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mercoledì 24 ottobre 2012

Jac e Ned 14° capitolo: Ballate metropolitane



Il grande Jac con il numero 0 di RAP fresco di stampa.
L'esperienza con i disegni di Jacovitti finalizzate ai gadget mi insegnò una cosa molto importante: Jacovitti non riusciva a comunicare con i giovani. E la cosa è buffa dal momento che da un fumettista della sua portata ci si aspetta il contrario. Eppure Franco rimaneva legato un po' ai gloriosi anni del fumetto italiano negli anni '60, quando comunicava con le giovani masse attraverso un potentissimo strumento come il diario Vitt, che era presente nello zaino o cartella dell'ottanta per cento degli alunni italiani.
Ma i tempi, si sa, cambiano (meno male) e cambiano anche le necessità, le mode e i mitici diari di Jacovitti vennero surclassati dalle nuove tendenze degli anni '80, che si orientavano più sullo Snoopy di Schulz e il Lupo Alberto di Silver. I diari di Jac uscivano ma erano dei punti in mezzo alla folla. Il periodo in cui andai alla scuola elementare proprio non mi ricordo di aver visto un suo diario. Era anche il periodo in cui Franco si allontanò di più dal fumetto (o meglio dire fu messo da parte) per lavorare di più in pubblicità, fino alla riabilitazione completa avvenuta al Salone dei Comics di Lucca nel 1992, anno in cui iniziò il nostro sodalizio.
Ma nonostante questo, notavo che Jac non riusciva a creare qualcosa destinato ai giovani, ai loro nuovi gusti, qualcosa in cui potessero riconoscersi.
Cover dei numeri 0 e 1 di RAP, usciti rispettivamente nel 1996 e nel 1997.
Fu così che mi venne l'idea di RAP; pensando unicamente ad un modo per avvicinare Jacovitti al pubblico dei più giovani. La musica rap andava forte, la street art era ormai un fenomeno ben consolidato e l'idea di trasferire vermi, salami e dadi in un simile contesto mi piaceva.
Serviva solo un personaggio e qualche comprimario e soprattutto dovevo decidere che tono dare a questa serie.
Lo sfigatissimo rapper Rex-J.
Al tempo mi piacque molto uno dei personaggi minori di Jacovitti, Joe Balordo, detective privato che più sfigato non si poteva. Passava le sue avventure cercando sempre di rimediare qualche pupa invece di procacciarsi qualche caso interessante e Jac l'aveva disegnato con una buona dose di humor ed erotismo. Ecco quindi che nella testa mi cominciò a frullare l'idea di un rapper nato sfigato, che si aggirava per le luride strade del Bronx cercando di rimorchiare qualche battona a basso costo. Ma naturalmente gli veniva rifilato un bel due di picche oltre al fatto d'essere continuamente oggetto delle percosse di due bande rivali: Le Tigri Meccaniche e i Corvi Spennati. Aveva un socio in affari, il nero Black Out (con cui organizzava qualche concerto abusivo) e una tipa, Pupa Girl, a cui faceva la corte assiduamente senza ottenere il minimo risultato positivo. Insomma più sfigato di così non poteva essere: Rex-J era nato.
Una striscia tratta dal n. 1 di RAP, Hog City.
Ne parlai con Franco il quale mi diede carta bianca. Realizzai quello che sarebbe stato il numero 0, ovvero una quarantina di strisce di grande formato, disegnate con pennini Brause 511 che riproducevano benissimo il tratto di Jacovitti.
Restava il problema di chi l'avrebbe pubblicato, ma con il nome di Jac non avrei avuto particolari problemi. Si fece avanti una casa editrice guarda caso della mia città, Balocco editore, che in quegli anni, siamo nel 1996, aveva intrapreso un esperimento originale: realizzare un'agenda sul cinema, la Cine Agenda, e una sul fumetto, la Data Comics. E devo dire che uscirono due bei prodotti, distribuiti in tutta Italia e con un buon successo.
Mi proposero di pubblicare RAP con loro e di farlo uscire nel prossimo Salone di Lucca. Jacovitti fu d'accordo e RAP numero 0 vide la luce.
Formato più o meno tascabile, 36 pagine in bianco e nero, spillato con cover a tre ante, l'albo si presentava decentemente, tirato nelle solite mille copie ma regolarmente distribuito in tutte le fumetterie. A Lucca vendemmo circa 160 copie.
Al numero 0 fece seguito il numero 1, dal titolo Hog City e ci furono diverse riviste (non specifiche di fumetti) che parlarono di RAP: Musica di Repubblica, Guerrin Sportivo, ecc.. dopo di che RAP uscì di scena e i motivi furono diversi.
Roma, maggio del 1995. Cena con i soci dello Jacovitti Club in cui Jac mi presenta a tutti come il suo allievo e collaboratore (ormai da circa tre anni) e parla della prossima pubblicazione di RAP. 
In primis la poca collaborazione di Jac, impegnato nel Cocco Bill per la Sergio Bonelli. In effetti Franco rimase un po' spiazzato da quest'opera di mia creazione, nonostante fu lui a dare vita al personaggio di Pupa Girl e fu sempre lui a scegliere RAP come nome per la serie. Ma la vedeva come qualcosa di anomalo nella sua carriera, io invece la vedevo come un'opportunità di farsi apprezzare dal pubblico giovane che correva dietro alle figurine di Lupo Alberto. Ma Jac non collaborò granché e da solo (testi, disegni, copertine e quant'altro) non riuscivo a tenere dei ritmi che garantissero un lavoro fatto bene.
Jacovitti nel suo studio autografa le copie del n. 0 di RAP per il Salone dei Comics di Lucca.
Le avventure di Rex-J rappresentarono un'occasione d'avvicinamento dell'arte di Jac ai giovani. Un'occasione mancata. 

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I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!

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