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mercoledì 27 febbraio 2013

Qualche ora con Aleksandar Zograf


Belgrado 13 ottobre 2011.

Saluti dalla Serbia e In Giro per lo spazio tempo
due dei libri più belli di Aleksandar Zograf
Al mio arrivo a Belgrado una delle cose che desideravo di più era conoscere Aleksandar Zograf, fumettista serbo, nato a Pančevo nel 1963 e autore di opere come, per citarne solo alcune, Lettere dalla Serbia, Saluti dalla Serbia, Storie in giro per lo spazio tempo, Segnali.
Ci siamo incontrati lo scorso 29 settembre al Salon Stripa (mostra mercato del fumetto) a Belgrado. Qualche chiacchiera sulla situazione dei fumetti in Serbia, un'occhiata veloce alle ultime pubblicazioni, vari scambi d’opinione sui fumetti in circolazione e la promessa di rivederci a Pančevo.
E la promessa l'abbiamo mantenuta: ieri (12 ottobre), nel primo pomeriggio, giungo nella piccola cittadina a 18 km da Belgrado, dove vive Alaksandar (Sasa) che mi aspetta a casa sua. E’ un tipo molto simpatico, cordiale e tranquillo. Appena entrato mi omaggia di due suoi disegni originali, più qualche altra pubblicazione. Tra queste vi è il catalogo della mostra di fumetti GRRRR! tenutasi a Pančevo nel 2004, alla quale avrei dovuto partecipare anche io, ma alla quale non riuscii a presenziare a causa di diverse circostanze legate al lavoro.

L'omino dai capelli neri altri non è che A. Zograf, in uno dei due disegni donatimi dall'artista serbo. 

Sasa prepara un buon caffè turco e mi offre una fantastica grappa invecchiata di 10 anni. Mi presenta sua moglie, Gordana, una donna molto simpatica che mi offre un dolce buonissimo, fatto con farina, zucchero e noci. Poi mi fa vedere la sua collezione di tavole originali di artisti dell’ex Jugoslavia, risalenti agli anni 30 e 40, veramente affascinanti. Scopro così che anche Sasa, come me, ha un debole per i fumetti della golden age. Chiacchierando mi dice: “Amo molto il fumetto vecchio e autori come George Herriman (Krazy Kat) e Winsor McCay (Little Nemo in Slumberland), mi piace il fumetto americano perché credo sia quello che ha le più antiche tradizioni, ma anche il fumetto europeo e italiano”.
A. Zograf alias Sasa Rakezic nel suo studio a Pancevo. 
Sasa è molto conosciuto in Italia. Ha pubblicato con Punto Zero, Black Velvet e recentemente con l’editore Fandango Libri, che ha riproposto due suoi libri davvero belli: Segnali e Storie dallo Spaziotempo. Quest’ultimo raccoglie le storie brevi che Sasa pubblica sul settimanale serbo Vreme (una rivista che ricorda il Time americano o il nostrano L'Espresso). Mi sono molto divertito a leggerlo e soprattutto a vedere che Sasa è un estimatore dell’Italia e in particolare della mia regione: la Puglia: “Bellissima, mi piace tanto, senza nulla togliere agli altri posti ma per me è la vostra regione più bella”. Controbatto, dicendo che non ha ancora visto il Salento. Sicuramente se ne innamorerà.
Parliamo anche delle bombe NATO cadute a Belgrado nel 1999. Chiedo a Sasa se sono cadute anche nella sua Pančevo. “Altrochè!”, risponde e aprendo la finestra del suo studio, mi fa vedere la zona industriale, al tempo completamente bombardata e oggi ricostruita. “E’ davvero incredibile quello che è successo. Dov’è il senso di bombardare Pančevo, quando l’obiettivo era fermare Milošević che se ne stava da tutt’altra parte?”.
Come non dargli ragione. A Belgrado sono morti oltre 2000 civili in 70 giorni di bombardamento, e molti erano bambini. E tutt’oggi, si continua a morire per la faccenda dell’uranio impoverito usato dalla NATO durante i bombardamenti nella capitale serba.

La raffineria di Pancevo vista dall'abitazione di A. Zograf: l'impianto
fu uno dei bersagli più bombardati dagli aerei NATO nel 1999. 
Mi fa vedere la sua libreria, bellissima, come piacciono a me, con le sue pubblicazioni (ne ha davvero tante) e tante belle edizioni di libri a fumetti di generi più svariati. Anche sua moglie Gordana partecipa alle nostre conversazioni e mi fa vedere una vecchia edizione della BUR di Sensa Senso di Franco Matticchio, un nostro bravissimo autore che le piace tanto.
Continuiamo a parlare di fumetti. Parliamo di Magnus (Sasa possiede un disegno originale di Alan Ford, che mi fa vedere), Jacovitti, di cui mi chiede qualcosa dato che è a conoscenza della mia collaborazione quinquennale con il grande artista, e che Sasa stesso omaggia in una storia breve contenuta nel libro Storie dallo Spaziotempo.
E ora i libri di Sasa verranno pubblicati anche in diversi paesi esteri, a conferma del talento dell'originalità con cui è in grado di raccontare storie che si rifanno a vecchie leggende del suo paese, così come a ricordi legati ai suoi viaggi. Il tutto con un tratto davvero particolare, che definirei un incrocio tra un pittore naif e Robert Crumb.
Sul finire della nostra chiacchierata, parliamo della situazione attuale serba, sia dal punto di vista del fumetto che da quello più sociale. C’è ancora molto da lavorare, ma personalmente, dopo vent’anni d’assenza, ho rivisto una città bellissima (che non teme confronti con Parigi, Praga o Roma), piena di vita e d’iniziative, di tradizione e di storia, e soprattutto di cultura. Non per niente è la patria di Ivo Andric (scrittore premio nobel nel 1961) e soprattutto di Nikola Tesla, il più grande genio scientifico dopo Leonardo Da Vinci.
Ringrazio Sasa e sua moglie Gordana, per il tempo dedicatomi e per le belle ore trascorse in loro compagnia.

Il tavolo da lavoro di Aleksandar Zagrof

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