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Alessandro Editore, 2000 (Italia-Francia, Morbus Gravis, 1985) |
“Dio... Dio è
finita! Shastar aveva ragione... come topi. Siamo come topi in
trappola.”
(Druuna)
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Paolo E. Serpieri a Lucca nel 1991. |
La fama dei cartoonist è
indubbiamente legata ai loro personaggi.
Pensiamo a Pratt e
Corto, Schulz e Charlie Brown, Crepax e Valentina, Hergé e Tin Tin; artisti che sono
vissuti in simbiosi con i loro personaggi, i quali, a loro volta,
hanno seguìto i loro autori nel viaggio più lungo. Tra i tanti che potremmo
citare, mi sento di fare anche il nome di Paolo Eleuteri
Serpieri.
Artista dotato di un
pregevole talento artistico, con un segno plastico e accademico,
esordisce nel fumetto con storie di genere western per poi virare
verso il genere fantascientifico con la storia breve Forse,
pubblicata dalla rivista Orient Express e antesignana del
personaggio che darà a Serpieri fama nazionale e
internazionale.
Druuna
nasce nel 1985 e sarà destinata a essere una delle eroine più sexy
e conturbanti del fumetto italiano, senza avere quelle fattezze magre
e perfette delle eroine di Manara ma piuttosto un corpo più
carnoso e quasi tarchiato, che non la priva di bellezza e sensualità.
In un futuro non molto
lontano, in una città in preda al delirio più inquietante e
suddivisa in piani (sotto l'inferno più cupo dove vengono gettate le
vittime del morbo, sopra una specie di paradiso valicabile solo agli
individui sani) vive e si muove Druuna; uno strano
morbo colpisce gli esseri umani trasformandoli in mostri cannibali
dall'inarrestabile frenesia sessuale.
Vi è solo un rimedio che
può attenuare parzialmente il morbo: un siero che viene detenuto dai
“preti” che governano la città e che considerano le vittime del
morbo come peccatori. Loro detengono il siero e lo distribuiscono
solo a individui sani che potranno così aspirare al piano alto della
città.
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Druuna si aggira per le vie di un mondo senza alberi, senza colline, in preda al caos e alla paura. |
È tutta qui, condensata
in Morbus Gravis, la bellezza, la suggestione e il
fascino dell'opera di Paolo Eleuteri Serpieri; la trama
è avvincente, calibrata da un buon ritmo narrativo e da una buona
dose di erotismo non invasivo, che invece caratterizzerà i
successivi capitoli della saga in cui l'autore non disdegna sequenze
vagamente sadomasochiste e al limite dell'hard.
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Il morbo non perdona. I contagiati vengono catturati e gettati nei sotterranei della città. Un vero Inferno. |
La parte scenografica
della città è degna di nota così come lo sono i vari personaggi
più o meno raccapriccianti, disseminati qua e là in un'avventura
non priva di situazioni al limite del sostenibile; ne è un perfetto
esempio, la sequenza in cui uno dei mostri affetti dal morbo violenta
e uccide una donna sotto gli occhi disperati e impotenti del marito,
tra il divertimento generale di chi osserva come un pubblico pagante
a una partita, ormai rassegnato a vivere in un simile mondo.
Una rassegnazione che è
parzialmente evidente in Druuna quando si presta ai
favori sessuali (in cui sembra quasi che provi un perverso senso del
piacere) di un medico di dubbia etica o nel difendere il siero che
serve a far regredire il morbo presente nel corpo del marito Shastar;
una rassegnazione che si trasforma in speranza nella bella e
sconvolgente verità finale in cui Serpieri è bravo
delineare un finale che rappresenterà l'inizio del successo che
Druuna si conquisterà nel mondo dei comics.
Un successo che dura
tutt'oggi e che ha posto l'artista italiano in quel ristretto olimpo
dei maestri dell'erotismo riservato a nomi quali Crepax e
Frollo e che ha portato Druuna a vivere altre
avventure nel delirante mondo creato dal suo autore, che si dedicherà
unicamente alla sua eroina, entrando in simbiosi con lei.
Una simbiosi che, in
futuro, non sarà più eguagliata quanto all'originalità narrativa e
all'impressionante inventiva visiva di questa prima avventura.
Una costante comune nel
mondo dei comics.
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La carica erotica di Druuna è uno dei principali ingredienti del grande successo di Morbus Gravis. |
Curiosità
Sembra che per la
fisionomia di Druuna, l'artista si sia ispirato
all'attrice Valérie Kaprisky.
Morbus Gravis
ha avuto un seguito, Morbus
Gravis 2 – Druuna
che conclude la storia.
Altre
avventure di Druuna
sono:
Creatura
(1990), Carnivora
(1992), Mandragora
(1995), Aphrodisia
(1997), Il
pianeta dimenticato
(2000) e Clone
(2003).
Altre
edizioni
Oltre a quella consigliata (Alessandro Editore ha pubblicato in pregevoli edizioni tutte le avventure di Druuna), è possibile recuperare la prima, storica edizione dell'Edizioni Produzioni Cartoons (supplemento alla rivista l'Eternauta). Successivamente la Comic Art ha ristampato Morbus Gravis sia in volume cartonato (serie grandi eroi n. 89) che brossurato (serie best comics n. 12). Tutte validissime.
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