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lunedì 3 dicembre 2012

Jac e Ned 17° capitolo: Il mio eroe!



Un riflessivo Jacovitti.
Disegno di Peter Pan antecedente a quello
realizzato per Il Giornalino.
Dopo un paio di mesi dalla fine della mia collaborazione con Jacovitti decisi di intraprendere nuove strade artistiche: pensai di presentare delle tavole di prova alla Sergio Bonelli Editore e al Giornalino.
Continuavo a sentire Franco, lui mi chiamava per chiedermi come stavo e mi esortava affinché vendessi i suoi disegni originali, quelli che mi aveva regalato nel corso degli anni: “Tanto poi ti do gli altri!” mi ripeteva spesso.
Una volta realizzate un po' di tavole, andai a Milano e trovai ospitalità dal mio amico Luca Bertelè, anche lui disegnatore di fumetti e creatore della prima fanzine salentina dedicata ai fumetti: Luna Storta.
Una volta a Milano, onestamente, non sapevo da dove iniziare: portare le tavole alla Sergio Bonelli o andare direttamente al Giornalino?
Provai a chiamare Jac per chiedergli un consiglio e lui mi disse di richiamarlo poco più tardi. Non passò neanche mezz'ora e Franco mi aveva già procurato due appuntamenti: con quello che al tempo era il redattore capo della Bonelli, Maria Baitelli, e con il direttore del Giornalino Don Tommaso Mastrandrea.
In quei giorni successe un fatto alquanto strano. Venni derubato dei miei averi, quanto meno quelli più preziosi: portafogli (con all'interno bancomat e contanti), occhiali da vista appena comprati e telefono cellulare, anche quello appena comprato (erano i primi con la scheda ricaricabile).
Il mio eroe: Benito Jacovitti.
Per un attimo mi sentii perso. Non sapevo che fare, ma non dovevo neanche perdere la concentrazione, visto che avevo due incontri importanti.
Il primo, se non erro, fu in via Buonarroti, nella redazione della Sergio Bonelli. Maria Baitelli era una signora molto cordiale e gentile ed esaminò i miei lavori. Avevo fatto le tavole per Nick Raider e Tex. Per quest'ultimo ero troppo giovane mentre per Nick Raider al momento non avevano bisogno di nuovi artisti. In compenso servivano per la nuova testata Magico Vento. La signora Maria Baitelli mi fece notare che a loro serviva un tratto più commerciale e il mio era, secondo il suo punto di vista, troppo d'autore. Sempre questa distinzione. Chissà se verrà il giorno in cui la smetteremo di classificare il fumetto. Mi chiese di fare delle tavole per Magico Vento e di inviargliele. Insomma, nulla di fatto.
La sera aggiornai Jac sul mio incontro e sul furto subìto. Rimase seriamente dispiaciuto. Si chiedeva come aiutarmi, ma gli dissi di non preoccuparsi.
Il giorno dopo andai alla redazione del Giornalino per incontrare il direttore. Dopo una breve attesa fui ricevuto da Don Tom (si faceva chiamare così); facemmo una breve chiacchierata e mi raccontò che quella mattina era passato da lui Cino Tortorella (il mitico Mago Zurlì) un po' depresso in quanto compiva la veneranda età di settant'anni. Fu così che Don Tom mi mise davanti agli occhi un disegno originale di Jac (degli ultimi da lui realizzati) chiedendomi di scrivere una dedica in stile Jac per il noto conduttore televisivo; un regalo per consolarlo. Lo feci senza problemi e fu mentre mi accingevo a imitare la grafia di Jac che mi accorsi che quel disegno aveva qualcosa di strano: non era di Jac. Eppure era una delle ultime cover del Giornalino, erano storie a cui lui stava lavorando da solo. Conosco lo stile del grande maestro decennio per decennio e quel disegno non era inchiostrato da Jacovitti, ne tantomeno da me. Non ci pensai e mi concentrai sul lavoretto affidatomi.
Appena terminato, Don Tom mi commissionò un disegno (in stile Jac) di Peter Pan. Era per una trasmissione televisiva (almeno credo) sempre di Cino Tortorella, dal titolo “Peter Pan: dalla parte dei ragazzi”.
Dopodiché visionò le mie strip un po' all'americana e mi chiese di italianizzare i soggetti e proporglieli. Beh, qualcosa era uscito. Ma il bello doveva ancora arrivare, visto che uscito da lì la mia preoccupazione era quella di capire come avrei fatto a ritornare a Lecce senza un centesimo in tasca. Stavo per congedarmi da Don Tommaso Mastrandrea quando quest'ultimo mi passò una busta. Ricordo ancora le sue parole: “Questa è per te da parte di Jacovitti!”. Rimasi stupito, anche perché Franco non m'aveva detto niente a tal proposito. Presi la busta e la aprii e al suo interno vi trovai 500.000 lire. Dissi a Don Tom che probabilmente c'era un errore e lui mi tranquillizzò. Jacovitti l'aveva chiamato raccontandogli la mia sventura e chiedendogli di darmi questi soldi.
Sembrava uno dei suoi soliti scherzi, invece era reale. Uno di quei gesti che ti spiazzano, che ti fanno credere che gli eroi esistono non solo nel nostro immaginifico mondo di nuvole parlanti, ma anche nella vita reale.
Questo era Jacovitti: un eroe. Il mio eroe. 
Particolare di uno dei primi lavori realizzati insieme nel 1992. Vent'anni fa. 

2 commenti:

  1. Dopo aver scoperto il blog con l'iniziativa 300, mi sono appena "rimesso in pari" con Jac e Ned... che dire? Bellissima storia, a tratti quasi non ci si crede, e anche i momenti meno felici contribuiscono comunque a renderla più appassionante, più completa. Ehi ma... poi ce lo risolvi, il mistero della cover del Giornalino non di Jac, vero? :)

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  2. Grazie Ikaris.
    Si certo, lo svelerò...:).... anche se vorrà dire rivangare ricordi non proprio felici...

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I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!

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