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Rizzoli - Lizard, 2012 (Italia, Lo Sconosciuto, 1975) |
"Unknow,
mi chiamo Unknow!"
"Unknow?
E' un nome strano… suona come "Sconosciuto"!
"Infatti!
…sono in pochi a conoscermi!"
(dialogo
tra Lo sconosciuto e Eliza Gonçalves)
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Una delle splendide illustrazioni per le varie edizioni de Lo Sconosciuto. |
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Roberto Raviola in arte Magnus. |
Quando
conobbi Magnus nel Novembre del 1991 rimasi colpito; lo
osservavo e mi chiedevo come poteva quell'uomo buffo e minuto aver
prodotto e continuare a produrre una così imponente mole di disegno.
Un
bel volume monografico che gli fu dedicato dalla Glittering Images
negli anni '80 lo definiva “L'uomo non ancora pazzo di disegno”
e capisco bene la definizione, vista la cura maniacale delle sue
tavole.
Possiamo
tranquillamente affermare che quando nel 1964 una volta presi tra le
mani matita, pennelli e inchiostro di china, il giovane Roberto
Raviola non li mollò più e grazie a questi strumenti essenziali
stravolse il fumetto italiano. E non è una frase fatta la mia,
perché fin dagli esordi in coppia con lo sceneggiatore Max Bunker dà
il via a una serie di personaggi che oggi rappresentano la storia del
nostro fumetto; con Kriminal e Satanik la super coppia
realizza dei fumetti neri che resteranno nella storia; poi arriva
Alan Ford e il fumetto grottesco si amalgama perfettamente con
delle storie nere generando uno dei capolavori più divertenti del
fumetto italiano. E sarà proprio dopo aver disegnato da solo ben
settantacinque numeri (avete capito bene, 75) che Robero Raviola,
in arte Magnus, decide di rompere il sodalizio con Max
Bunker e percorrere un suo personale percorso artistico come
autore completo; e mai scelta, per un autore, fu più azzeccata.
Magnus da quel 1975 e per oltre vent'anni lascerà il segno nel
fumetto italiano con la stessa intensità e rivoluzione con cui Zorro
lo lasciava per tutta la California. Magnus si
cimenterà con svariati generi: dall'horror del bellissimo Vendetta Macumba (con Ennio Missaglia) al fantasy grottesco de La
Compagnia della forca (con Giovanni Romanini), alla
fantascienza di Milady nel 3000 e I Briganti,
dall'erotismo de Le 110 pillole e Necron alle novelle
orientali di Le femmine incantate fino ad arrivare a quel
mitico Texone che lo impegnò per anni fino alla prematura
scomparsa avvenuta nel 1996.
In
un modo o nell'altro Magnus è riuscito a realizzare
storie che hanno conquistato e affascinato i lettori di fumetti
infondendo in esse uno stile e una personale ricerca artistica che ne
hanno fatto un autore di culto. E forse il suo culto e il suo
grandissimo genio iniziarono a manifestarsi con la sua opera più
affascinante e complessa: Lo sconosciuto.
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La ricchezza del dettaglio, l'atmosfera, la potenza suggestiva e la maestria nell'uso dei neri: il genio di Magnus. |
Un
personaggio che accompagnerà Magnus per tutta la sua
carriera d'autore, comparendo sulla scena nel 1975, con la storia
Poche ore all'alba, e che si vivrà la sua ultima avventura
l'anno della morte dell'autore con la storia Nel frattempo. E
nel mezzo troviamo una serie di storie senza tempo o età, articolate
e complesse nella struttura, che hanno per protagonista un uomo di
cui poco si conosce; ex legionario e combattente, uomo senza scrupoli
e con un passato macchiato da crimini atroci che è meglio non
sbandierare troppo, Unknow (sconosciuto appunto) si
muove nel periodo in cui fu realizzato e cioè quegli anni '70
abbracciati da rivoluzioni, attentati e crisi varie che arricchiscono
le sue avventure di un contesto politico sociale che è facilmente
riconducibile alla realtà di quegli anni. Ma con Lo
Sconosciuto Magnus dà inizio e sviluppa sempre
di più il suo stile sia a livello artistico (sempre impeccabile),
sia come sceneggiatore delle proprie storie; e in questo le avventure
di Unknow rappresentano uno dei migliori esempi di
fumetto nero (con inserti spionistici, gialli e talvolta horror)
complesso e articolato, a volte di difficile comprensione come nel
caso della splendida storia L'uomo che uccise Ernesto Che Guevara.
Ma
le storie de Lo sconosciuto rappresentano anche uno dei
punti di partenza del rinnovamento del fumetto italiano (iniziato
negli anni '70 e che sarà percorso da una linfa vitale
ineguagliabile negli anni '80); un uso esplicito e coreografico della
violenza praticamente impensabili per un fumetto serio e drammatico;
il sesso è rappresentato in maniera esplicita e (come nella sequenza
di violenza nell'episodio Morte e Roma) disturbante così come
sono anche le scene in cui si vedono braccia mozzate, cruente torture
e sequenze splatter davvero inusuali per lo standard del fumetto ma
assolutamente necessarie e che rispecchiano perfettamente la
personalità sporca e violenta di Unknow.
Si
può certamente suddividere in due fasi distinte l'avventura
editoriale de Lo sconosciuto: le storie degli anni '70
in cui Magnus lavora ancora nel formato a due vignette
orizzontali così com'era in voga per la maggior parte dei fumetti in
quel periodo e le storie realizzate negli anni '80 in cui l'autore
riprende il personaggio dopo cinque anni arricchendolo ancora di più
grazie al perfezionismo stilistico maturato nella lunga pausa. E se
le prime storie risultano di più facile presa su un pubblico più
popolare, il secondo ciclo di storie (da Una partita impegnativa
fino a L'uomo che uccise Ernesto Che Guevara) si presenta con
delle trame più macchinose che incontrano i favori di un pubblico
che sta cambiando ed è sempre più esigente. Ma è in tutte le
storie che Magnus ci fa osservare il lento declino di
un personaggio che comunque è destinato prima o poi a morire ma
anche (per volontà del suo autore) a “resuscitare”; e
nell'ultima storia ridotto senza denti per le torture subite in
quella precedente, lo vediamo invece allontanarsi sorridendo,
ringiovanito e con una nuova dentatura che gli permette di salutarci
mostrandoci il suo nuovo sorriso e lasciandoci intendere un suo
ritorno. Magnus disegnava l'ultima strip del suo
personaggio più bello la sera del 4 febbraio del 1996.
Il
giorno dopo non avrebbe più fatto parte di questo mondo.
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Unknow torturato nel bellissimo L'uomo che uccise Ernesto Che Guevara. |
Curiosità:
Tutte le storie de Lo
Sconosciuto
possono essere divise in più cicli di cui Poche
ore all'alba,
Largo
delle Tre Alpi,
Morte
a Roma,
I
5 gioiellieri,
Il
sequestrato della sierra
e Vacanze
a Zahlé
che
compongono il primo, realizzato negli anni '70; seguono poi Una
partita impegnativa,
Il
volo del Lac Leman,
Full
moon in Dendera,
La
fata dell'improvviso risveglio,
L'uomo
che uccise Ernesto Che Guevara,
realizzate negli anni '80. L'ultima storia, Nel
frattempo,
è del 1996. Nelle storie Una
partita impegnativa
e Il
volo Lac Leman,
Unknow
compare solo come voce narrante.
L'idea
de Lo Sconosciuto pare sia venuta a Magnus
durante un viaggio in Africa. L'idea originale del grande autore
bolognese era quella di coinvolgere in qualità di sceneggiatore
l'amico Francesco Guccini; il noto cantautore parteciperà in
maniera però poco decisiva alla stesura del primo episodio.
Magnus
presta le sue fattezze a due personaggi: il killer Entonces (Largo
delle Tre Alpi) e l'egittologo Philippe Champollion (Full
Moon in Dèndera).
L'ultima
storia Nel Frattempo è dedicata all'amico Bonvi,
scomparso nel 1995.
Edizione
consigliata e altre edizioni: Le storie de Lo Sconosciuto
andrebbero lette tutte per capire a fondo la complessità e la
smisurata bellezza del lavoro di Magnus. In questo
l'edizione consigliata ci favorisce: bella veste grafica, buona
stampa anche se le prime sei storie sono state rimontate come tavole
a sei vignette (in origine erano due), ottimo rapporto qualità
prezzo. Prefazione di Graziano Frediani e postfazione di Fabio
Gadducci. In appendice una piccola sezione a colori con lo
stroryboard di una storia Lo spettro di Tezca rimasta inedita.
Si trova facilmente sia nelle librerie di varia che in fumetteria.
Diverse,
nel corso degli anni, le edizioni che hanno raccolto Lo
sconosciuto. Mi sento di segnalare quelle realizzate dalla
Grifo Edizioni (Ed. Di) in volumi Deluxe di grande
formato e curate dal sempre bravo Graziano Frediani, vero
esperto e appassionato di Magnus.
Buono
anche il bel volume pubblicato da Einaudi nel 1998 che
raccoglie le storie del primo ciclo.
Alcune
storie de Lo Sconosciuto sono presenti nei volumi
allegati ai periodici La Repubblica (I classici del fumetto
di Repubblica) e Il Corriere della sera (100 anni di
fumetto italiano).
Da
segnalare anche una bella edizione della compianta Granata
Press del
1990, Traffici,
che raccoglieva le storie Una
partita impegnativa
e Il
volo del Lac Leman.
Una volta ranto sono a credito ;-)
RispondiEliminaCe l'ho e me lo sono gustato poche settimane fa (ho fatto anche uno sproloq...recensione sul mio blog)
Bella li Ned
hai fatto benissimo a comprarla perché ha un eccellente rapporto qualità prezzo... e poi godersi lo sconosciuto tutto d'un fiato... vuoi mettere...??? :)
EliminaIo "L'uomo che uccise Che guevara" l'ho letto a puntate su Oriente Express e non l'ho più ripreso in mano e forse dovrei provare a rileggerlo tutto di un fiato ...certo che Lo Sconosciuto in albetti aveva tutta un'altra scorrevolezza. Magnus era un genio inarrivabile con una carriera "perfetta" per qualità, quantità e varietà, però volendo trovare un momento di "calo" relativo io lo vedo negli anni '80 nelle due lunghe dello Sconosciuto (Full moon e Guevara) nella ripresa di Mylady per Eureka e un pò anche nella ripresa dei Briganti, comunque bella ma non ai livelli di gioia grafica e narrativa che comunicavano i primi Briganti. In questi fumetti sembra di sentire la fatica dell'autore, come se si stesse perdendo nella sua opera e forse era così, ricordo una lunga intervista su Oriente express dove avevo difficolta a capire le sue risposte. Poi per fortuna con le 110 pillole (e i suoi temi) sembrava aver ritrovato la gioia di scrivere e disegnare. Neanche il Texone comunica la fatica dell'autore quanto i suoi fumetti di quegli anni.
RispondiEliminaBeh, onestamente L'uomo che uccise Ernesto Che Guevara è sicuramente la storia più complessa di tutta la saga, ma forse è anche la più ambiziosa e graficamente è davvero splendida.. va letta come minimo due se non tre volte per comprenderla bene... il primo ciclo rimane un gioiello di gioia artistica e narrativa grazie a storie come i 5 gioiellieri.. però il ciclo degli anni'80 non è da meno; in queste storie si vede che Magnus ha affinato il suo stile, molto più minuzioso come le trame... per me sia full moon L'uomo che uccise... sono eccellenti, forse prive di quell'immediatezza delle prime ma con una potenza visiva e una complessità narrativa che non abbandonerà mai il nostro grande e amato Magnus!!
RispondiEliminaMilady è una bella storia di fantascienza, ma preferisco Vendetta Macumba, Le femmine Incantate e il bellissimo Le 110 pillole... il Texone è troppo avvolto dall'alone di mito che l'ha reso l'opera più attesa degli anni '90.
A presto Mario!!