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martedì 31 marzo 2015

Patrick Cothias e André Juillard – Le 7 vite dello sparviero - Enrico IV

Mondadori (collana "Historica" n. 6), 2013
Francia, Les sept vies de l'Épervier, 1983
In verità miei cari fratelli voi non siete altro che una banda d'ingenui di cui questo SANTO UOMO usa e abusa. Nei primi anni del cristianesimo, in Giudea e poi a Roma, la vostra religione proclamava l'uguaglianza fra gli uomini!... Ma la legge degli uomini divideva già il mondo in due caste... I PADRONI E GLI SCHIAVI!
(Lo Sparviero)

André Juillard Patrick Cothias
Mi viene una rabbia quando penso che un fumetto come Le 7 Vite dello Sparviero non goda, in Italia, di un'edizione definitiva, cioè di un bel volume che raccolga tutte le sette avventure. E che cavolo! Planeta De Agostini e Panini Comics hanno immesso sul mercato volumi che sembravano dizionari e che contengono in un unico tomo tutto un intero ciclo di un determinato personaggio, mi chiedo cosa costi racchiudere in un volume uno dei fumetti europei più belli di sempre.
Chi possiede i mitici 7 volumetti brossurati ultra sottili della Glénat (serie Le Avventure della storia) potrà rendersi conto che, messi l'uno accanto all'altro, formerebbero un volume grande poco più di un 'Texone'; sarebbe una cosa davvero gradita a chi ama il fumetto di alto livello e per chi fosse a caccia di grandi storie dall'arditezza narrativa e dall'accurata ricerca artistica.
Lo Sparviero, il misterioso giustiziere che si nasconde dietro una maschera rossa.
Recentemente, nella collana “Historica”, la Mondadori ha deciso di ripubblicare in due distinti volumi questo capolavoro della nona arte e direi che non potevamo sperare di più, almeno in Italia.
Patrick Cothias e André Juillard, nell'ormai lontano 1982, più di trent'anni fa quindi, riuscirono ad architettare una saga storica strepitosa, che conquistò una grossa fetta del pubblico francese e che, col passare degli anni, divenne un vero e proprio fumetto di culto in tutta Europa.
L'incipit iniziale è apparentemente semplice: la vicenda si svolge in Alvernia (Francia) all'inizio del 1600, quando una donna, nel gelido inverno di quelle terre, dà alla luce una bimba che protegge con il suo corpo fino alla morte. Verrà ritrovata morta dal marito, il barone Yvon de Troïl. Contemporaneamente un altro bambino viene al mondo e in situazioni più consone: è il figlio di Maria de' Medici ed Enrico IV, il futuro re di Francia, Luigi XIII.
Una delle prime tavola da La morte bianca: inizia la saga dello Sparviero.
Passano gli anni (otto per la precisione) e un misterioso giustiziere mascherato di rosso, Lo Sparviero, lotta strenuamente contro le classi nobili che opprimono la povera gente. Ariane, la bimba nata dalla moglie del barone de Troïl, è attratta dallo Sparviero e farà di tutto per scoprirne l'identità.
Come dicevo poc'anzi il lavoro dei due autori è strepitoso. Le trame ordite da Cothias sono sempre intriganti e i suoi personaggi hanno una caratterizzazione eccellente; lo sceneggiatore non lesina sulla descrizione della disumana esistenza della classe “elevata”, ricalcandone spesso la brutalità (come avviene nella sequenza in cui un soldato cerca di violentare una bambina) e cede alla tentazione (più che giusta) di lanciare più di una frecciatina all'ambiente ecclesiastico da cui emergono preti corrotti, che vivono nel vizio e nel lusso a discapito di un popolo ormai abbandonato alla sua miseria.
Juillard ci mette tutta la sua professionalità affinando e rendendo molto più espressivo un disegno il cui stile è “vittima” di una meticolosa perizia grafica; ma questa cura non impedisce all'artista di creare delle sequenze d'azione degne di un bel film (dettagli sanguinolenti compresi) e di riuscire a ricreare delle bellissime scenografie in cui il dettaglio risulta molto importante per il lettore.
La tipica meticolosità artistica di André Juillard.
Come ha osservato Luca Lorenzon nel suo bellissimo e dettagliato articolo dedicato al fumetto di Cothias e Juillard: "Les sept vies de l’Epervier ha saputo diventare qualcosa di più di una semplice saga a fumetti di successo. Quello che Cothias e Juillard hanno creato è un’epopea le cui stesse contraddizioni sono funzionali allo sviluppo del mito dello Sparviero. Il meccanismo prettamente feuilletonesco e centrifugo della serie è senz’altro la prima causa che viene alla mente quando ci si chiede il perché di tanto seguito e di tanto successo, ma alla base del fenomeno che ci spinge a non staccare gli occhi dalle tavole di Juillard e a chiederci “adesso cosa succederà?” quando un ciclo è concluso ci sono anche altri fattori.
A percorrere le tavole in cui compaiono Ariane e gli altri c’è un pesante senso di predestinazione e alcuni riferimenti saggiamente dosati portano spontaneamente il lettore ad arrovellarsi sui loro possibili significati reconditi anche quando forse non ce ne sono…"
Le sette vite dello Sparviero resta un'opera che, al di là dell'accuratezza storica e grafica, rappresenta un riuscitissimo mix dei generi più cari al fumetto: l'avventura predomina, ma non sono da meno il mistery, l'erotismo, la tragedia e l'ironia che spesso alleggerisce il contesto violento descritto dai due autori.
E la bellezza di questo lavoro, uscito in Francia oltre trent'anni fa, tutt'oggi non ha perso un briciolo della sua incredibile forza artistica e descrittiva.
I vizi e le lussurie di Re Enrico IV.

Curiosità

La prima apparizione della saga in Italia risale al 1984 sulle pagine della bella rivista Orient Express (OE n. 24, 25, 27 e 28).
Le sette vite dello Sparviero rappresenta una sorta di prequel di Masquerouge fumetto realizzato ancora una volta dalla coppia Cothies – Juillard.
Per un'esaustivo resoconto della serie, vi rimando all'ottimo post Les7 Vies de l'Épervier – A caccia di Sparvieri di Luca Lorenzon, curatore del blog Cosa sono le nuvole.

Edizione Consigliata

Questo primo volume della collana “Historica” comprende le prime quattro (delle sette) storie: La morte bianca, Il tempo dei cani, L'albero della cuccagna e Hyronimus. Grande formato, cartonato e stampa a colori. Naturalmente sarebbe sciocco non procurarsi il secondo volume della collana, Le sette vite delle sparviero – Luigi XIII (collana “Historica” n. 9), che comprende i restanti tre episodi: Il signore degli uccelli, La parte del diavolo e Il segno del condor.
La cover del secondo volume pubblicato da Mondadori all'interno della collana "Historica". 

Altre edizioni

Sicuramente di prim'ordine è quella della Lizard, che ha suddiviso in sette volumi brossurati e di grande formato le serie di Cothias e Juillard. All'inizio degli anni '90 la Glénat Italia pubblicò le serie (sempre suddivisa in sette volumi) nella collana Le grandi avventure della storia.
Da sinistra: il quarto volume, Hyronimus, della collana "Le avventure delle storia" e l'edizione cartonata della prima avventura, La morte bianca, realizzata da Lizard. 




10 commenti:

  1. troppa grazia, Ned! Un piccolo appunto: l'edizione della Lizard costava parecchio ma non era cartonata.
    Un mio amico si chiede spesso perché Juillard sia pubblicato poco o niente in Italia, Blake & Mortimer a parte. Ci sarebbero i due volumi della trilogia parigina, ad esempio. Boh, forse costa troppo.

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    1. appunto corretto... sai che me li ricordavo cartonati dai tempi in cui mia madre aveva la fumisteria... mah, scherzi della memoria. :)
      Beh, Blake e Mortimer va sempre è una garanzia editoriale anche se da noi non ha il successo che ha in Francia e in Belgio. Poi c'è anche da considerare il fattore "storia": i francesi vanno matti per il fumetto in costume... noi non tanto. Quindi che pubblica i fumetti francesi in Italia mira soprattutto al genere (azione, fantasy, western) più che all'autore e Juillard, nonostante l'innegabile bravura, non è un artista che tira, al di là del fattore economico (come dici tu forse costa troppo).

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    2. Forse hai visto le versioni francesi Dargaud e Glénat, che effettivamente a parità di formato e di grafica sono cartonati (anch'io ne ho un paio).
      Secondo me i Francesi non hanno una passione estesa a tutta la Storia: se hai fatto caso le saghe che hanno più successo sono quelle che trattano di Napoleone, la Comune ed Enrico IV (oltre alle Sette Vite, I Sentieri di Malefosse).
      Il discorso del mio amico è: in Italia quelli che seguono i fumetti franco-belgi sono pochi e tendenzialmente comprano tutto, sanno ovviamente chi è Juillard ed è strano che nessuno lo pubblichi perché secondo lui avrebbe anche più successo di altri (qualche decina di copia in più, ovvio, le cifre sono credo siano queste...). Io gli ho fatto notare che Le Cahier Bleu e Apres La Pluie fanno parte di una trilogia non ancora conclusa ma non gli bastata come spiegazione... da lì l'idea che forse Juillard è più costoso di altri autori.

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    3. infatti ho dimenticato di precisare che i francesi amano soprattutto la loro storia:)
      in merito al discorso del tuo amico posso solo azzardare alcune ipotesi. Come hai detto tu in Italia sono pochi quelli che seguono il fumetto franco-blga sono pochi, troppo pochi affinché un editore azzardi di pubblicare un genere, quello storico (anche se ben miscelato con avventura ecc.. come nel caso dello Sparviero) che possa, come dire andare in attivo nelle vendite.
      Sicuramente, per quel che mi riguarda, se fossi un'editore con il compito di di creare un catalogo di opere del fumetto franco-belga per il nostro mercato punterei su autori come Juillard, piuttosto che sui classici come ha fatto (o sta facendo) la "Nona Arte Ed."; in merito al costo, non credo che Juillard sia più costoso di un Hermann o di un Franquin... Ricordiamoci che un editore vede quello che tira in quel preciso momento e si muove di conseguenza. Ricordo che a metà degli anni '90, ero con un noto editore italiano e d'avanti a noi c'erano delle meravigliose tavole di Hermann, che te le mangiavi con gli occhi per quanto erano belle; eppure lui mi disse, mortificato, che non l'avrebbe pubblicato perché il pubblico, in quel momento, era indirizzato su un altro genere (al tempo quello giapponese).
      Ripeto, queste sono solo mie osservazioni...
      A presto!!

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  2. Grazie Ned un altro fumetto da inserire nella mia lista delle future letture :)

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  3. Ciao, segnalo che anche il sequel "Piuma al vento", che riprende dal punto in finisce Le 7 vite, è stato pubblicato nella collana Historica, vol 13.
    Complimenti per il blog, scoperto oggi e subito messo nei feed rss :-)

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    1. Sequel molto bello tra l'altro... grazie mille Garp. A presto!

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  4. Mah pur trovando gradevole la lettura, devo ammettere di non trovare questo fumetto capolavoro: il difetto principale è la scenggiatura, troppo approssimativa, nel senso che lo sceneggiatore va avanti a tentoni nella storia creando dei bei pastrocchi.
    UN esempio sono la vecchia cieca che sembra dover fare chissà cosa nella storia per poi sparisce sostituita da un ambulante che si rivela nientemeno che il diavolo.
    Non parliamo di soldati di ventura che da stupratori diventano gentiluomini dal gran codice d'onore e altre forzature di vario genere.
    Quello che però mi stupisce di molto fumetto francese a sfondo storico, è il continuo l'attacco alla religione cristiana , vista come strumento per assoggettare il popolo bue da parte di una casta dedita al vizio , alla corruzione e alla censura del pensiero altrui.
    Una cosa che nei fumetti prodotti nella cattolicissima Italia si vede in maniera ben più rada.

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    1. Ciao Sam,

      ovviamente la mai resta un'opinione del tutto personale e rileggendo nel tempo credo che questo fumetto non abbia perso nulla del suo fascino. Come ho detto nel post è un perfetto mix di storia, avventura, fantasy e mistero (generi amatissimi in Francia) descritti con un bel ritmo e, artisticamente, rappresentati con eleganza e accuratezza.
      La Francia è patria di non pochi fumetti di questo generi ma pochi, a mio parere, hanno raggiunto il livello dell'opera di Cothias e Juillard...
      Ma, ripeto, resta una mia opinione ma già il fatto che tu abbia trovato questa lettura gradevole vuol dire che questo fumetto ha delle belle qualità:)

      Grazie per aver scritto e a presto.
      Ned

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