modus operandi era quello descritto nel 5° capitolo, ma questa volta dovetti anche inchiostrare il lettering, che Franco faceva sempre da se.
Le vignette dovevano essere pubblicate su un quotidiano di cui onestamente non ricordo il nome. Gran parte di esse sarebbero poi state pubblicate nel 2001 in un volume curato da Vittorio Sgarbi.
Omaggio a Federico Fellini in occasione del suo quinto Oscar, quello alla carriera assegnatogli nel 1993. 

Più o meno in quel periodo, se ben ricordo ma potrei sbagliarmi, lavorammo anche a un lavoro per la ditta Fiorucci, famosa per i suoi salumi. Pensateci, come poteva la più importante azienda di salami nostrani farsi scappare i salami di Jacovitti? Quindi pensarono bene di far realizzare a Franco un bel disegno che vedeva protagonisti i suoi arci noti salami, per poi realizzare un telo da mare da regalare ai propri clienti. Qui assunsi il ruolo d'ichiostratore e ricordo che sbavai con l'inchiostro di china lasciando una bella macchia sul disegno. In simili casi avrei optato per la lametta (non per tentare il suicidio, tranquilli), utilissima a grattare il foglio e a cancellare ma la macchia era troppo grossa e la carta Fabriano F2 non si prestava bene a tale soluzione. Quindi fui costretto a coprire la macchia con della tempera bianca. Per fortuna il disegno non era destinato né a passaggi di mezza tinta né a quelli di colore.
Ma torniamo al compleanno di Jacovitti. Quest'ultimo coincise con la venuta della mia mia famiglia a Roma.
La mattina del suo compleanno ci incontrammo nel suo studio dove, oltre a portargli i lavori appena fatti, gli donai il mio personale regalo: una bottiglia di sambuca con l'etichetta di Cocco Bill disegnata dal sottoscritto. Lo gradì immediatamente e brindammo ai suoi 70 anni con un bel bicchierino a testa. Franco adorava la sambuca. Tenne la mia bottiglia per tutto il tempo della nostra collaborazione in bella evidenza tra gli scaffali della sua libreria e ogni tanto si concedeva un biccherino (ricordo a tutti che Franco era diabetico).
Quella sera stessa ritornai da lui con i miei genitori. Ricordo quando eravamo tutti (oltre a Jacovitti e il sottoscritto anche mia madre, mio padre e Lilli, la moglie del maestro) nel soggiorno di Jacovitti e tra una chiacchiera e l'altra mia madre pose una domanda a Franco: “Signor Jacovitti, posso chiederle come va Nedeljko?”; del resto avevo solo 18 anni e mia madre si compartava da mamma, ovviamente.
Franco non rispose. Si alzò dalla poltrona, mise l'immancabile sigaro tra i denti e si rivolse verso mia madre. E con le mani applaudì. 
Jacovitti, la moglie Floriana detta "Lilli", mia madre Maria Rosaria e mio padre Bogdan Bajalica. 

2 commenti:

  1. Jacovitti era veramente un tipo strano... in senso buono!


    ciao
    Marco

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  2. beh, come tutti i geni aveva le sue stranezze... :)

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I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!

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