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Ed. Punto Zero, 1998 (USA, To the heart of the storm, 1991) |
“Tutto
quello che so e che questa è la seconda guerra mondiale... che ci
hanno arruolato... lui fa il fumettista e io sono redattore di un
giornale turco a Brooklyn.”
“Ragazzi
come faranno a vincere la guerra con dei tipi come noi?”
“Perché...
chi altro le fa le guerre eh?”
(dialogo
tra soldati in viaggio verso il fronte)
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Il giovane soldato Will Eisner in una foto d'epoca. |
A
chi non è capitato di ritrovarsi in treno, con il capo rivolto verso
il finestrino intento a osservare il paesaggio che scorre? Almeno una
volta nella vita è capitato a tutti, ma più che far da cornice al
paesaggio in movimento, quel finestrino ha rappresentato una specie
di schermo su cui i nostri pensieri venivano proiettati col fine di
farci rievocare i nostri ricordi. I lunghi viaggi a volte hanno su di
noi l'effetto amarcord, un effetto che ci aiuta a spezzare la
monotonia del rumore delle rotaie.
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Attraverso
il finestrino il giovane
Willie ripercorre
la sua vita.
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La
stessa sensazione provata dal giovane soldato Willie
che rivolto verso quel
finestrino sta andando a difendere la libertà del suo paese in pieno
secondo conflitto mondiale. E conscio di tutto ciò, ripercorre con
la mente le origini della sua famiglia in quella che probabilmente è
una delle più grandi graphic novel della storia dei comics. Genere
letterario, quello della graphic novel, che lo stesso autore, Will
Eisner, ha introdotto
nel 1978 con il bellissimo Contratto
con Dio forse inconsapevole
di dare il via a una specie di invasione di romanzi grafici che nel
nuovo millennio ha trovato il periodo di maggiore espansione.
Verso
la tempesta è un
autobiografia per immagini. Ma non solo. È un meraviglioso affresco
storico per molti versi unico, che ci fa conoscere un'America fatta
di umanità e miseria, violenza e razzismo, amori e delusioni, arte e
affari tutti radicati nella New York prima e dopo la grande
depressione, quella “grande mela” capace d'inglobare etnie
diverse e metterle in contrasto tra di loro.
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Crisi
e speranza nell'America della grande depressione magistralmente
dipinte da Eisner.
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E'
qui che vediamo svolgersi l'adolescenza del giovane Willie,
tra una madre casalinga semianalfabeta e un padre dalle aspirazioni
artistiche trasformatesi in un commercio di pellicce, tra risse,
scazzottate e dubbi morali.
Ma
Verso la tempesta
non scava solo nel passato del protagonista ma anche in quello dei
suoi genitori, andando a ritroso fino a una New York di fine
ottocento e attraversando l'oceano fino a Vienna capitale
d'arte, musica e intellettualismo, pronta a essere inghiottita
dall'abisso della prima guerra mondiale. E tra la prima e la seconda
guerra, assistiamo al dilemma morale di Eisner,
che rinuncia all'imboscamento favorito dal suo editore per fuggire
dal mondo illusorio fatto di carta e inchiostro e partire volontario
per la leva in difesa del suo paese e del suo dubbio senso di
libertà.
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Violenza
e razzismo nell'infanzia del giovane Willie.
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Parecchie
le sequenze d'antologia: la storia del nonno materno nella New York
del 1880; i sogni e le aspirazioni artistiche paterne sullo sfondo
della Vienna della Belle Époque e la bellissima sequenza finale
dell'arrivo al campo d'addestramento, in cui il plotone marcia “verso
la tempesta”. Ma è il modo di raccontare, d'usare le immagini, di
comporre la tavola a lasciare il lettore a bocca aperta: immagini che
passano da un bianco e nero netto a un fitto tratteggio, scenari
ineguagliabili per sintesi e profondità di campo e soprattutto una
serie di caratterizzazioni che fa di quest'opera un monumento
dell'arte sequenziale, termine coniato dallo stesso Eisner che in
tutta la sua carriera ha sempre mantenuto dei livelli altissimi.
Verso
la Tempesta
rimane senza dubbio l'opera più bella, compiuta e significativa del
maestro americano. Quel Will Eisner che a settantaquattro anni
suonati, munito di una risma di fogli bianchi inchiostro di china e
un talento artistico fuori dal comune, intraprende un viaggio
personale pieno di emozioni e suggestioni ripercorrendo per noi non
solo la sua storia familiare ma anche quella generazionale di tutto
un paese che non finisce mai di cadere in contraddizione. Una
contraddizione che lo stesso Eisner tenta forse di superare con le
parole che il giovane Willie si sente rivolgere dal padre: “Nella
vita come nell'arte, Willie...è tutta una questione di
prospettiva!”.
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Tavola
finale: Willie
si dirige
"verso la tempesta".
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Curiosità
Verso
la tempesta è, insieme alla graphic novel Il sognatore, il più
autobiografico dei fumetti di Eisner. Il maestro americano disse di
aver impiegato circa un anno nella realizzazione di quest'opera che
per molti rappresenta il suo capolavoro.
Edizione
consigliata
Ho
preferito consigliare la prima edizione di Verso
la tempesta
del 1998 a opera della casa editrice Punto
Zero
di Andrea
Plazzi (che
ha curato anche la traduzione) per il merito che ha avuto nel farci
conoscere gran parte delle opere di Eisner
in edizioni sempre ben curate.
Altre
edizioni
Ma
sono altrettanto valide le due ristampe realizzate recentemente da
Fandango
Libri (che
riprende praticamente l'edizione della Punto
Zero,
compresa la traduzione a cura di Andrea
Plazzi)
e della casa editrice Einaudi,
che ripropone Verso
la tempesta
in un volume contenitore, Life
in pictures, insieme
ad altre storie del maestro americano.
oltre 300: dello stesso autore non perdere...
ho conosciuto Eisner con questa stupenda storia....e non l'ho più abbandonato
RispondiEliminae come abbandonarlo dopo aver letto una simile meraviglia??? :)
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