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giovedì 9 agosto 2012

Jac e Ned 12° capitolo: AT...Tenti!


Jacovitti in versione Ispettore Callaghan. Franco aveva una collezione d'armi antiche esposte in bellavista nel suo studio. Nonostante fossero pezzi da collezione non funzionanti, Jac rischiò una condanna a tre anni per possesso d'armi non dichiarate, condanna che evitò grazie all'intervento di un suo amico funzionario delle forze dell'ordine.
Nel 1994 il militare era ancora un obbligo per chiunque avesse compiuto i 18 anni. Visita dei tre giorni, idoneità accertata e partenza per la caserma di destinazione. Potete immaginare la mia angoscia, un anno di totale e completa perdita di tempo per fare la cosa più inutile e stupida del mondo: il servizio di leva!
A dire il vero provai a fare domanda per il servizio civile ma non riuscii mai a capire come mai, avendola fatta ben sei mesi prima della mia partenza per la caserma di Orvieto, mi fu detto che la mia richiesta era pervenuta in ritardo. Nessuna via di scampo: Orvieto mi aspettava. Car nella cittadina umbra e restanti 11 mesi nella capitale.
Disegno per l'invito alla festa di calotta svoltasi il 18 giugno 1994 presso l'8° reggimento Lancieri di Montebello a Roma.
Ma il mio tormento maggiore era non poter continuare la mia collaborazione con Franco che, comprendendo la situazione, pazientemente aspettò mie notizie. Dopo il primo mese di Car fui inviato a Roma insieme ai miei commilitoni e qui fummo destinati ai vari incarichi. Provate a indovinare quale fu il mio? Incarico 24: disegnatore specializzato e una mega aula disegno con quattro tavoli a mia disposizione. Niente male eh?

Ma la sera prima del mio nuovo incarico successe un fatto con cui rischiai un paio di settimane di punizione (che voleva dire non poter uscire dalla caserma neanche per errore): mi addormentai mentre ero di turno come piantone all'interno del mio squadrone. Fui beccato dal sottufficiale di servizio che annotò il mio nome. La mattina successiva, durante l'adunata il comandante Tenente Graziani mi chiamò in disparte con sguardo severo e mi chiese di seguirlo. Ero rassegnato al peggio. Una volta soli come per magia un sorriso si disegnò sul suo volto. Mi domandò: “Ho saputo che tu lavori con Jacovitti!” Beh, da non credere iniziò a farmi duemila complimenti e mi parlò di una festa di calotta (in gergo militare festa per gli ufficiali) che si sarebbe tenuta di lì a poco in caserma, l'8° reggimento di cavalleria Lancieri di Montebello. Mi chiese se fosse possibile una partecipazione artistica di Jacovitti nella realizzazione del biglietto d'invito.
Fu così che armato di un pennarello pilot (non ero ancora riuscito a organizzare bene l'aula disegno) realizzai il biglietto per la festa di calotta tra la gioia degli ufficiali e il benestare di Jacovitti.
L'allora capitano Francesco Gargaglia, in Somalia.
Naturalmente divenni molto popolare in caserma: un tenente durante il contrappello mi fece i complimenti davanti a tutta la camerata in quanto allievo e collaboratore del più grande fumettaro italiano. E questo andò a mio vantaggio in quanto in aula disegno ero davvero padrone del mio tempo, insomma non sembrava neanche che facessi il militare: mentre i miei commilitoni marciavano sotto il sole, io me ne stavo nella mia bella aula disegno con la mia radio e i miei fogli e così continuai a lavorare tranquillamente per Franco (sinceramente un po' mi sentivo in colpa). Naturalmente non è tutto oro quel che luccica. Per poter avere questa libertà, dovevo fare ritratti agli ufficiali, sottufficiali, alle loro mogli, mamme zie e nonne... ma alla fine era un piccolo prezzo da pagare.

Particolare di un'illustrazione per i puzzle editi da
Mondadori nel 1995. Da notare il tratto sottile di
Jac non ancora inchiostrato dal sottoscritto.
Manifesto realizzato per Tele+2
Uno dei primi lavori effettuati in caserma fu quello per Telepiù (futura SKY): un mega poster in cui Franco si sbizzarrì a creare una delle sue mitiche panoramiche sul tema sportivo. Questo era anche il disegno che rischiavo di non finire a causa della rottura del rapidograph. Per fortuna il mio comandante in capo, Maggiore Francesco Gargaglia, era l'unico uomo colto in tutta la caserma (per non dire in tutto l'esercito italiano) e mi prestò i suoi rapidograph con i quali ultimai il disegno. Dopo il congedo non ho più avuto notizie di quest'ufficile fino a qualche anno fa quando vidi un suo blog dedicato alle tecniche di sopravvivenza. Un uomo e un'ufficiale davvero preparato e nonostante io sia un antimilitarista convinto, se proprio dovesse scoppiare una guerra sarebbe l'unico ufficiale da cui prenderei ordini.

Subito dopo ci dedicammo a un altro lavoro pubblicitario: dei puzzle per la Mondadori. In pratica Franco doveva ideare delle panoramiche su vari temi come l'amore, lo sport, ecc... Erano delle vere e proprie panoramiche ma diverse da quelle a cui eravamo abituati. Le sequenze da creare dovevano essere affollatissime di tutti quei particolari che avevano reso l'arte di Jacovitti unica. Un lavoro non poco faticoso e sempre realizzato a tratti perché comunque dovevo anche realizzare i vari lavori per l'esercito. Non ricordo il numero esatto di disegni realizzati, ricordo che comunque avevano un formato di 50x70 e realizzati su carta Fabriano F2 ruvida.
A un paio di mesi dal congedo, Jac mi chiese di fare un disegno per Giorgio Cavazzano, più nello specifico per un club o associazione di cui quest'ultimo faceva parte: Gli amici della merla.
 Realizzai un disegno davvero carino, raffigurante una serie di merli, che poi Jac firmò (come consuetudine per lavori del genere) e donò al suo amico e collega.
Una volta congedato, ritornai a Roma sotto forte pressione di Jacovitti. Addirittura la moglie di Franco, Lilli, chiamò mia madre per rassicurarsi della mia collaborazione con Franco.
Mai mi sarei sognato di abbandonarlo. Nel marzo del 1995 mi congedai e rientrai nella capitale per ricominciare la mia collaborazione con il maestro.
C'era davvero parecchio da fare!
Disegno per Gli amici della Merla, realizzato da me qualche mese prima del congedo, nel 1995

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I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!

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