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mercoledì 13 febbraio 2013

300: Frank Miller – Ronin



Planeta DeAgostini, 2007
(USA, Ronin, 1983)
Osserva la mia spada! Guarda come beve sangue...”
(Il Maestro al suo allievo)

Un giovanissimo Frank Miller nel 1981.
In un mondo giunto al collasso
un Ronin trova l'amore.
Una delle riviste a fumetti più belle degli anni '80 era sicuramente “Corto Maltese”. Il grande personaggio di Hugo Pratt era sinonimo di garanzia e qualità per una rivista che pubblicava comics e articoli inerenti l'avventura.
Tra gli autori pubblicati c'era davvero l'imbarazzo della scelta: oltre allo stesso Pratt, si potevano leggere le storie di autori del calibro di Vittorio Giardino, Sergio Toppi, Attilio Micheluzzi, Will Gould, Alan Moore, Dino Battaglia, Guido Crepax, François Bourgeon, e scusate se è poco.
Vi basti pensare che grazie a questa rivista approdarono in Italia due capolavori assoluti come Watchmen di Alan Moore e Il ritorno del cavaliere oscuro di Frank Miller.
Avremo modo di parlare di queste due opere. Ma la mia attenzione ora si concentrerà su un'altra opera, precedente i due capolavori suddetti e per la quale ho, di fatto, amato la rivista “Corto Maltese”; un'opera ancora una volta realizzata per mano di quel giovane Miller che di lì a poco, proprio con uno di quei capolavori, avrebbe stravolto il mondo dei comics.
Se l'opinione pubblica ha dato grandissimo risalto al suo innovativo Batman, per quel che mi riguarda è con Ronin che Frank Miller aveva già iniziato la sua rivoluzione.

L'abilità di Miller nelle sequenze d'azione in una delle prime vignette di Ronin.
Non ci tengo più di tanto a raccontarvi la trama di Ronin; vi basti sapere che il Ronin è un samurai rimasto senza padrone che dall'antico Giappone si trova catapultato in una New York futuristica, piena di mutanti e criminalità: un vero incubo a occhi aperti. In quest'assurda metropoli il Ronin dovrà cercare di sconfiggere un antico demone il cui obiettivo è il dominio del mondo.
Mi limito a dirvi questo, perché Ronin è un fumetto da guardare più che da leggere. La storia è bellissima e i dialoghi sono più sintetici rispetto alle successive opere dell'artista americano, ma le innovazioni portate da Miller lasciano davvero a bocca aperta.

Una delle immagini più famose di Ronin: un fitto tratteggio adorna una grande composizione stilistica.
In primis l'impostazione grafica della tavola è quanto di più bello si possa vedere: sequenze a doppia pagina con minuscole vignette come contorno si alternano a tavole in cui le vignette sono ora completamente orizzontali ora completamente verticali, quasi una sorta di virtuosismo estetico cui Miller non impone alcun limite. Anzi, sfogliando le quasi 300 pagine si ha l'impressione di entrare in un caos artistico simile al disordine urbano con cui Miller disegna la sua New York in pieno collasso economico e sociale. Ma è un caos ben orchestrato, del quale l'autore ventiseienne sembra conoscere perfettamente tutti gli ingredienti, che hanno fatto di Ronin una storia epocale.
Un altro esempio dell'innovativa
composizione di Miller
E l'ingrediente principale di Ronin è costituito dal segno grafico di Miller, dotato di grande espressività; l'artista usa, infatti, un fitto tratteggio mai invadente e che sembra sposarsi a meraviglia con i bellissimi colori di Lynn Varley. Più si va verso il finale della storia e più ci si accorge di quanto, stilisticamente parlando, Il ritorno del Cavaliere Oscuro sembri un sequel di quest'opera.
Ma l'importanza di Ronin non si ferma soltanto alla bellezza della storia e dei disegni o alle innovazioni stilistiche apportate da Miller; Ronin fu uno dei primi fumetti che subì il fascino del fumetto giapponese, in cui l'artista omaggia a piene mani uno dei suoi fumetti preferiti, Lone Wolf and club di Kazuo Koike e Goseki Kojima incentrato proprio sulla vita dei samurai raccontata con grande realismo e violenza tipiche del periodo storico. Una violenza che si riscontra anche nelle sequenze d'azione del fumetto di Miller, quasi delle coreografie in cui i personaggi assumono un tono epico: splendide le scene iniziali di combattimento ambientate nel Giappone feudale e quelle mastodontiche nella metropoli futuristica e degradata.
Ronin non è un semplice fumetto: è un vero e proprio kolossal disegnato, in cui vengono mescolate egregiamente le culture orientali e occidentali, in cui l'azione si sposa perfettamente con l'introspezione dei personaggi senza mai, e ribadisco mai, una caduta di tono o di stile.
Frank Miller oggi è uno dei nomi di punta del fumetto mondiale: ha realizzato e rinvigorito fumetti come Batman, Elektra e Devil; ha sceneggiato film campioni d'incasso e dalle sue opere vengono tratte pellicole che diventano dei veri e propri cult.
Ma Ronin è sempre rimasto il fumetto di Frank Miller meno conosciuto. Vi è stato un abuso di squilli di trombe e riflettori puntati su opere come Sin City, 300 e naturalmente Il ritorno del Cavaliere Oscuro, mentre Ronin è stato considerato molto meno. Ma vi prego di credermi, questo fumetto possiede sequenze di gran lunga superiori a 300, un rivoluzionario segno artistico che lo pone al di sopra di Sin City e la stessa carica rivoluzionaria che ha contraddistinto The Dark Knight Returns. Carica che Miller ha perso negli anni e che in Ronin aveva la stessa potenza delle sequenze d'azione presenti nell'opera.
Uno dei più grandi capolavori della storia dei comics.

Ronin: grandi sequenze d'azione vengono accompagnate da uno stile netto e rivoluzionario.

Curiosità: Ronin segna la prima collaborazione tra Frank Miller e Lynn Varley moglie dell'artista.
Gli omaggi di Miller non si fermano solo al fumetto giapponese ma vanno oltre: Ronin uscì inizialmente in albi di 48 tavole (tipico della bande dessinée di cui Miller è appassionato). Inoltre le innovazioni grafiche tipo l'impostazione della tavola rimandano quasi certamente al lavoro che il nostro Gianni De Luca svolse sia per Il Commissario Spada sia per la trilogia delle opere di Shakespeare.
Nel 2007 gli stessi produttori del film 300 annunciarono di voler trarre un film dal fumetto di Miller, ma a tutt'oggi il progetto non sembra aver preso piede.

Altre edizioni: Quella consigliata, “absolute” della Planeta De Agostini è ottima. Buona anche quella che la Magic Press realizzò all'inizio del 2000 anche se di formato più piccolo rispetto all'edizione Planeta. Infine Ronin può essere recuperato anche nella sua prima edizione in volume a opera della Milano Libri.

7 commenti:

  1. Ottimo Ned, hai fatto benissimo a rendere omaggio a un'opera a cui effettivamente Il Ritorno del Cavaliere Oscuro ha fatto un po' "ombra"...io stesso sono andato a leggermelo dopo: avevo 14 o 15 anni, per me fino ad allora fumetto voleva dire Uomo Ragno ogni 15 giorni e serialità Marvel in genere, poi ho scoperto Elektra Saga e Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, Miller è diventato il mio Vangelo ed è arrivato anche Ronin fra un Born Again, un Batman Anno Uno e tanti altri... Miller per me non ha mantenuto negli anni quegli standard e si è un po' avvitato su se stesso, ma Ronin fa parte di quei capolavori per cui lo ringrazierò sempre, per cui gli perdono certi film e per cui mi viene spontaneo difenderlo a spada tratta ogni volta che, in questi anni, non può dire "bìf" senza che qualcuno gli dia del reazionario criptofascista... :)
    Grazie di tutto Frank! E complimenti come sempre Ned!

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    1. è giusto difenderlo... proprio in virtù, come hai giustamente detto, di quei capolavori che il nostro ha realizzato negli anni '80... Ronin è il mio preferito di Miller... di qualche punto superiore al cavaliere oscuro..
      è stato davvero un fumetto strepitoso Ronin, un capolavoro senza confini, in cui Miller ha riversato tutto l'amore e l'ammirazione per artisti giapponesi, europei, ecc... un vero kolossal in tutto e per tutto: forse il Via col vento degli anni '80: spettacolare, epico, immortale.
      Grazie a te Ikaris, leggo sempre volentieri i tuoi commenti...

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  2. Miller è da avere tutto!Ronin e Martha washington goes to war sono quelli che mi mancano.
    Mentre 300 dopo aver visto il film non riesco a decidermi di recuperare.
    Questo (Ronin) essendo un grande appassionato (anche) di manga (soprattutto "storico") mi ha sempre allettato!
    Sei sempre il solito diavolo tentatore Ned!

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    1. E allora caro massy ti tento ancora di più dicendoti che Ronin è allo stesso livello del Ritorno del cavaliere oscuro, solo meno noto. E' un kolossal a fumetti, epico, disegnato splendidamente e innovativo come il suo illustro e più noto successore...
      Lascia perdere 300 (il fumetto, ovvio non il blog;)...) e prendi Ronin.. poi l'edizione Planeta è ottima e visto il formato e le pagine anche a buon prezzo...

      A presto Massy!!

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  3. Sono d'accordo con te che questo e l'omaggio di Miller al fumetto europeo ; può trarre in inganno la "giapponesità" del protagonista ( ma del resto il primo fumetto di samurai che lessi era Francese ,pubblicato su "Sorry", non ricordo il titolo ora ... )ma quasi tutto il resto è preso dagli "Umanoidi" dei tempi belli ... mi secca ancora ricordare la prima recensione che lessi , a seguito della pubblicazione su "Corto" secondo la quale la critica di fondo del sistema capitalistico che permea il soggetto dimostrava che MIller no è altro che un fascista ( ! ) ; abbastanza delirante come ragionamento , ma tipico dell'epoca ...

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  4. Ah , ho controllato , perchè mi sembrava un pò pazzesco ( e la mia memoria lascia un pò a desiderare ... ) di avere letto un fumetto francese sui samurai negli anni '70 , ma invece era vero si chiamava ( probabilmente lo saprai ma non mi piaceva l'idea di seminare scemenze a caso sui blog altrui ... ) UGAKI era di Robert Gigi e lo pubblicavano su "Sorry!" ...

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    1. bello Ugaki... anche l'uomo del Giappone sempre di Gigi (nella serie un uomo un'avventura) merita parecchio...
      Miller fascista... bah, se ne dicono tante sugli autori. Jacovitti ha avuto lo stampo di artista di destra o fascista unicamente per il suo nome, Benito; in realtà era un anarchico puro...

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I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!

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