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venerdì 3 agosto 2012

Jac e Ned 11° capitolo: A volte può capitare che qualche spina punga


Inizio subito col dire che non parlo con piacere dello Jacovitti Club, nonostante credo di aver avuto un ruolo di rilievo nella sua creazione. Cercherò di spiegare come sono andati i fatti, così come li ricordo.
Il grande Jac: burlone come sempre!
Facciamo un piccolo passo indietro e ritorniamo al 1992, tra gli stand di Lucca; fermiamoci allo stand “L'ora di Jacovitti” gestito da mio padre. Fu lui a presentarmi un signore molto simpatico, barba e parlata romana e una grande passione per Jacovitti. Fu lì che feci la conoscenza di Edgardo Colabelli, colui che di lì a un paio d'anni fonderà lo Jacovitti Club.
Da collezionista di Jacovitti qual era acquistò l'orologio e mi parlò di questa sua bizzarra idea di dedicare un fans club a Jacovitti. Dico bizzarra perché si era soliti dedicare i fans club a personaggi come Michael Jackson, U2, Tom Cruise, Julia Robert, ecc... ma proprio a Jac non me l'aspettavo. Però, devo essere sincero, la cosa mi faceva piacere perché era un'occasione in più per valorizzare l'opera di Franco. In precedenza Edgardo aveva già avuto modo di incontrare Jacovitti da semplice fan e credo gli avesse esposto la sua idea a grandi linee, ma credo anche non fosse riuscito ad ottenere niente di più né a portare avanti la sua idea, anche perché, come vi ho già detto precedentemente, Jac non era solito intrattenersi con i suoi fans.

Il n. 5 dello Jacovitti Magazine, fu il primo a pubblicare
i disegni di Tom Ficcanaso e Cocco Bill (utilizzandoli
come copertine) realizzati da
Franco e il sottoscritto all'inizio della nostra 
collaborazione.
Incontrai Edgardo a Roma in una cena con sua moglie e parlammo a lungo di Jacovitti e della sua idea di realizzare questo club. In breve il progetto era questo: creare un'associazione senza fini di lucro, lo Jacovitti Club appunto, finalizzata a promuovere l'arte del maestro con, in aggiunta, la realizzazione di una rivista, intitolata Jacovitti Magazine (seguendo la moda del periodo: Ken Parker Magazine, MangaZine, Lupo Alberto Magazine), che avrebbe contenuto ristampe e articoli di Jacovitti. Beh, l'idea era buona, l'unica difficoltà sarebbe stata quella di parlarne a Jacovitti, affinché si riuscisse a dedicare un minimo del suo tempo alla realizzazione di questo progetto.
E qui entrai in gioco io a tempo pieno. Del resto chi altri vedeva Franco praticamente ogni giorno? Chi avrebbe saputo come e quando trovare Jac di buon umore per parlargli almeno 5 minuti del progetto?
Ed è così che feci e fu così che al rientro dell'estate del 1993, convinsi Franco ad accettare un incontro con Edgardo a cui avrei partecipato anch'io. Devo dire che da quando mi conobbe, Edgardo mi trattò come un figlio: si cenava insieme, a casa sua o fuori, mi portava i fumetti dei supereroi che leggeva e mi comprava quelli nuovi. Mi comprava i libri in uscita di Jacovitti (ignaro che in realtà Franco mi dava sempre una copia di tutte le sue pubblicazioni), mi comprava i rapidograph per inchiostrare i disegni del maestro; insomma se mi serviva qualcosa lui era sempre pronto, proprio come un padre verso un figlio (voglio ricordarvi che nel 1993 avevo 18 anni).
Durante quell'incontro, Edgardo espose a Franco il progetto del club e quando Franco approvò il tutto ci mettemmo a lavoro.
In alto: La tessera dello Jacovitti Club graficamente realizzata dal sottoscritto.
In basso: alcuni loghi che realizzai a quattro mani con Jac per lo Jacovitti Magazine


Fui incaricato di realizzare il logo dello Jacovitti Club e il disegno per la tessera riservata ai soci. Realizzai anche un disegno pubblicitario per la campagna tesseramenti e in seguito anche i loghi per le rubriche dedicate alla posta e alle cutiosità.
Insomma, mi diedi da fare nonostante incombesse il terribile incubo del servizio militare che sarei stato obbligato a fare.
Il numero 1 della rivista Jacovitti Magazine uscì nel marzo del 1994 (proprio il mese in cui iniziò il mio periodo di leva) e riportava Edgardo Colabelli come direttore; mio padre, Bogdan Bajalica, figurava come direttore artistico. La rivista, a dire il vero, non era granché, almeno a livello grafico: brutta copertina (realizzata con un montaggio di illustrazioni di Jack Mandolino) e storie brevi di Jac messe un po' alla rinfusa. Insomma, niente di ché ma del resto era solo il primo numero.
Nell'ultima pagina comparve anche un piccolo trafiletto con un'anteprima di Cocco story, la storia che stavo realizzando con Jac sull'infanzia di Cocco Bill.
Nel giugno del 1994 uscì il numero 2 della rivista con un disegno realizzato da me e Jac per i mondiali di calcio Usa '94; dopo tre mesi uscì il numero 3: su questo numero, in un'intervista a cura di Edgardo Colabelli, Franco dichiarava in modo esplicito che sperava sarei stato io il suo erede artistico. Questo il passo dell'intervista cui mi riferisco:
E. Colabelli: Tra i tanti disegnatori italiani chi consideri il tuo erede e chi, nonostante abbia uno stile diverso dal tuo, merita attenzione?
Illustrazione omaggio per Edgardo Colabelli
Jacovitti: Cavazzano, l'autore della storia sul Giornalino che addirittura mi vede interprete di un personaggio, è un bravo disegnatore, come sono bravi tanti altri che lavorano su Topolino e come è grande Forattini nella satira politica, ma ho trovato adesso un giovane che si chiama Nedeliko Bajalica e speriamo che lui sia il mio erede”(vedi Jacovitti Magazine, n. 3, settembre 94, p. 26).
Edgardo mi disse che avrebbe voluto pubblicare una mia intervista sul magazine per raccontare al pubblico i dettagli della mia esperienza, iniziata da ormai due anni, come collaboratore con il maestro Jac. Intervista mai uscita, in nessun numero dello Jacovitti Magazine.
Altra illustrazione realizzata a 4 mani da me e Franco
per i 40 anni di Cocco Bill
In compenso, sul numero 4 della stessa rivista, oserei dire inspiegabilmente, uscì invece, a cura di Gianni Brunoro, un'intervista a Luca Salvagno, un fumettista che pubblicava le sue storie sul Messaggero dei ragazzi e che, pur rifacendosi di fatto nei suoi fumetti all'inchiostrazione jacovittiana (cioè a tratti multipli) non aveva mai, fino a quel momento, lavorato con o per il maestro. Un'intervista in cui, almeno da quanto sembra emergere da alcune domande del giornalista, si ha l'impressione di assistere quasi ad uno pseudo reclutamento di Salvagno come collaboratore di Jacovitti. Ecco, nel dettaglio, una delle domande: “Ti piacerebbe collaborare con lui, cioè fargli, come si dice, da ghost?” e roba simile.
Rimasi stupito e credetemi amareggiato. In quel frangente ero in caserma e continuavo a inchiostrare i disegni di Franco: la mia libera uscita mi permetteva solo di andare da lui, prendere i disegni, rientrare in caserma, andare nell'aula disegno (dove lavoravo) oltre l'orario consentito e inchiostrare, rischiando d'essere ripreso e punito da qualche superiore. E tutto questo per vedermi messo da parte (non da Jacovitti, sia chiaro) senza nessun motivo. Così come senza nessun motivo Edgardo Colabelli, improvvisamente, cambiò atteggiamento nei miei confronti.
Ci fu un fatto che più di tutti me lo fece capire.
Una mattina mi trovavo come sempre in caserma, intento a inchiostrare un disegno di Jac che avrei dovuto consegnargli in serata senza possibilità di proroga. All'improvviso il mio rapidograph smise di funzionare. Provai e riprovai a farlo funzionare ma fu tutto inutile.

Cena al ristoramte romano "Villa dei cesari": da sinistra: il mai dimenticato Giovanni Boschetti, Edgardo
Colabelli e il maestro

Brivido dietro la schiena. Sudori freddi. Che fare? Il disegno doveva essere finito e io di certo non potevo uscire dalla caserma a mio piacimento. Chiamai Edgardo che come vi dicevo si prodigava sempre nell'aiutarmi; gli spiegai la situazione critica in cui mi trovavo e gli chiesi la cortesia di acquistare per me un rapidograph e di portarmelo in caserma. Avallò la scusa che non poteva lasciare il posto di lavoro, laddove qualche mese prima, ve lo posso assicurare, si sarebbe precipitato. Del resto era un favore per Jac.
Per fortuna il mio ufficiale in comando Maggiore Francesco Gargaglia, appassionato d'arte, mi prestò i suoi rapidograph e così finii in tempo e portai il disegno bello e finito a Franco.
Ma l'amaro in bocca per il comportamento di Edgardo mi rimase. E da quel giorno anche il mio atteggiamento cambiò. Mi allontanai dallo Jacovitti Club e cercai di continuare la mia strada unicamente al fianco di Jacovitti.
Non sono tutte rose e fiori nel mondo dei fumetti. A volte può capitare che qualche spina punga.

Ci tengo a precisare che questo post non vuole puntare il dito contro nessuno, ma solo raccontare i fatti così come andarono circa vent'anni fa. 



12 commenti:

  1. HO IMPIEGATO UN PAIO D’ORE ED HO LETTO TUTTI I VENTI CAPITOLI DELLA SAGA JAC E NED, NON CONDIVIDO TOTALMENTE LA RICOSTRUZIONE DELLA STORIA MA SOPRATTUTTO IL CAPITOLO UNDICI E’ QUELLO CHE MAGGIORMENTE NON MI E’ PIACIUTO.
    NON CONTESTO IL FATTO CHE L’IDEA DI DEDICARE UN CLUB A JACOVITTI POSSA ESSERE DA QUALCUNO GIUDICATA BIZZARRA, MA POI ATTRIBUIRSI I MERITI DELLA REALIZZAZIONE DI QUESTA INIZIATIVA E’ ASSOLUTAMENTE INACCETTABILE!
    INCONTRAI JACOVITTI NEL 1992, E QUINDI PRIMA DI CONOSCERE NEDELIKO A LUCCA, E PROSPETTAI L’IDEA AL MAESTRO IL QUALE LA ACCOLSE CON GRANDE ENTUSIASMO; POI FU LUI A SUGGERIRMI L’UTILIZZO DI NED PER REALIZZARE LA TESSERA DEL CLUB E LE TESTATINE PER LE RUBRICHE DEL MAGAZINE MENTRE IO AVREI PREFERITO FOSSE LUI IN PRIMA PERSONA A FARLE MA, LA SOLITA MANCANZA DI TEMPO, GLIELO IMPEDIVA.
    DELL’EPISODIO DEL RAPIDOGRAPH, CHE ASSOLUTAMENTE AVEVO DIMENTICATO, MI SEMBRA ANCHE INUTILE PARLARNE: INFATTI SE NON HO POTUTO AIUTARE UNA PERSONA UNA VOLTA E LA STESSA POI DICE CHE L’HO FATTO IN MOLTE ALTRE OCCASIONI (E QUESTO ME LO RICORDO BENE, SIA IO CHE MIA MOGLIE) SOLO QUESTO DOVREBBE FARE CAPIRE CHE LA RICONOSCENZA UMANA E’ DAVVERO CONTRADDITTORIA.
    IL PREMIO LISCA DI PESCE NON E’ STATO MAI ASSEGNATO A NEDELIKO MA NON PER MIA VOLONTA’ MA PER QUELLA DELLA GIURIA PRESIEDUTA DA JACOVITTI IN PERSONA E FORMATA, OLTRE CHE DA ME, DA GIOVANNI BOSCHETTI, VEZIO MELEGARI, RAPPRESENTANTI DELLA SERGIO BONELLI, ASTORINA, WALT DISNEY E GIORNALISTI DEL SETTORE (UNA TRENTINA I GIURATI) E LA VOTAZIONE AVVENIVA SU UNA ROSA DI PARTECIPANTI E DANDO AD OGNUNO UN VOTO DA UNO A DIECI; NEDELIKO E’ STATO INSERITO MA PURTROPPO, ESSENDO POCO CONOSCIUTO, NON HA AVUTO CHE I VOTI POSITIVI MIO, DI JAC E DEGLI AMICI DEL CLUB (GIOVANNI BOSCHETTI ED HELMUT MEGDEFRAU) COME RISULTA DAI VERBALI CHE HO PROVVEDUTO AD INOLTRARE A TUTTI I PARTECIPANTI ALLA GIURIA.
    LA MIA “PROMESSA” ERA UN AMICHEVOLE AUSPICIO MA E’ EVIDENTEMENTE STATO MALE INTEPRETATO, INSOMMA I PREMI SI VINCONO NON SI REGALANO! continua..............


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  2. LA MIA “PROMESSA” ERA UN AMICHEVOLE AUSPICIO MA E’ EVIDENTEMENTE STATO MALE INTEPRETATO, INSOMMA I PREMI SI VINCONO NON SI REGALANO!
    VENIAMO POI A LUCA SALVAGNO, PREMESSO CHE FOSSE NON SOLO SOCIO SOSTENITORE DEL CLUB MA, AL MOMENTO DELLA SUA ASSOCIAZIONE, UN OTTIMO AUTORE DI FUMETTO TANTO CHE QUASI DA SOLO REALIZZAVA IL MESSAGGERO DEI RAGAZZI; NEL MOMENTO IN CUI E’ VENUTO MENO L’AUSILIO COME COLORISTA DI ALFONSO CASTELLARI PER QUESTIONI DI SALUTE, JACOVITTI MI DISSE CHE AVEVA QUESTO PROBLEMA E NON SAPEVA COME FARE PERCHE’ NED NON AVEVA TEMPO ANZI ERA OBERATO DALL’INCHIOSTRAZIONE E QUINDI IO PENSAI DI FARGLI CONOSCERE LUCA E DEVO DIRE CHE JAC SE NE INNAMORO’ SIA PER LE QUALITA’ ARTISTICHE CHE UMANE.
    PURTROPPO IL RAPPORTO CON NEDELIKO STAVA INVECE SUBENDO UNA CRISI SIA PER IL FATTORE ECONOMICO (INFATTI IL SOLO LAVORO DI JACOVITTI NON GLI CONSENTIVA DI MANTENERSI FUORI CASA) MA SOPPRATTUTTO PROFESSIONALE VISTE LE INSISTENZE NEL VOLER APPARIRE A FIANCO DI JAC COME COAUTORE, E QUESTO VENIVA OSTEGGIATO PRINCIPALMENTE DAGLI EDITORI CHE GRADIVANO UN FUMETTO AL 100% MADE IN JAC.
    AD UN CERTO PUNTO JACOVITTI, ESASPERATO DA TUTTO CIO’, DECISE DI CONTINUARE DA SOLO, PROPRIO PER EVITARE FREQUENTI DISCUSSIONI CHE MI RIPORTAVA PUNTUALMENTE (IO LO SENTIVO TUTTI I GIORNI E PIU’ VOLTE AL GIORNO, TANTO CHE SILVIA JACOVITTI, CHE OGGI MI CHIAMA AFFETTUOSAMENTE “FRATELLONE” ERA ARRIVATA AD ESSERE GELOSA DI ME E DEL RAPPORTO CHE CI LEGAVA) E CHE LO STAVANO LOGORANDO INSIEME ALLE TANTE ALTRE RICHIESTE CHE NON VOGLIO QUI RIPORTARE MA CHE CONOSCO PERFETTAMENTE.
    POI LUI AVEVA UN GRANDE CUORE E FECE DI TUTTO, FINO AD ARRIVARE A MENTIRE, PUR DI NON FERIRE UN GIOVANE AL QUALE ERA LEGATO DA GRANDE AFFETTO.
    continua.....

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  3. LE COPERTINE, PER QUESTIONI DI TEMPO, SONO STATE INCHIOSTRATE DA LUCA (ALCUNE ANCHE REALIZZATE SOLO DA LUI), MA I FUMETTI AVEVA RICOMINCIATO A FARLI LUI DIMOSTRANDO CHE IL “BIZZARRO” CLUB, COME RICONOSCIUTO SOPRATTUTTO DA SILVIA, GLI AVEVA DATO NUOVA LINFA VITALE ED ARTISTICA.
    SE SERGIO BONELLI, SOCIO SOSTENITORE DEL CLUB, HA REALIZZATO L’ALBO SU COCCO BILL UN PICCOLO MERITO E’ DA RICONOSCERE AL SOTTOSCRITTO CHE LO HA PROPOSTO E PROMOSSO E ANCHE IO HO AVUTO UNA PICCOLA DELUSIONE.
    NELL’ALBO SI DOVEVA MENZIONARE IL CLUB CON INDIRIZZO, PER FARLO CONOSCERE A MOLTI FANS CHE NEANCHE SAPEVANO ESISTESSE MA ANCHE IO, QUANDO L’HO SFOGLIATO IN EDICOLA, SONO RIMASTO DELUSISSIMO DAL FATTO CHE NIENTE VI ERA RIPORTATO; POI SERGIO BONELLI PARLO’ DEL CLUB SULLA POSTA DI ZAGOR MA NATURALMENTE FU UNA COSA MOLTO DIVERSA E GLI EFFETTI SPERATI NON CI FURONO (L’ALBO VENDETTE OLTRE 50.000 COPIE AD APPASSIONATI DI JACOVITTI CHE POTENZIALMENTE POTEVANO ESSERE INTERESSATI ALL’ASSOCIAZIONE).
    MI SPIACE CHE QUESTO CHIARIMENTO DEBBA AVVENIRE SU UN BLOG ED AVREI PREFERITO FARLO DI PERSONA; SE NEDELIKO ME LO AVESSE CHIESTO SICURAMENTE CI SAREBBE STATO, MI AUGURO CHE CON LA MATURITA’ DEGLI ANNI E CON QUESTE MIE PAROLE POSSA COMPRENDERE SIA IL MIO OPERATO CHE QUELLO DELL’ASSOCIAZIONE CHE TANTO BENE HA FATTO AGLI ULTIMI ANNI DI VITA DEL PIU’ GRANDE AUTORE DI FUMETTI DI TUTTI I TEMPI (SE VOLESSI POTREI ANCHE IO FARE TANTI CAPITOLI DELLA STORIA “JAC E ED”).
    UN CARO SALUTO A TE E ALLA TUA COMPAGNA E TANTI AUGURI DI UNA VITA FELICE E SERENA.

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  4. Caro “Anonimo”,

    mi fa piacere che tu abbia letto la mia esperienza con Jacovitti, ne sono davvero contento. Anche se dalle tue parole deduco che ti sei sentito “chiamato in causa”; come ho scritto alla fine del capitolo 11, che non hai trovato di tuo gradimento, “Ci tengo a precisare che questo post non vuole puntare il dito contro nessuno, ma solo raccontare i fatti così come andarono circa vent'anni fa.” Ribadisco, non ho puntato il dito ne accusato nessuno, ma ho solo raccontato i fatti così come li ho vissuti.
    Ma proverò a rispondere alle tue affermazioni:

    HO IMPIEGATO UN PAIO D’ORE ED HO LETTO TUTTI I VENTI CAPITOLI DELLA SAGA JAC E NED, NON CONDIVIDO TOTALMENTE LA RICOSTRUZIONE DELLA STORIA MA SOPRATTUTTO IL CAPITOLO UNDICI E’ QUELLO CHE MAGGIORMENTE NON MI E’ PIACIUTO.
NON CONTESTO IL FATTO CHE L’IDEA DI DEDICARE UN CLUB A JACOVITTI POSSA ESSERE DA QUALCUNO GIUDICATA BIZZARRA, MA POI ATTRIBUIRSI I MERITI DELLA REALIZZAZIONE DI QUESTA INIZIATIVA E’ ASSOLUTAMENTE INACCETTABILE!

    Il termine bizzarro, che io effettivamente ho usato, mica è dispregiativo. Riporto quello che ho scritto nel capitolo 11: “...mi parlò di questa sua bizzarra idea di dedicare un fans club a Jacovitti. Dico bizzarra perché si era soliti dedicare i fans club a personaggi come Michael Jackson, U2, Tom Cruise, Julia Robert, ecc... ma proprio a Jac non me l'aspettavo. Però, devo essere sincero, la cosa mi faceva piacere perché era un'occasione in più per valorizzare l'opera di Franco.” Certo che ho usato la parola 'bizzarro', ma ho anche detto chiaramente che la cosa mi faceva piacere.
    E chi si è attribuito i meriti di realizzazione? Sempre nel capitolo 11 scrivo quanto segue: “...credo di aver avuto un ruolo di rilievo nella sua creazione”. Tutto il mondo sa che lo Jacovitti Club è opera tua. Nessuno lo ha mai negato e presumo non lo farà mai. Ma se dico che ho avuto un ruolo determinante, lo dico perché è vero: ho realizzato il logo del magazine, ho disegnato le tessere, quando mi hai chiesto un disegno pubblicitario per il reclutamento soci non l'ho forse realizzato? E mio padre (con cui tutt'oggi non ho nessun rapporto) non si offrì di essere il direttore artistico? Ci siamo anche prodigati per trovare un direttore responsabile e lo avevamo anche trovato ma poi tu hai optato per un'altra persona. Presumo che questo sia un contributo rilevante, non credi?

    INCONTRAI JACOVITTI NEL 1992, E QUINDI PRIMA DI CONOSCERE NEDELIKO A LUCCA, E PROSPETTAI L’IDEA AL MAESTRO IL QUALE LA ACCOLSE CON GRANDE ENTUSIASMO; POI FU LUI A SUGGERIRMI L’UTILIZZO DI NED PER REALIZZARE LA TESSERA DEL CLUB E LE TESTATINE PER LE RUBRICHE DEL MAGAZINE MENTRE IO AVREI PREFERITO FOSSE LUI IN PRIMA PERSONA A FARLE MA, LA SOLITA MANCANZA DI TEMPO, GLIELO IMPEDIVA.


    Riporto sempre quello che ho scritto nel capitolo 11: “In precedenza Edgardo aveva già avuto modo di incontrare Jacovitti da semplice fan e credo gli avesse esposto la sua idea a grandi linee, ma credo anche non fosse riuscito ad ottenere niente di più né a portare avanti la sua idea, anche perché, come vi ho già detto precedentemente, Jac non era solito intrattenersi con i suoi fans.”
    Come vedi nessuno nega che tu abbia incontrato Jac prima di me. Non ho detto che Franco non fosse entusiasta dell'idea; quando ci conoscemmo a Lucca '92 mi parlasti della tua idea del club e mi chiedesti, visto il mio rapporto di collaborazione con Jac (al tempo non credo che tu lo sentissi ogni giorno, come asserisci alla fine della tua risposta) di ricordarglielo e parlargli per un incontro. Cosa che ho sempre fatto con immenso piacere. Non capisco dov'è il problema. Dopo di che ci siamo sentiti e insieme abbiamo lavorato al club; venivi spesso da me nella pensione Villa Bassi e mi parlavi delle tue idee che io ritenevo tutte valide e infatti ti ho aiutato a portarle avanti e ho realizzato quello che mi hai chiesto. Questo non vuol dire “ATTRIBUIRSI I MERITI DELLA REALIZZAZIONE DI QUESTA INIZIATIVA”.


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  5. DELL’EPISODIO DEL RAPIDOGRAPH, CHE ASSOLUTAMENTE AVEVO DIMENTICATO, MI SEMBRA ANCHE INUTILE PARLARNE: INFATTI SE NON HO POTUTO AIUTARE UNA PERSONA UNA VOLTA E LA STESSA POI DICE CHE L’HO FATTO IN MOLTE ALTRE OCCASIONI (E QUESTO ME LO RICORDO BENE, SIA IO CHE MIA MOGLIE) SOLO QUESTO DOVREBBE FARE CAPIRE CHE LA RICONOSCENZA UMANA E’ DAVVERO CONTRADDITTORIA.


    Riporto sempre le mie parole dal capitolo 11: “Devo dire che da quando mi conobbe, Edgardo mi trattò come un figlio: si cenava insieme, a casa sua o fuori, mi portava i fumetti dei supereroi che leggeva e mi comprava quelli nuovi. Mi comprava i libri in uscita di Jacovitti (ignaro che in realtà Franco mi dava sempre una copia di tutte le sue pubblicazioni), mi comprava i rapidograph per inchiostrare i disegni del maestro; insomma se mi serviva qualcosa lui era sempre pronto, proprio come un padre verso un figlio (voglio ricordarvi che nel 1993 avevo 18 anni).” Probabilmente sarò contraddittorio ma queste parole sono di assoluta riconoscenza; ma è innegabile che così come mi sei stato molto vicino nei primi tempi (ma ti ricordi tutte le volte che venivi a trovarmi nella pensione dove alloggiavo?) con l'uscita del magazine ti sei allontanato sempre di più, il tuo atteggiamento era cambiato e l'episodio del rapidograph è solo un esempio. E si che avevo 19 anni ma le cose riuscivo a vederle e vedevo il tuo progressivo allontanamento. Tuttavia abbiamo continuato a sentirci ma molto meno rispetto agli inizi e, guarda caso, nel dicembre di quello stesso anno esce l'intervista a Luca Salvagno (e sia chiaro una volta per tutte: io non ce l'ho con Luca) dopo che non so quante volte mi avevi detto che dovevi intervistarmi. Te ne sei dimenticato? Io sicuramente no.
    IL PREMIO LISCA DI PESCE NON E’ STATO MAI ASSEGNATO A NEDELIKO MA NON PER MIA VOLONTA’ MA PER QUELLA DELLA GIURIA PRESIEDUTA DA JACOVITTI IN PERSONA E FORMATA, OLTRE CHE DA ME, DA GIOVANNI BOSCHETTI, VEZIO MELEGARI, RAPPRESENTANTI DELLA SERGIO BONELLI, ASTORINA, WALT DISNEY E GIORNALISTI DEL SETTORE (UNA TRENTINA I GIURATI) E LA VOTAZIONE AVVENIVA SU UNA ROSA DI PARTECIPANTI E DANDO AD OGNUNO UN VOTO DA UNO A DIECI; NEDELIKO E’ STATO INSERITO MA PURTROPPO, ESSENDO POCO CONOSCIUTO, NON HA AVUTO CHE I VOTI POSITIVI MIO, DI JAC E DEGLI AMICI DEL CLUB (GIOVANNI BOSCHETTI ED HELMUT MEGDEFRAU) COME RISULTA DAI VERBALI CHE HO PROVVEDUTO AD INOLTRARE A TUTTI I PARTECIPANTI ALLA GIURIA.
LA MIA “PROMESSA” ERA UN AMICHEVOLE AUSPICIO MA E’ EVIDENTEMENTE STATO MALE INTEPRETATO, INSOMMA I PREMI SI VINCONO NON SI REGALANO!

    Assolutamente d'accordo! I premi si vincono non si regalano!
    Forse me lo aspettavo quel premio (soprattutto con la pubblicazione di RAP) ma solo per questo. Come ho scritto nel penultimo capitolo: “...non era questo il problema, quanto l'essere preso in giro da persone a cui volevo davvero bene ...” e ti sembrerà strano caro Edgardo ma io ti volevo davvero molto bene. Ma quando uscì RAP il fumetto fatto da me e da Jac ne hai mai parlato per bene sullo Jacovitti magazine? Ti sei solo limitato ad accennarlo sul n. 13 del magazine; mai un articolo dedicato, mai un'immagine... non meritava qualcosa in più un fumetto INEDITO di Jacovitti anche se realizzato insieme al sottoscritto? Ne parlarono riviste come Musica di Repubblica, Guerrin Sportivo, ecc... ma non lo Jacovitti Magazine. Ed essendo il premio Lisca di Pesce “un premio assegnato all'autore che più ricorda Jac” mi sarebbe piaciuto riceverlo ma soprattutto, caro Edgardo, mi sarebbe piaciuto riceverlo da te, per quanto possa sembrarti strano. Comunque il premio non era importante per me e forse ho fatto anche male a parlarne...i giudizi di una giuria vanno rispettati. E se hai votato per me (premio relativo a Expocartoon 2006) non posso che ringraziarti anche se in ritardo.

    Continua...

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  6. VENIAMO POI A LUCA SALVAGNO, PREMESSO CHE FOSSE NON SOLO SOCIO SOSTENITORE DEL CLUB MA, AL MOMENTO DELLA SUA ASSOCIAZIONE, UN OTTIMO AUTORE DI FUMETTO TANTO CHE QUASI DA SOLO REALIZZAVA IL MESSAGGERO DEI RAGAZZI; NEL MOMENTO IN CUI E’ VENUTO MENO L’AUSILIO COME COLORISTA DI ALFONSO CASTELLARI PER QUESTIONI DI SALUTE, JACOVITTI MI DISSE CHE AVEVA QUESTO PROBLEMA E NON SAPEVA COME FARE PERCHE’ NED NON AVEVA TEMPO ANZI ERA OBERATO DALL’INCHIOSTRAZIONE E QUINDI IO PENSAI DI FARGLI CONOSCERE LUCA E DEVO DIRE CHE JAC SE NE INNAMORO’ SIA PER LE QUALITA’ ARTISTICHE CHE UMANE.


    In realtà Franco mi mise al corrente del problema di Castellari e mi chiese se conoscevo qualcuno disposto a colorare le sue tavole. Presentai a Franco una bravissima colorista (oggi lavora per la Disney), Sonia Matrone, che fece una prova. Ma una volta steso il colore Sonia si accorse che questo trapassava la carta (i colori Franco li faceva mettere sul retro). Allora Franco chiamò mio padre e chiese anche a lui di fare una prova (mio padre è un colorista di professione); ma anche lui ebbe lo stesso problema con la carta; evidentemente era una partita di carta fallata. Ma Franco alla fine optò per un'altra soluzione che è sicuramente quella da te descritta. Ma la genesi è questa.
    Parliamo di Luca Salvagno. Riporto sempre quanto scritto nell'ultimo capitolo: “...Come potete vedere, nonostante le varie affermazioni scritte e orali di Jacovitti, l'eredità non fu certo raccolta da me. Dopo cinque anni di fedele collaborazione, fu preferito un altro artista. Niente da dire sulle sue doti artistiche, ci mancherebbe.” Non ho mai messo in dubbio le qualità artistiche di Luca Salvagno ne la sua bontà. È un eccellente disegnatore e professionista. Ho anche scritto: “...Dopo la sua morte l'eredità artistica passò nelle mani di Luca Salvagno. Luca aveva un'esperienza artistica maggiore della mia (essendo più grande di tredici anni) ma non nello stile di Jacovitti, visto che la sua collaborazione con Jac coprì solo l'ultimo anno e mezzo della vita di Franco, a fronte della mia collaborazione che vantava un periodo di quasi cinque anni.”
    Questo non vuol dire niente se non la realtà: conoscevo lo stile di Jacovitti meglio di Luca; tu stesso in più di un'occasione hai elogiato le mie opere; il disegno per la mostra rider di paura: ricordo ancora quando osservandolo dicesti “secondo me quelli del soldatino una cosa simile non la sanno fare!”; il disegno per “gli amici della merla” (mi chiamasti appositamente per dirmelo), la prima cover natalizia di COMIX che mi chiamasti sempre per farmi i complimenti.
    Ma forse per te non meritavo tale onore. Del resto ero un ragazzino, avevo 18 anni e ragionavo con tutti i difetti di un diciottenne. Ma sapevo imitare molto bene lo stile di Jac.

    Continua...

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  7. PURTROPPO IL RAPPORTO CON NEDELIKO STAVA INVECE SUBENDO UNA CRISI SIA PER IL FATTORE ECONOMICO (INFATTI IL SOLO LAVORO DI JACOVITTI NON GLI CONSENTIVA DI MANTENERSI FUORI CASA) MA SOPPRATTUTTO PROFESSIONALE VISTE LE INSISTENZE NEL VOLER APPARIRE A FIANCO DI JAC COME COAUTORE, E QUESTO VENIVA OSTEGGIATO PRINCIPALMENTE DAGLI EDITORI CHE GRADIVANO UN FUMETTO AL 100% MADE IN JAC.
AD UN CERTO PUNTO JACOVITTI, ESASPERATO DA TUTTO CIO’, DECISE DI CONTINUARE DA SOLO, PROPRIO PER EVITARE FREQUENTI DISCUSSIONI CHE MI RIPORTAVA PUNTUALMENTE (IO LO SENTIVO TUTTI I GIORNI E PIU’ VOLTE AL GIORNO, TANTO CHE SILVIA JACOVITTI, CHE OGGI MI CHIAMA AFFETTUOSAMENTE “FRATELLONE” ERA ARRIVATA AD ESSERE GELOSA DI ME E DEL RAPPORTO CHE CI LEGAVA) E CHE LO STAVANO LOGORANDO INSIEME ALLE TANTE ALTRE RICHIESTE CHE NON VOGLIO QUI RIPORTARE MA CHE CONOSCO PERFETTAMENTE.
POI LUI AVEVA UN GRANDE CUORE E FECE DI TUTTO, FINO AD ARRIVARE A MENTIRE, PUR DI NON FERIRE UN GIOVANE AL QUALE ERA LEGATO DA GRANDE AFFETTO.

    Beh caro “Anonimo” lascia che ti racconti come stanno le cose (naturalmente non pretendo di avere il monopolio della verità).
    Finito il militare (marzo 1995) sarei ritornato a Lecce perché Roma era diventata eccessivamente cara per le mie tasche. Jacovitti quasi mi supplicò di rimanere e mi disse che avrebbe provveduto lui alle spese di affitto. E così ho fatto. Rimasi a Roma fino a maggio o giugno del 1995. Dopo le vacanze estive (settembre del 1995) ho proposto a Jacovitti quello che segue: evitare spese assurde di affitto per una pensione a Roma (800.000 Lire al mese), e il mio ritorno a Lecce; la nostra collaborazione sarebbe continuata tramite corriere con cui lui era abbonato. Il risparmio era notevolissimo. E così abbiamo fatto fin quando non mi chiamò per dirmi che voleva continuare da solo.
    La mia unica richiesta a Jacovitti, in merito al nome insieme a lui è stata solo per l'albo della Sergio Bonelli Editore; tra parentesi fu lui a dirmi che avrebbe chiesto di far apparire il mio nome tra i suoi collaboratori. Quindi io gioivo di questa cosa; se permetti avere il nome insieme a Jac dopo quattro anni di duro lavoro in un fumetto di Cocco Bill era un sogno per me. Quando non l'ho visto ci sono rimasto male. È lecito non credi? Per il resto sapevo benissimo che l'editore voleva lo Jacovitti al 100%; se prendi l'intervista realizzata a Jac da Oscar Cosulich (se non erro) su un numero di Repubblica vedrai che Jac si prendeva il merito di aver realizzato RAP dicendo che ascoltava musica RAP e altre cose inverosimili... Mi hai per caso visto o sentito insorgere? Sono le regole del gioco che conoscevo e conosco bene.
    A proposito delle “INSISTENZE NEL VOLER APPARIRE A FIANCO DI JAC COME COAUTORE”, ti posso solo dire questo: quando creai RAP ero disposto a farlo uscire con il solo nome di Jacovitti. Fu il maestro che si oppose fermamente a questa cosa. In merito a Cocco Story, fu lui a volere il mio nome addirittura prima del suo ma riuscii a spuntarla. Dove sono queste insistenze? Proprio non me le ricordo. Forse perché ho firmato qualche disegno Jac e Ned? Ho sempre avuto la sua autorizzazione e soprattutto quella degli editori interessati. Anche qui non vedo dov'è il problema; abbiamo fatto tantissimi lavori insieme e non mi sono mai sognato di chiedergli una simile cosa per lavori tipo COMIX o Fiorucci o altri importanti dove, nonostante la mia giovane età, ho mantenuto una seria professionalità.

    Continua...

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  8. Ma ti prego, elencami le richieste che ultimamente lo logoravano? Sono davvero curioso di conoscerle soprattutto perché non credo di aver avallato a Franco richieste che possano averlo logorato. Soprattutto perché da quando mi disse che voleva fare tutto da solo, fu poi lui che ogni settimana mi chiamava per chiedermi come stavo. Evidentemente si preoccupava... Arrivò addirittura a inviarmi i suoi ultimi disegni per farmeli vedere. Il rapporto che ho avuto con Jac è stato un rapporto professionale e umano davvero unico; forse non l'ho sentito tutti i giorni negli ultimi anni ma di sicuro lo sentivo (e vedevo) praticamente tutti i giorni ben prima che tu creassi il magazine. Ho visto Jacovitti stare male, chiamarmi arrabbiato per sfogarsi, essere affettuoso con la moglie, confidarsi in tante piccole cose, addirittura piangere abbracciandomi (in occasione della morte del nostro caro amico Santo D'Amico); ed era consapevole di quello che avevo fatto per lui: disegnare notte e giorno senza sosta e non ho mai avuto, e sono pronto a ripeterlo d'avanti a tutti, una discussione con Jacovitti; figuriamoci frequenti discussioni. Ma quando? Dove? Come? Qualche volta abbiamo avuto scambi di opinioni ma che non sono mai sfociati in discussioni. Cos'è? un motivo per logorarsi? Non credo proprio.
    Addirittura è arrivato a mentire pur di non ferirmi? Io invece no, non ho mai mentito. E ne vado fiero.
    Ma caro “Anonimo”, visto che hai letto tutti e venti i capitoli avrai anche visto che ho parlato con onestà ammettendo i miei errori e la mia ingenuità di ragazzino giovane e inesperto. Come ho scritto alla fine :”...è valsa la pena intraprendere, è valsa la pena conoscere, è valsa la pena sbagliare e ricominciare...”. Affinché se qualche altro giovane dovesse avere la mia stessa opportunità non debba commettere gli stessi errori.
    Ma dimmi una cosa: Hai visto quante volte Jac mi ha menzionato come suo erede tra interviste ecc... ? Come mai di punto in bianco non lo sono stato più? Come mai non mi hai mai fatto quella famosa intervista (che mi hai costantemente ribadito) in cui io descrivevo il rapporto di lavoro con Jacovitti? Aspetto ancora delle risposte. Da un amico mi sarei aspettato un appoggio che non ho avuto; quello che ho visto è stato il tuo progressivo allontanamento e la mia amarezza nel vedere che chiedevi ad altri i disegni per lo Jacovitti Magazine. Anche per la storia di Cocco Bill, “Cocco Story”, non ti sei mai interessato veramente (a parte un piccolo trafiletto nel primo numero del magazine) così come a tutti i miei progetti. E RAP aveva l'intento di avvicinare Jacovitti a un pubblico giovane perché è di questo che Jac aveva bisogno. Un pubblico giovane. E in questo non sono mai stato appoggiato. Neanche da Jacovitti purtroppo.

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  9. Continua da sopra...

    LE COPERTINE, PER QUESTIONI DI TEMPO, SONO STATE INCHIOSTRATE DA LUCA (ALCUNE ANCHE REALIZZATE SOLO DA LUI), MA I FUMETTI AVEVA RICOMINCIATO A FARLI LUI DIMOSTRANDO CHE IL “BIZZARRO” CLUB, COME RICONOSCIUTO SOPRATTUTTO DA SILVIA, GLI AVEVA DATO NUOVA LINFA VITALE ED ARTISTICA.
SE SERGIO BONELLI, SOCIO SOSTENITORE DEL CLUB, HA REALIZZATO L’ALBO SU COCCO BILL UN PICCOLO MERITO E’ DA RICONOSCERE AL SOTTOSCRITTO CHE LO HA PROPOSTO E PROMOSSO E ANCHE IO HO AVUTO UNA PICCOLA DELUSIONE.
NELL’ALBO SI DOVEVA MENZIONARE IL CLUB CON INDIRIZZO, PER FARLO CONOSCERE A MOLTI FANS CHE NEANCHE SAPEVANO ESISTESSE MA ANCHE IO, QUANDO L’HO SFOGLIATO IN EDICOLA, SONO RIMASTO DELUSISSIMO DAL FATTO CHE NIENTE VI ERA RIPORTATO; POI SERGIO BONELLI PARLO’ DEL CLUB SULLA POSTA DI ZAGOR MA NATURALMENTE FU UNA COSA MOLTO DIVERSA E GLI EFFETTI SPERATI NON CI FURONO (L’ALBO VENDETTE OLTRE 50.000 COPIE AD APPASSIONATI DI JACOVITTI CHE POTENZIALMENTE POTEVANO ESSERE INTERESSATI ALL’ASSOCIAZIONE).

    Ho già risposto prima in merito all'albo della Sergio Bonelli. In realtà il merito iniziale va a Francesco Manetti che a Lucca '92 fece incontrare Jacovitti e Bonelli; fu in quell'occasione che i due parlarono del progetto su una storia inedita di Cocco Bill. Poi nel 1995 ero a Lecce quando mi arrivò una chiamata di Graziano Frediani (editor della Sergio Bonelli) che mi chiedeva di convincere Jacovitti a realizzare l'albo per la Sergio Bonelli in quanto sarebbe stato molto importante.
    Questa tua lunga risposta, soprattutto l'ultima parte, non fa che confermare quanto io scoprii quel giorno a Milano nella redazione del Giornalino e cioè che Franco si avvaleva di un altro artista senza avermi detto niente a proposito. E che tu sapevi tutto e non ti sei neanche degnato di chiamarmi per chiedermi delucidazioni o chiarimenti in merito.. beh credo che si commenti da solo.
    In merito alla linfa vitale dello Jacovitti Magazine e del Club in generale non ho niente da dire ci mancherebbe; io avrei impostato il magazine in maniera diversa e te lo dissi ma tu hai voluto fare a modo tuo e in fin dei conti è giusto così. Ma vedi, io tengo corsi a fumetti e quando dico che sono stato allievo di Jacovitti quasi nessuno lo ricorda. È per me è un grande dolore. Nel cassetto c'è una storia sull'infanzia di Cocco Bill inedita e scritta a quattro mani (come hai potuto notare se hai letto il blog) che nessuno ha mai voluto approfondire. Quando invece credo che sarebbe stato importante pubblicare sul magazine una storia del tutto inedita? Silvia mi ha dato il permesso di realizzarla ma forse avrei gradito il supporto dello Jacovitti Club; questa si che poteva essere una nuova linfa, visto che le ultime storie di Cocco Bill fatte da Jac (alcune inchiostrate da me) non erano il massimo.
    Poi il museo di Jac, le mostre e quant'altro vanno benissimo: bellissime iniziative che ammiro e hai tutta la mia stima. Ma Jac dalle edicole e dalle librerie è scomparso. Schulz invece no.

    Continua...

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  10. MI SPIACE CHE QUESTO CHIARIMENTO DEBBA AVVENIRE SU UN BLOG ED AVREI PREFERITO FARLO DI PERSONA; SE NEDELIKO ME LO AVESSE CHIESTO SICURAMENTE CI SAREBBE STATO, MI AUGURO CHE CON LA MATURITA’ DEGLI ANNI E CON QUESTE MIE PAROLE POSSA COMPRENDERE SIA IL MIO OPERATO CHE QUELLO DELL’ASSOCIAZIONE CHE TANTO BENE HA FATTO AGLI ULTIMI ANNI DI VITA DEL PIU’ GRANDE AUTORE DI FUMETTI DI TUTTI I TEMPI (SE VOLESSI POTREI ANCHE IO FARE TANTI CAPITOLI DELLA STORIA “JAC E ED”).
UN CARO SALUTO A TE E ALLA TUA COMPAGNA E TANTI AUGURI DI UNA VITA FELICE E SERENA.

    Sono sicuro che ti dispiace “Anonimo”; comunque potevi inviarmi una mail (il mio indirizzo è sul blog) ed hai anche la mia amicizia su FB; sarei anche venuto a Roma per un chiarimento se me l'avessi chiesto (anche perché non credevo ce ne fosse bisogno: in tutta sincerità quando ho scritto l'articolo avevo solo l'intenzione di raccontare il mio vissuto e non di colpire qualcuno), con grande piacere: come vedi i modi c'erano. Ma comunque nessun problema. Un blog è e dev'essere un libro aperto. Ogni commento o considerazione arricchisce il post e io ti ringrazio per le tue personali precisazioni e osservazioni, ricordandoti quello che ho scritto alla fine del capitolo 11: “Ci tengo a precisare che questo post non vuole puntare il dito contro nessuno, ma solo raccontare i fatti così come andarono circa vent'anni fa.” Se vuoi scrivere la tua personale versione della mia storia con Jacovitti nessuno te lo vieta. Non c'è né rancore né astio nelle mie parole ma solo un po' d'amarezza. E se non ti dispiace è anche lecita, visto che per quindici anni ho portato questa spina nel cuore.
    Ti auguro anch'io di vivere sereno e felice insieme a tua moglie e ai tuoi figli.
    Con affetto.

    Nedeljko

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  11. PUNTO FONDAMENTALE PER CHI NON AVESSE CAPITO MA L'ANOMINO SONO IO, EDGARDO COLABELLI. NON SONO MOLTO ESPERTO DI BLOG, FACEBOOK, TWETTER ETC ED HO PROVATO A RISPONDERTI CON NOME E COGNOME MA NON CI SONO RIUSCITO PER MIA POCA PROPENSIONE A QUESTI STRUMENTI (AVEVO RISPOSTO MA POI MI SI E' CANCELLATO TUTTO ED HO DOVUTO RICOMINCIARE.....).
    IL TERMINE BIZZARRO (CREDO CHE SE LO LEGGI SIA SUL DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA SIA NEL COMUNE SENTIRE DI TUTTI) LO INTERPRETANO COME HO FATTO IO OVVERO NON POSITIVAMENTE. MA LA MIA REAZIONE PIU' CHE A TUTELA DI UNA MIA CREATURA CHE TANTA FATICA (E MOLTE SODDISFAZIONI) MI HA DATO E CONTINUA A DARMI E' LA DIFESA DEI TANTISSIMI (QUASI MILLE) CHE VI HANNO ADERITO. POI LA TUA PREMESSA CHE NE PARLI POCO VOLENTIERI FA COMPRENDERE IL TUO STATO D'ANIMO, SE VUOI CONOSCERE I MOTIVI, NOTI ANCHE A SILVIA JACOVITTI CHE POTRA' CONFERMARE, DEL TUO ALLONTANAMENTO DA PARTE DI JAC SONO DISPOSTO A COMUNICARTELO MA NON SU QUESTO BLOG, DAMMI UN TUO RECAPITO (NON TROVO LA TUA EMAIL SUL BLOG MA SEMPRE PER COLPA DELLA MIA POCA SINTONIA CON QUESTI STRUMENTI MODERNI). PER IL RESTO RIBADISCO CHE JAC CON TE SI E' SEMPRE COMPORTATO IN MODO ESEMPLARE ANCHE QUANDO HA EVITATO DI ESSERE SINCERO (PIU' CHE MENTIRE) SEMPRE PER IL BENE CHE TI VOLEVA E PER EVITARE DI FERIRTI. NON VOGLIO FARTI CAMBIARE IDEA ANCHE SE MI SPIACE CHE CI SIA QUALCUNO CHE HA UN RISENTIMENTO NEI MIEI CONFRONTI SOPRATTUTTO SE LA PERSONA MI E' CARA COME LO SEI TU PER ME! CIAO EDGARDO.

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    1. Caro Edgardo,

      la mia mail privata è: nedeljko.bajalica@gmail.com.
      E sono sempre a tua disposizione per qualsiasi chiarimento.
      Ribadisco solo che tutto quello che ho scritto sulla mia esperienza con Jacovitti corrisponde soltanto al mio punto di vista ed ai miei ricordi personali.

      Un caro saluto.

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I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!

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