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sabato 22 dicembre 2012

300: Gui Peellaert e Pierre Bartier – Jodelle

Edizioni "il girabò", 1969
(Francia, Jodelle, 1966)

Il personaggio di Jodelle è la proiezione sessuata dei fantasmi che assillano la nostra società: una ragazza parodisticamente bella dove il fascino femminile e l'incubo erotico sono portati a livello di grottesca caricatura.”
(dall'introduzione di Rinaldo Traini)


Una delle tavole visionarie di Jodelle.
Gui Peellaert
La prima volta che ho letto Jodelle mi sono chiesto cosa diavolo stessi leggendo. Non è un fumetto di facile lettura soprattutto per un giovanotto che veniva da una formazione fumettistica abbastanza classica. Jodelle è stato uno dei volumi di cui osservavo continuamente la costa, senza avere il coraggio di riprenderlo per leggerlo; troppo complicato con questi colori che avevano il peso di un trip psichedelico. Poi qualche anno fa mi sono deciso e ho ripreso in mano l'opera di Peellaert e Bartier: affascinante. Recentemente l'ho riletto e ho capito: un capolavoro. Un fumetto quasi inclassificabile, intellettuale, politico, colto e dissacrante.
Le avventure di Jodelle sono davvero incredibili; ambientate in un'assurda Roma imperiale, in esse la nostra protagonista è coinvolta in avventure spionistiche (dai risvolti erotici) che bersagliano la moda, il costume, la cultura, la politica e tutti quei miti degli anni '60, dalla fidanzatina di Francia Sylvie Vartan ai Beatles; questa sorta di mondo “pop art” è governato da Augusto, un tizio circondato da seducenti ragazze in minigonna disposte a particolari situazioni orgiastiche.
A voler fare la cresta ad Augusto vi è un'inquietante figura femminile, la Proconsolessa, sadica e spietata che può essere fermata solo da un gruppo di agenti segreti bellissime di cui fa parte anche Jodelle; tutto questo in un mondo in cui per le strade circolano cadillac trainate da cavalli, e in cui si trasmettono spettacoli centrati su stragi di cristiani.
La bellissima Jodelle, col suo caschetto rosso e le sue agenti segrete piene di grande carica erotica.
Un fumetto che è un vero e proprio bombardamento d'immagini che inneggiano al delirio più puro; un segno grafico veramente nuovo e inusuale per il periodo (siamo poco dopo la metà degli anni '60), un'intraprendenza psichedelica nell'uso del colore e una serie di personaggi al limite dell'assurdo fanno di Jodelle un fumetto a più letture come ha giustamente detto Rinaldo Traini nell'introduzione all'unico volume pubblicato in Italia di questo fumetto.
Una fantapolitica davvero originale e coinvolgente, in cui il ruolo della donna come assoluta protagonista viene descritto da Gui Peellaert e Pierre Bartier come avente un solo scopo, quello di avere un maggiore controllo sugli uomini, di poterli schiavizzare e svirilizzare, al contrario di quel che accade in Barbarella, l'altro capolavoro del fumetto fantaerotico, in cui viene sviluppato maggiormente il lato fantastico.
Cadillac trainate da bianchi cavalli rappresentano solo una delle particolarità del fumetto di Peellaert e Bartier.
Ma in Jodelle vengono descritte anche altre sfumature che il lettore può divertirsi e ingegnarsi a cogliere in un fumetto che è un vero e proprio manifesto del pensiero libero, femminista e contestatario ben prima della contestazione studentesca, avvenuta verso la fine del decennio in cui Jodelle veniva pubblicato.
Un piccolo capolavoro da riscoprire e da ammirare se non altro per il coraggio avuto nell'osare a “sfidare” il pubblico abituato a vedere i fumetti in tutt'altra maniera.
La bella, spietata e crudele Proconsolessa vera antagonista della storia. 

Curiosità: la fama di Gui Peellaert si estende anche nel campo della musica e del cinema: sono suoi i manifesti pubblicitari di Taxi Driver, Paris Texas e America Oggi nonché alcune cover degli album di David Bowie e dei Rolling Stones.
Jodelle è modellata sulle fattezze della cantante Sylvie Vartan. Il personaggio di Bloc-Notes è palesemente modellato su Gandhi.

Altre edizioni: a parte quella delle edizioni “il girabò” non credo esistano altre edizioni.

4 commenti:

  1. E' uno dei fumetti che desidererei di più poter leggere... ma mi sa che il mio desiderio è destinato a rimanere tale...
    Sempre complimenti per il blog e auguri!
    Orlando

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    1. Grazie orlando.. auguri anche a te... quando ti farai una bella vacanza nel salento te lo presto..:)

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  2. Lo comprai a pochissimo su una bancarella del mercatino di Senigallia , me ne innamorai perdutamente , al punto da comprare ( a caro prezzo , invece ) Pravda , tutto questo senza capire praticamente un tubo della storia ; ma nei disegni di Peellaert c'è tutto il manifesto di un'epoca , come nei suoi dipinti ci si trova dentro un vortice iper-pop ( se il neologismo attecchisse il copyright è mio ! ;) ) che potrebbe generare centinaia ( o migliaia ) di storie a "guardarlo" con gli occhi giusti ...

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    Risposte
    1. Grande comics... un disegno pop anticipatore e personalissimo... Una perla rara nel mondo dei comics..

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