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martedì 11 settembre 2012

300: Muñoz & Sampayo – Alack Sinner, Così com'era




Milano Libri edizioni, 1981
(Argentina, storie varie, anni '70)


Sono di una generazione a cui costa superare le cose”
(Alack Sinner)


Muñoz & Sampayo

Quando tengo i miei corsi a fumetti solitamente presto qualche mio fumetto agli allievi desiderosi di conoscere qualcosa di nuovo e originale. Recentemente uno di loro se ne venne tutto entusiasta e riconsegnandomi un libro mi disse: “Ora ho capito qual è stata la fonte d'ispirazione di Miller per Sin City!”.
In effetti, leggendo le storie di Alack Sinner e soprattutto guardando i disegni di Muñoz, non si può non pensare al fumetto di Miller, così come non c'è niente di nuovo in Sin City che non sia stato realizzato in Alack Sinner vent'anni prima. E' per questo motivo che il personaggio del duo argentino ha un posto d'onore in questa biblioteca, mentre Marv, Hartigan e il Bastardo giallo no.


La nuda e cruda realtà di Alack Sinner.
Naturalmente non è solo questo il motivo. Di fatto di motivi per essere citato, elogiato e acclamato dal mondo dei comics il detective privato creato da Muñoz e Sampayo ne ha parecchi.
Basta sfogliare la prima storia di Alack Sinner, Il caso Webster, contenuta in questa raccolta pubblicata dalla Rcs negli anni '80, per capire che siamo di fronte a un fumetto fuori dagli usuali schemi artistici e narrativi. Non che il fumetto sia povero di eroi in impermeabile e mozzicone di sigaretta tra le labbra, ma con Alack Sinner, Muñoz e Sampayo riescono a sfruttare il genere come nessun altro era mai riuscito a fare prima.
Lavorando a stretto contatto, la coppia Muñoz disegnatore e Sampayo sceneggiatore sfornano una serie di storie che colpiscono il lettore come un pugno nello stomaco per realismo e innovazione, quello stesso pugno a cui la letteratura hard-boiled ci aveva già abituato.
Il caso Filmore, Constancio e Manolo, Città oscura, Conversando con Joe e Il caso Webster ci scorrono sotto gli occhi allo stesso modo in cui lo squallore e la solitudine scorrono nella vita del protagonista, che trascinandosi per le vie di una New York messa a nudo dai disegni di Muñoz, cerca con disperata consolazione di lasciarsi alle spalle i duri colpi che la vita gli ha inferto e che continua a infliggergli.


Luci e ombre: la sublime arte di José Munoz.
E Sinner da duro dal cuore tenero qual è, preferisce consolarsi nella sua autodistruzione, cercando l'amore e l'amicizia spesso in un fondo di bottiglia o nascondendosi dietro il fumo nel lento consumarsi delle sigarette che serra tra le labbra.
Non è un fumetto facile Alack Sinner, figlio di quella letteratura da duri di Hammett e Chandler, questo antieroe perdente ci appare così vero che non è difficile immedesimarsi nella sua disillusione. Crede nei valori in un paese che li ha persi, in cui la giustizia è al servizio del denaro e dell'arroganza, quella stessa giustizia che lui sente di dover fare emergere in ogni episodio, pur sapendo che in ogni vittoria si cela sempre un'amara sconfitta: la sua. La sconfitta di un uomo incapace d'esternare le proprie emozioni e di viverle fino in fondo. Ed è questa una delle carte vincenti di questo capolavoro a fumetti: mettere in risalto i pensieri del protagonista e renderne partecipi i lettori, ponendo in secondo piano tutti gli aspetti polizieschi che altresì ne farebbero un normale poliziesco.

Il caso Webster, la prima indagine di Alack Sinner.
Ma Alack Sinner non ha nulla di normale perché è un fumetto fuori dal comune come dimostrano i disegni di José Munoz che con il suo splendido bianco e nero ci avvolge in un viaggio artistico di luci e ombre come nessuno artista ha mai saputo fare (se escludiamo il maestro del bianco e nero per eccellenza: Alex Toth). Il suo tratto ha la stessa complessità del personaggio che disegna e le sue vignette sono un insieme di personaggi che popolano le vie e i bar della grande mela con lo stesso disincanto che Sinner prova per la vita. Un complessità stilistica e un uso delle ombre che ha influenzato artisti come Lorenzo Mattotti, Gustavo Trigo, Igort e che ancora oggi stupisce per carica emotiva.
Quello di Muñoz e Sampayo resta uno dei sodalizi artistici più importante nella storia dei comics e i due, insieme, hanno sempre mantenuto un livello nelle loro storie talmente alto da gridare al miracolo.
Così come, quando finirete di leggere Alack Sinner, Così com'era, vi accorgerete di aver appena assistito a un vero miracolo di parole, luci e ombre.

Alack Sinner, nel segno di Muñoz
Curiosità

Fu il comune amico Oscar Zarate a far incontrare Muñoz & Sampayo dando così il via a una delle più formidabili coppie artistiche che il mondo dei comics abbia mai avuto.
Muñoz proviene da anni di lavoro come disegnatore di fumetti, mentre Sampayo è un insoddisfatto pubblicitario senza nessuna esperienza nel mondo dei comics. Il loro primo progetto insieme sarà proprio il personaggio di Alack Sinner.
Molto curiosa la somiglianza di Alack con il tenente Zero Galvan, protagonista della serie Precinto 56 (da noi 56° Distretto), un fumetto poliziesco ambientato a New York; come Sinner anche Galvan è robusto, biondo e dai modi sbrigativi. Fu il debutto di José Muñoz nel mondo del fumetto.

Zero Galvan, possibile antesignano del più noto Alack Sinner.


Edizione consigliata

Bei tempi quando la Milano Libri faceva dei bei cartonati, con una buona stampa e degli ottimi apparati critici. Naturalmente la qualità della stampa, nel corso degli anni, è nettamente migliorata ma il fascino di questi cartonati rimane tutt'oggi inalterato.

Altre edizioni

Sono diverse le edizioni delle storie di Alack Sinner. Oltre al volume consigliato, meritano attenzione sia le edizioni pubblicate dalla casa editrice Hazard (in cui potete leggere delle storie non contenute in Alack Sinner, Così com'era) e quelle della Nauges che sta ripubblicando le avventure dell'investigatore di Muñoz e Sampayo in delle belle edizioni correlate da DVD. Anche la Acme ha pubblicato le storie del biondo detective in tre bei volumi negli anni '90.
Di recente pubblicazione invece è il volume cartonato Alack Sinner nella collana I maestri del fumetto allegato al settimanale Panorama in cui potete gustarvi quasi tutte le storie pubblicate nel volume consigliato.

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6 commenti:

  1. Ottimo articolo sul duo Munoz/Sampayo ; comunque il tuo allievo ha mai visto il fumetto ATMOSFERA ZERO ( OUTLAND ) di Steranko , ma anche la GN CHANDLER , sempre di Steranko ? Il tratto del Miller di SIN CITY secondo me arriva anche da lì ...

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    1. Bellissimo Atmosfera 0 di Steranko... Diciamo pure che Miller è stato grande ma che la sua grandezza deriva (giustamente come nel caso dei grandi) dalla sua conoscenza di determinati autori: KirbY, Steranko, Munoz, Gianni De Luca e via dicendo...

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  2. Miller è tuttora un grande anche perchè non si ferma a riposare sui meritati allori me è sempre in cerca di nuovi stimoli visivi e non ; volevo chiederti se secondo te nelle sue cose immediatamente successive al primo SIN CITY è possibile che sia stato influenzato da Roberto Bonadimani ? a me pare di sì , anche perchè sono un "partigiano" di Bonadimani e quando vidi la cover di ETERNAL WARRIOR # 1 fatta da Miller x la Valiant nel '91 sembrava uscita dal ciclo di ANHYA ...

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    1. che io sappia, Miller conosce molto bene i nostri autori... Bonadimani è un grandissimo che pochi conoscono... lui potrebbe conoscerlo e anche bene... :)

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  3. In effetti non avevo mai pensato che alcune tavole della GN "Elektra LIves Again" avevano lo storytelling simile a quello degli adattamenti shakesperiani di De Luca ...

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    1. se l'è studiato bene De Luca il buon Miller... :)

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