Translate

Chi cerca... Trova!

giovedì 25 ottobre 2012

Jac e Ned 15° capitolo: Il ritorno di Cocco Bill.



VIETATO COSARE: il grande Jacovitti all'ingresso del suo studio.

Disegnare Cocco Bill è sempre stato il mio sogno nel cassetto, sin da quando ho iniziato a leggere fumetti. Anche perché fu proprio con il mitico cowboy camomillesco che ho scoperto il fumetto.
I primi lavori che realizzai per Jacovitti avevano proprio Cocco Bill per protagonista ma non corrisposero a una storia a fumetti bensì solo a delle illustrazioni.
In seguito intrapresi l'avventura di Cocco Story che poi dovetti abbandonare per realizzare RAP e per continuare l'attività d'inchiostratore per Jac. Ma, questa volta, dopo tante illustrazioni e pubblicità, finalmente arrivò una storia a fumetti. E niente di meno che Cocco Bill.
La prima tavola di Cocco Bill di quà e di là: a sinistra la versione a matita realizzata da Jacovitti. Nelle nuvolette alcune parole venivano barrate da Franco, questo voleva dire che dovevano
essere evidenziate di più nel momento dell'inchiostrazione.
La gabbia veniva riempita a pennello. I colori sono di Luca Salvagno.
L'artefice di questo ritorno di Cocco Bill fu il grande Sergio Bonelli. Pare che quest'ultimo e Jac si fossero incontrati per la prima volta nel mitico Salone dei Comics di Lucca nel 1992, anno in cui il grande Jac fu premiato con lo Yellow Kid (per i dettagli di questo incontro vi consiglio di leggere il blog Dime Web di Francesco Manetti che all'epoca di Lucca curò la bella mostra dedicata a Jac); da quel momento l'editore milanese avrebbe insistito affinché Franco realizzasse una storia di Cocco Bill unicamente per lui.
Cocco Bill di qua e di là uscì nella collana I grandi comici del fumetto nel 1997.
Iniziammo a lavorarci all'inizio del 1996 almeno per quanto mi riguarda perché ricevetti le prime 13 tavole e la copertina da inchiostrare esattamente il 2 gennaio. A tempo di record le inviai a Franco che puntualmente mi inviò un assegno di 350.000 lire: 25.000 a tavola. Eravamo ben lontani dai compensi iniziali e la cifra era veramente bassa (anche se non ho mai saputo il compenso di Jac per quel lavoro) ma non ho protestato neanche una volta con lui. Ho sempre fatto ciò che mi chiedeva, spesso anche gratis. A me andava bene così. E poi i soldi non erano il vero problema di questa storia a fumetti appena iniziata. I veri problemi erano due: la fretta che mi metteva Jac nell'inchiostrare e soprattutto il suo stile, purtroppo in fase di declino.
Tavola 27 di Cocco Bill di quà e di là. Come scritto, Jac ultimamente usava aiutarsi con la matita, usata in
tutta la sua carriera unicamente per costruire la prospettiva. In questo caso non ha ripassato la matita col
pennino più sottile ma ha preferito lasciare a me completare la vignetta. Come potete notare ho mantenuto
l'inquadratura scelta da Jacovitti, prendendomi qualche licenza nella versione definitiva.
Erano evidenti fin dalle prime tavole diverse caratteristiche che alteravano il suo fantastico stile degli anni passati: bocche super labbrose, sorrisi stampati su molti oggetti (come sul cappello di Cocco Bill e sulle tende indiane), a volte si potevano riscontrare delle sproporzioni tra il volto e le mani di Cocco Bill. Insomma un Jacovitti non in forma. Dal canto mio, cercavo di tenere il ritmo di Franco e, dove era possibile, rimediare alle varie sviste (ma era difficile, perché non potevo cancellare le tracce di pennino e poi Franco se ne accorgeva), pertanto dovetti abbandonare il pennino per il rapidograph, meno efficace ma più veloce. Ma ero felice di una cosa: Franco mi promise che questa volta avrebbe fatto di tutto affinché venissi menzionato nell'albo. Wow!!!
In queste buste intestate, Jacovitti era solito mettermi l'assegno per il lavoro fatto su Cocco Bill di quà e di là. La prima busta, in alto, indica un pagamento, credo fosse per la seconda tranches di tavole.
La seconda busta invece conteneva l'assegno per il pagamento delle prime 14 tavole più la copertina.
Contemporaneamente realizzavo il fumetto RAP (e non vi nascondo che a questo tenevo di più) quindi potete immaginare il tour de force in cui mi lanciai. Poi naturalmente c'era sempre qualche disegnetto qua e la che Franco mi chiedeva di fare. La tavole da fare erano in tutto 95. Il 15 febbraio mi arrivarono le tavole dalla numero 14 alla numero 20. A fine settembre (tenendo conto che nei mesi di giugno e luglio Jacovitti non lavorava in quanto si trasferiva nella sua casa a Forte dei Marmi) mi arrivarono le tavole dalla numero 59 alla numero 72.
Per problemi inerenti all'età e alla vista, Franco aveva incominciato a realizzare delle tracce di matita (ricordatevi che il maestro disegnava direttamente con il pennino) per aiutarsi nell'impostazione delle vignette e dei personaggi. Ricordo che, una volta inchiostrate le prime tavole, non cancellai le tracce della matita e lui nella spedizione successiva mi regalò una gomma gigante (era grande quanto un panetto di burro) “ordinandomi” di cancellare tutte le sue “matitate”.
Dimenticavo che tra di noi c'erano 600 km di distanza. Io ritornai a Lecce in quanto ciò che percepivo da Jac non era sufficiente per mantenermi in una Roma che diventava sempre più cara. Quindi comunicavamo via telefono e via corriere espresso con cui Franco m'inviava le tavole.
Prima della fine del 1996 avevamo bell'e finito e nel maggio del 1997 il fumetto uscì nelle edicole di tutta Italia.
E aprendolo vi trovai la mia prima delusione dall'inizio della nostra collaborazione: il mio nome non veniva menzionato, ma quello del colorista, Luca Salvagno, si. Ci speravo davvero e rimasi profondamente amareggiato.
Mentre realizzavo questa storia in realtà dentro di me sentivo che l'entusiasmo iniziale, l'euforia pazzesca, unica, meravigliosa provata negli anni passati veniva inesorabilmente a mancare.
Jacovitti era solito inviare questi disegnini fatti su fogli Fabriano F2, quasi a mò d'incoraggiamento .
In questo particolare caso, m'inviò una mega gomma per cancellare le tracce di matita dalle tavole. 

Nessun commento:

Posta un commento

I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!

Le immagini sono qui inserite al solo scopo di documentazione e sono © degli aventi diritto.